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Racconti di viaggio in bicicletta e non solo al BAM!

News • di 16 Maggio 2016

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Gli appassionati di viaggi in bici si son dati appuntamento dal 6 all’8 maggio a Noale al BAM! Bicycle Adventure Meeting… ma BAM! potrebbe stare anche per Bellezza Allegria Movimento o per Birra Amicizia Musica, o per Bravi Artigiani Misti, o per Band Appassionata e Magnetica e molto altro, perché il BAM! non è solo bici, ma una cosa coinvolgente e gioiosa dove si è accomunati più dal fine che dal mezzo. L’anno scorso a Livigno alla sua prima edizione ero stato colpito da questa ciclodiversità sebbene fosse la logica conseguenza del fatto che non ci ritroviamo per il mezzo, ma per cosa vogliamo fare in sella alla nostra bici. L’avventura ognuno la vive a modo suo, in base al tempo, alla voglia, ai soldi e alla preparazione fisica che ha, alla sua soglia di percezione del pericolo e alla sua capacità di adattarsi alle situazioni difficili e scomode. Anche la bici, ognuno ha la sua, diversa dalle altre, fatta per le proprie esigenze. Quest’anno poi oltre alle mountain bike, touring bike, gravel bike, bici da ciclocross tandem, fat e plus varie, c’era perfino una coppia col monociclo (che si è fatta tutto il percorso da 100 km il sabato).

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Ma il BAM! non è nemmeno solo pedalate avventurose senza fretta, con feste e allegria: è anche la scoperta di un territorio che ospita l’evento e di un mondo di industria, commercio e soprattutto artigiani che progettano, inventano e realizzano gli strumenti per i nostri sogni di cicloviaggiatori.

Noale è un paese di 15 mila abitanti tra Venezia, Treviso e Padova; il raduno è stato allestito presso la Rocca, una fortezza medievale a pianta circolare del XII secolo, circondata da un canale e tanto verde. La sua bellezza inaspettata mi accoglie in un caldo primo pomeriggio primaverile; arrivo in macchina, mentre mia moglie con amici vecchi e nuovi beccati su Facebook grazie alla community del BAM! sta pedalando dalla Valsugana per arrivare qui in bici; lo stesso faranno in tanti, da lontano o da vicino, specie dalle tre città qui vicine da cui partiranno al tramonto tre “sunset ride” e ritrovandosi o conoscendosi dal vivo dopo essersi conosciuti virtualmente sui social, per venire qui.

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La posizione del village nella Rocca oltre che scenografica è anche logisticamente molto pratica, con il palco per i concerti e le conferenze e l’area expo fuori le mura, mentre dentro le mura a pochi passi, un prato allestito per le tende. La sindaca Patrizia Andreotti passa a salutarci mentre monto assieme ad altri le prime tende. E’ entusiasta di aver appoggiato un’iniziativa che per la sua città vuol dire essere in vetrina da settimane su Repubblica, la Stampa, il Sole24ore (tanto per nominare qualche testata che si è occupata del BAM!) e mostrare un lato del suo territorio utile allo sviluppo del cicloturismo. Visto il luogo, tra pianura e collina, con tante strade di campagna, questa edizione di Noale è stata decisamente caratterizzata dalle gravel bike, bici che sullo sterrato sono a loro agio come una mountain bike, ma sull’asfalto scorrono meglio, sono robuste e comode. Per la prima volta in vita mia, avrei voluto averne una! Ce ne sono diverse anche tra gli stand e mi lustro gli occhi tra le americane Salsa e alcuni gioielli made in Italy come quelli in acciaio fatti su misura da giovani artigiani appassionati che hanno deciso di riprendere in mano la tradizione dei telaisti italiani che hanno fatto scuola nel mondo… prima del carbonio, come mi raccontano alle biciclette “Before Carbon”. Oltre a Pigozzi e Bressan c’è Luca Stancari, un ragazzo che l’anno scorso al BAM di livigno si era presentato con i rendering delle bici che avrebbe voluto produrre. Oggi la Dimöndi e la Mondo, le sue due bici, sono lì in carne ed ossa, anzi acciaio e gomma, e si chiamano Erman Bike.

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Faccio amicizia con Fabio, il mio vicino di tenda, che viene dalla Sicilia: più tardi scopro che è un ospite di punta, sia in quanto grande cicloviaggiatore, sia come artista. E’ sua la firma sulle illustrazioni dell’edizione 2016 di questa manifestazione e mi svela che la locandina con il ciclista che beve la birra con l’orso è di ispirazione autobiografica: in Alaska qualche anno fa ha scordato nella sacca della sua bici del cibo e la notte un orso gliel’ha strappata come un sacchetto del pane.
Ci siamo! Il bello del BAM! è iniziato: persone, storie, racconti, aneddoti, esperienze da raccontare ed ascoltare.

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Arriva mia moglie, con 100 km tondi percorsi da Borgo Valsugana! Con i suoi compagni di viaggio si merita una birra fresca mentre arrivano tanti altri ciclisti e la rocca di Noale inizia a popolarsi di sorrisi e il prato a colorarsi di tante tende igloo. La birra è un altro protagonista di questo mondo perché il cicloesploratore non avendo il problema della prestazione sportiva (che spesso compie, senza sbandierarla nemmeno in distanze lievitate), anzi sapendo di aver bruciato un sacco durante il giorno, la sera mangia quanto vuole e si spara una bella birra. Anche due o tre!

