Se i camionisti pedalano in mezzo al traffico

2 Gennaio 2017

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L’empatia come chiave per ridurre gli incidenti stradali, sensibilizzando i guidatori di mezzi pesanti rispetto ai problemi quotidiani che i ciclisti urbani si trovano ad affrontare pedalando in mezzo al traffico di Londra. Prima di Natale i 1.650 conducenti dei mezzi della Travis Perkins, principale azienda di costruttori del Regno Unito, hanno avuto un’intera giornata di formazione sulla sicurezza stradale, mettendosi letteralmente nei panni di un ciclista alle prese con il traffico. Lo riporta l’Evening Standard.

Questa iniziativa, come spiegano le cronache, non si è limitata soltanto a un corso teorico con quiz a risposta multipla ma alle tre ore e mezzo di teoria in aula ne sono seguite altrettante sulla strada, in sella: il modo migliore per comprendere qualcosa è sperimentarlo in prima persona, compreso il pericolo di pedalare nel traffico quando non si è visti. Se i camionisti pedalano nel traffico si rendono conto che troppo spesso chi pedala risulta invisibile a chi guida un mezzo pesante: quindi faranno più attenzione quando torneranno al lavoro nell’abitacolo corazzato del loro camion con visibilità ridotta e pericoli potenziali in ogni angolo cieco.

Certo, la tecnologia può aiutare: ma quello dei camion a Londra è uno dei grandi problemi per chi pedala che continua a mietere vittime, nonostante le migliorie sui mezzi e la sensibilizzazione dei guidatori. La pericolosità intrinseca di un mezzo di 30 tonnellate e più che gira per una città è davvero alta e a farne le spese molto spesso sono proprio coloro che hanno deciso di spostarsi a impatto zero, su una bicicletta di una decina di chili o poco più.

Fatto sta che questa iniziativa è riuscita nel suo intento di sensibilizzazione, almeno stando a quanto afferma il 63enne Jeff Morris, che guida un autocarro da 32 tonnellate: “Ero scettico riguardo alla formazione: tuttavia quando l’ho fatta mi ha sorpreso. Andare in bicicletta con un camion vicino a te è veramente spaventoso. Sono contento di aver avuto modo di sperimentarlo e ora cercherò di rendere le strade di Londra più sicure per i ciclisti”.

Sono convinto che tutti coloro che guidano un mezzo a motore dovrebbero sperimentare 5 minuti di pedalata nel traffico per rendersi conto dei pericoli e modificare il proprio comportamento al volante: diminuendo la velocità, evitando di telefonare/messaggiare con il cellulare, mantenendo la distanza di sicurezza… le buone pratiche si costruiscono giorno per giorno, il difficile sta nel mantenerle e soprattutto nel tramandarla. L’empatia ci salverà?

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