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Pedalando d’estate tra Austria, Germania, Italia

Diari • di 17 ottobre 2017

Sono tante le ciclabili che abbiamo già percorso e altrettante quelle su cui vorremmo pedalare per cui è inevitabile che quando si tratta di scegliere….andiamo in confusione.

Le “riunioni per decidere” ci portano dall’estremo nord dell’Europa alle coste più assolate della penisola e poi su sulle montagne…Ecco, quest’anno andremo in montagna! Solcheremo le Alpi, i monti Tauri, il fondo valle, i torrenti che si trasformano in fiumi impetuosi e anche un lago…lo Zeller.

Iniziamo percorrendo la ciclabile che da Dobbiaco porta a Lienz, in poche ore attraverso la Val Pusteria saremo in Austria, al nostro fianco scorre la Drava , è ancora poco più di un torrente e, visto che è Ferragosto, decidiamo di bagnarci. Lo scorrere del tempo quando si pedala, ha una dimensione tutta speciale, sistemare le biciclette sull’argine della Drava, raggiungere con difficoltà le sue acque ghiacciate, dà un grande senso di libertà e di serenità e tutte e tre ci ritroviamo a giocare con l’acqua come quando eravamo ragazzine. Uno spasso.

Questa bella ciclabile praticamente in discesa, ci servirà per scaldare bene i muscoli in previsione delle salite che ci aspettano nelle prossime tappe. Il clima è dalla nostra parte e la pioggia quel giorno, arriverà quando saremo già sotto il piumone in centro a Lienz.

Si riparte con un brevissimo tratto lungo il fiume Isel poi riprendiamo la Drava che, per sintonia con i locali anche noi cominciamo a chiamare Drau.

La Carinzia ci emoziona per la bellezza dei sui paesaggi, i profumi sono intensi e oltre a quello del legno e dell’erba, spesso ci raggiunge quello dei ciclamini. Stiamo percorrendo una ciclabile abbastanza facile, frequentata da cicloturisti di ogni età. Le prime salite sono dolci e brevi ci sentiamo in ottima forma e siamo efficientissime nel rimediare a qualche piccolo inconveniente meccanico delle nostre bici!

Pedalare in montagna mette appetito e quando incontriamo la casetta di Hansel e Gretel, ci fermiamo per gustare un’abbondante wiener schnitzel preparata da un’anziana signora dai modi molto cordiali.

Adesso da Berg in Drautal per raggiungere Spittal an der Drau gli strappi in salita iniziano ad essere importanti e frequenti, sono i momenti in cui passi in rassegna tutto quello che hai messo nel bagaglio e giuri che la prossima volta parti più leggera…lungo la strada sono tanti i locali dove fermarsi e noi abbiamo la fortuna di individuare anche a Lind (paesino con quattro case e tre bar) la migliore gelateria del circondario. Le nostre soste sono pause piene di allegria e buonumore anche se, a fine giornata avvertiamo un po’ di stanchezza. Dopo una pedalata di circa 90 km di sali scendi, siamo in arrivo a Spittal ma dobbiamo accelerare, alle nostre spalle il cielo è diventato nero e si sente un forte rumore di tuoni. Anche la temperatura si abbassa all’improvviso e noi ci apparecchiamo in versione pioggia. Piove forte e tira vento quando arriviamo a Spittal e l’amara sorpresa è che il nostro Hotel non è in paese. Sotto il diluvio e con difficoltà a consultare il Garmin, iniziamo una salita con una pendenza da tagliare le gambe, arrivano le prime ombre della sera e noi continuiamo a salire. Il temporale con i suoi tuoni e i fulmini non ci dà tregua.

Non siamo sicure che sia la strada giusta, siamo bagnate e infreddolite, la strada non spiana, il momento è difficile, ci vuole molta forza d’animo per riuscire addirittura a ridere della situazione e proprio in quel momento mi rendo conto che siamo davvero una squadra, ognuna di noi sta dando il suo prezioso contributo perché non ci si perda d’animo. Fantastichiamo su quanto sarà lussuoso l’albergo, calda la sauna, abbondante la cena. Arriviamo spingendo le bici e nessuno dei nostri pronostici si rivelerà veritiero..i gestori sono pure antipatici!

