Gargano in bici: viaggio alla ricerca di ciò che siamo

13 Ottobre 2016

• Tappa 1 Pescara – Lanciano km 43
• Tappa 2 Lanciano – Fossacesia km 30
• Tappa 3 Fossacesia – San Salvo km 43
• Tappa 4 San Salvo – Lesina km 62
• Tappa 5 Lesina – San Moiano km 53
• Tappa 6 San Menaio – Vieste km 33
• Tappa 7 Vieste – Pugnochiuso km 20
• Tappa 8 Pugnochiuso – Mattinata km 39

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Tutto è nato da una domanda che io e Francesca ci siamo fatte: che viaggio ci piacerebbe fare? Il pensiero è andato subito sui pedali la passione per la bicicletta così ci siamo dette dove? Arriviamo in Gargano. E così ci siamo organizzate.

Siamo partite con il treno da Terni, la nostra città e siamo arrivate a Pescara la città da dove è iniziato il nostro viaggio/avventura. Siamo partite la mattina del 7 agosto (alle ore 6,30), davanti a noi 300 km, otto tappe e tanta energia, curiosità e occhi aperti per tutto quello che la vita ci mostrava e ci dava.
Una parantesi, questo viaggio è stato affrontato con un allenamento iniziato due mesi prima per circa 2/3 volte alla settimana.

In questo breve diario, il nostro intento non è quello di riportare in modo dettagliato le varie tappe e descriverle in modo tecnico, perché il confronto è stato con la bici, e con noi stesse, e tutto ciò che concerne l’andare in bicicletta, in maniera leggera, vivendo ogni km, ogni momento, con l’entusiasmo di vedere paesaggi nuovi ed emozionanti, esterni a noi stesse, e nello stesso tempo osservare i nostri “paesaggi interni”.

Quando andiamo in bicicletta c’è entusiasmo, paura, fatica, relazione con il nostro fisico, relazione con la compagna di viaggio, emozioni che ti arrivano all’improvviso. Il viaggio in bicicletta ti porta scoprire te stesso e scoprire l’altro, cercando di decodificare ciò che nasce dentro il proprio sentire dandogli un nome. Questa esperienza ci ha aiutato ad osservare i propri limiti personali, le proprie difficoltà riconoscendole, e attraverso l’accettazione mettere in atto comportamenti per superarle. Queste difficoltà si chiamano paura, paura di non farcela, paura di non essere l’altezza, poi durante l’esperienza osservi che le paure sono solo ombre, e poi sorridi e senti nel cuore quella felicità che provavi quando da bambine andavamo in bici. Ed è proprio questo stato d’essere che ci ha guidato durante il viaggio e che ci ha fotto vivere a pieno l’esperienza

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