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Bike in the night

Diari • di 15 Marzo 2016

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La magia di poter pedalare nel cuore della notte nelle città più belle, l’impagabile privilegio di essere soli e sentirsi avvolti dal fascino del silenzio, poi i primi rumori che precedono l’alba e infine il risveglio; è l’ora di ritornare e ricominciare a sognare.

Qui sotto: “La notturna di Vicenza” , 30 Gennaio 2014

Scrive Goethe di Andrea Palladio: “V’è davvero alcunché di divino nei suoi progetti, né meno della forza del grande poeta, che dalla verità e dalla finzione trae una terza realtà, affascinante nella sua fittizia esistenza

Una fredda notte di fine gennaio, piove a dirotto, più che altro gocce ghiacciate, qualche fiocco di neve. Nei giorni scorsi non ho fatto in tempo a prepararmi e così, questa volta tutt’altro che ben equipaggiato, esco e mi avventuro ugualmente per le strade di Vicenza e i suoi colli vicini.
Dopo una cena abbastanza veloce torno in albergo, purtroppo domani mattina so di dovermi alzare piuttosto presto ma l’occasione di trovarmi in centro a Vicenza e vedere alcuni dei più bei capolavori del Palladio da un punto di vista un po’ insolito non me la lascio proprio scappare.
Mi metto allora addosso tutto quello che posso, preparo la bicicletta e mi avvio verso il centro che già, ancor prima che arrivi la mezzanotte è assolutamente deserto.

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Il centro di Vicenza è una grande isola pedonale, discreta, elegante e nobile: arrivo quasi subito nella piazza principale dove la facciata della Basilica Palladiana si riflette magicamente e splendidamente sul selciato antistante, in queste ore della notte abbondantemente bagnato dalla pioggia.
Scatto molte foto, pedalare e fotografare è un tutt’uno, semplicemente irresistibile.
Lasciata la piazza mi dirigo verso il Teatro Olimpico e poi Palazzo Chiericati; dopo aver scorazzato abbondantemente per le vie del centro e lungo il buio e poco invitante Bacchiglione, mi dirigo ancora verso Campo Marzio dove, se non ricordo male, avrebbe dovuto iniziare la salita per il Santuario del Monte Berico.

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Le frecce mi confondono, Villa Valmarana ai Nani, Villa Capra detta La Rotonda, purtroppo piove fortissimo, praticamente non riesco a vedere niente.
Al Santuario arrivo senza troppe difficoltà, le ville invece si fanno un po’ desiderare!
Rassegnato, riprendo senza troppa soddisfazione e con pochissima convinzione la via del ritorno; imbocco il percorso lungo la “Riviera Berica”, poi, improvvisamente, lassù sul colle, appena appena illuminata e sotto una pioggia divenuta ormai insopportabile, eccola là, elegante come poche altre cose, la splendida “Rotonda”.

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Potete trovare alcune delle mie “notturne” qui: bikeinthenight.blogspot.it

San Sebastiàn (Spagna)

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Verona (Italia)

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Bordeaux (Francia)

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Milano (Italia)

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Troyes (Francia)

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Carcassonne (Francia)

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