Alle primi luci del giorno successivo possiamo ammirare un paesaggio bellissimo ,siamo sul cocuzzolo di una montagna, a strapiombo sul fondo valle, dimentichiamo la grande fatica per arrivare fino lì e ci gustiamo il panorama. Abbandoniamo la Drava in direzione Mallnitz dove saliamo sul treno che trasporta mezzi e passeggeri nel tunnel del ghiacciaio degli Alti Tauri. Dall’alto scendiamo verso Bad Gastein e a ogni curva sale il nostro stupore per quanto è bello questo angolo di Austria. Il paese è costruito tutto intorno a una cascata enorme e impetuosa, è spettacolare e siamo galvanizzate da tanta bellezza.

La nostra meta di oggi è Zell Am See sul lago Zeller, come compagne di viaggio ho due triatlete e Zell è famosa per una gara di triathlon, la 70.3 tra le più belle d’Europa!

Raggiungere il lago si rivelerà la tappa più bella e più faticosa dell’intero viaggio e percorrere la variante alta è stata la scelta migliore che potessimo fare. Le lunghe salite ci regalano una splendida visuale sulle valli e quando a fine giornata, alla luce del tramonto intravediamo il lago, siamo felici ed euforiche.

E poi, chi l’avrebbe mai detto, a Zell in un ristorante gestito da arabi, abbiamo mangiato degli spaghetti squisiti!

Durante una vacanza in bicicletta si sommano tante diverse emozioni, la fatica,la meraviglia dei paesaggi, la solidarietà e l’amicizia con i compagni d’avventura, poi a volte si fanno casualmente incontri che resteranno indelebili nella memoria perché per una strana alchimia ti ritrovi a parlare di argomenti anche seri con persone appena conosciute e sono conversazioni davvero interessanti. Durante questo viaggio ci è capitato più volte e con persone di diverse età di scambiare opinioni in una lingua mista di parole inglesi, spagnole, francesi con alla base la voglia di confrontarsi e di conoscersi. A Zell torneremo sicuramente è un posto incantevole e poi c’è la 70.3 forza ragazze!

Dopo le emozioni austriache, costeggiando il fiume Saalack, entriamo in Baviera e il ben venuto ce lo dà una salita con pendenza al 18%, welcome in Germany ci dicono due simpatiche cicloturiste tedesche meno cariche di noi e un tantino sovrappeso , non si sa perché o per come ma da lì si scatena la competizione su chi arriverà prima a Bud Reichenhall. Contrariamente al nostro motto “Pedaleamos Despasito”, iniziamo a pedalare velocissime usando i rapporti duri anche dove incontriamo delle salite, roba da romperci le gambe ma ormai la gara ha avuto inizio e vinca la squadra migliore. Le salite della Baviera non sono quelle dei giorni precedenti e io stessa mi stupisco della distanza che riusciamo a mettere tra noi e loro! Ecco Bud Reichenhall, abbiamo stravinto, le aspettiamo (parecchio) per la foto ricordo in riva al fiume.

Verso sera quando il sole sta già calando, seguendo il fiume Salzach arriviamo a Salisburgo. L’ingresso in città è magico vuoi per la luce particolare vuoi per l’emozione di aver terminato questa tappa dopo tanta fatica. Procediamo lentamente sul lungo fiume godendoci ogni dettaglio, una pioggerella rinfrescante rende più suggestivo il nostro arrivo.

La mattina successiva facciamo le turiste a Salisburgo poi, sotto il diluvio, ci trasferiamo in treno a Bolzano dove seguendo l’Isonzo raggiungeremo l’Adige.

Questa parte di viaggio si svolge in assoluto relax, non ci sono salite se non quelle che decidiamo di fare per raggiungere i paesi a lato del fiume. A San Michele all’Adige troviamo un’enorme scritta sull’asfalto che dice: San Michele saluta il giro, che ci aspettassero?

Sulla ciclabile dell’Adige si pedala in mezzo ai vigneti prima del Traminer e poi del Teroldego e in questa via si incontrano tanti Bicigrill dove si mangia e si beve in compagnia di tanti ciclisti ciascuno con il proprio viaggio da raccontare. Ma la sorpresa più bella ce la fa una coppia di nostri amici, compagni di pedalate, che a Trento ci raggiunge per una colazione in compagnia, all’ombra del Duomo.

Con grande tranquillità ad un ritmo despacito raggiungiamo Verona dove davanti all’Arena, con uno splendido tramonto termina la nostra lunga pedalata.

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