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Accompagnati dalle note di Microrchestra ceniamo assieme a Fabio col quale ci raccontiamo i viaggi fatti e proseguiamo per gli stand a scoprire un marchio nuovo, la Aloha Bikes di Padova, nata dall’omonimo negozio di famiglia, che fa una bici da ciclocross con un telaio in alluminio. Proseguendo arrivo alle borse per il bikepacking e all’abbigliamento. Nure alias Michele Boschetti non è solo il produttore e anima di Miss Grape, ma un autentico guru del bikepacking, oltre che una persona con un sarcasmo e simpatia speciali.

L’indomani il tempo ci fa un gran regalo perché è perfetto! In programma ci sono due “collective ride” una da 100 e uno da 150 km alle quali parteciperanno complessivamente 500 ciclisti (complessivamente l’evento è stato visitato da circa 1500 persone – dato per il quale attendo conferma dagli organizzatori), non proprio delle passeggiate ma d’altronde noi per quanto slowbikers non siamo mica quelli della domenica. Infatti è sabato, hah!
Ci si iscrive e si parte tra le 6:30 e le 8:30. Il grosso gruppo iscritto alla BAM 150 è partito presto, prima delle 7. Noi della BAM 100 partiamo alle 8:30 con calma, siamo una decina, chi con la mtb come noi, chi con una gravel, come Fabio Consoli; grazie a Martina abbiamo la traccia gps del percorso (indispensabile viste le mille stradine di campagna) e così piano piano iniziamo un gran bel giro tra le “B roads del Veneto” come recita uno slogan accattivante del programma ufficiale.

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Tra sterrati e tratti asfaltati in piena tranquillità e senza traffico, passando per Montebelluna arriviamo per pranzo ad Asolo, dove c’è il ristoro “porchetta a manetta”. Quelli dell’organizzazione hanno una comunicazione molto originale; è un anno che frequento il BAM anche sui social e trovo che sappiano usare bene il gesto semplice del ciclista, quello di sempre ma sempre tenuto all’ombra di aspetti ritenuti più importanti. Invece questi puntano sul panino e la birra, la pausa pipì a fianco della bici, il vento in faccia, le risate, gli aspetti veri dell’andare in bici; attendo per il prossimo anno anche una locandina sul “fazzoletto a cinque becchi”!

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Ci sono decine e decine di ciclisti, sia iscritti alle collective ride che per conto loro, in piazza ad Asolo; è un meraviglioso borgo in collina con un flusso notevole di ciclisti, sempre. Quelli del giro da 150km sono arrivati fino a Valdobbiadene, patria del Prosecco, ma il panino con la porchetta è per tutti qui e così si vedono quei bei visi stanchi ma felici dei ciclisti, impolverati. C’è un po’ di tutto anche a livello umano, come di bici: ciclisti super modaioli, col calzino colorato, tanti con la barba lunga perfetta e il tatuaggio, altri vecchio stampo da strada, altri più classici biker, e quelli della domenica (sempre anche se è sabato). Tutti assieme!

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Ripartiamo, ci divertiamo in discesa per qualche chilometro e poi una lunga pista ciclabile bianca ci riporta a Noale dove arriviamo un po’ tardi e quindi ci perdiamo la sessione di yoga for bikers organizzata sui prati della rocca. La sera ci sono altri concerti, dei workshop di bikepacking con Miss Grape e di bikecooking con lo chef Cristiano Sabatini ed uno speech contest, una gara di narrazione con 7 minuti a disposizione per raccontare le migliore storie di viaggio (selezionate precedentemente). Chi non ne aveva abbastanza dei 100 o 150 km di giorno, a mezzanotte è partita perfino la “night ride”. Io tra il sole, i 106km percorsi, le due birre finali, le mille chiacchiere, sono felice di mettermi in tenda in quello che dal 1819 al 1983 è stato il cimitero del paese. Ma di pensare a queste cose non c’è tempo, si crolla felici in un sonno profondo.

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Domenica è prevista un’altra uscita in bici di 40 km e ci sono altri workshop (tecnologia e gps e uno story telling) ed incontri con autori. Alle 12:30 salgono sul palco Michela Ton, Fabio Consoli, Willy Mulonia e Caterina Borgato a parlare di grandi viaggi; questi quattro rappresentano bene i cicloviaggiatori, uomini e donne: c’è l’atleta estrema (Michela), ci sono i professionisti (Willy e Caterina) che han fatto della loro passione la propria professione e c’è chi come Fabio ha un lavoro e una vita “normale” (lui fa l’illustratore, insegna all’università ed ha una famiglia) ma non rinuncia ad essere un cicloviaggiatore, anche estremo, e si allena per viaggiare, per il piacere di farlo, come tutti noi lo facciamo ai vari livelli. Lui è l’essenza del BAM!, uno che è stato in Alaska e in Uganda da solo, ma si è divertito a pedalare con noi oggi, perché come ha detto Willy scatenando il mio entusiasmo, anche dopo aver fatto un viaggio di un anno dalla Patagonia all’Alaska, quando parti da casa per un giro anche di solo due giorni, ti ritrovi “col pisello duro!”







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