Adesso ammazzateci tutti

22 Maggio 2017

Il 22 Aprile 2017 Michele Scarponi ci lasciava per sempre, ammazzato come vengono ammazzati i ciclisti, sulla strada, da qualcuno che non li ha visti.

Michele_Scarponi

Oggi, 22 Maggio 2017, a distanza di un mese esatto, è stata la volta di Nicky Hayden e di Julia Viellehner deceduti a pochi minuti l’uno dall’altra, in un letto di ospedale, dopo aver lottato come leoni fino all’ultimo [dal momento della scrittura dell’articolo, la notizia della morte di Julia Viellehner è stata smentita. N.d.r.].

nicky hayden
Nicky Hayden
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Julia Viellehner

Trovare qualcosa da dire in questo momento è estremamente difficile, ma ritengo che chiudersi nel solito e ipocrita minuto di silenzio di commemorazione sia la cosa peggiore da fare perché significherebbe ammettere che le cose non  possono andare diversamente e che tutto deve andare avanti come se nulla fosse negando le responsabilità dei omicidi.

Io non ce la faccio a prendermela per quanto avvenuto coi tre sventurati conducenti che adesso porteranno un enorme macigno sulla loro coscienza per il resto dei loro giorni, tutto per un attimo di stupida distrazione o per un piede un po’ pesante sull’acceleratore. Non ce la faccio.

hayden auto

Non ce la faccio perché so che i responsabili di quanto avvenuto sono altrove. Se ne stanno tranquilli e paciosi seduti su una comoda poltrona di velluto, con il nodo della cravatta mai abbastanza stretto attorno al collo, a fare calcoli sulla legge elettorale per non perderla quella poltrona e a leggere gli ultimi sondaggi per essere sicuri di dire la cosa giusta al momento giusto e piangere la giusta dose di lacrime di coccodrillo.

I responsabili hanno un nome e un cognome e stanno seduti nel Senato della Repubblica e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Pietro Grasso, Presidente del Senato
Pietro Grasso, Presidente del Senato

Stanno seduti in quel Senato che da due anni e mezzo si rifiuta di calendarizzare la riforma del codice della strada, una riforma che prevede molti punti che permetterebbero di salvare molte vite, salvo poi inventarsi roboanti cazzate come la leggina “salvaciclisti”.

Stanno seduti al Ministero dei Trasporti, dispensano pareri tecnici che impediscono qualsivoglia modifica sulle strade, impediscono l’impiego diffuso degli autovelox perché sono impopolari, ma poi sversano 300 milioni di euro per lo sviluppo del cicloturismo nel nostro paese (venite anche voi a morire in Italia!).

E più che rabbia per la morte di tre grandi campioni (o degli altri 247 perfetti sconosciuti in bicicletta che ogni anno vengono sacrificati sulle strade del nostro paese), provo vergogna per la pochezza dei nostri rappresentanti nelle istituzioni, un’oscena congregazione di omuncoli incapaci di fare qualsivoglia cosa che non sia aspettare la prossima tornata elettorale e piangere i morti indossando la faccia delle grandi occasioni, come stanno facendo oggi a 25 anni di distanza dall’assassinio di Giovanni Falcone.

E allora ammazzateci tutti, ché tanto noi a voi non serviamo, perché il nostro voto non lo vedrete più.

Noi, dal canto nostro, continueremo a pedalare ancora più forte perché sappiamo che la nostra sicurezza dipende solo da noi.

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