Fondazione Michele Scarponi per la sicurezza stradale: nascerà in futuro, dice il fratello Marco

6 Novembre 2017

Marco Scarponi, fratello del ciclista professionista Michele ucciso sulle strade marchigiane sei mesi fa, ha scritto una lettera al Corriere della Sera sul tema della sicurezza stradale.

Stimolato dalla lettera sugli stessi temi scritta dal campione Alex Zanardi pochi giorni fa, Marco Scarponi ha scritto una lettera che ci sembra molto significativa soprattutto per un motivo, di cui si parla troppo raramente: il vuoto lasciato da una persona nella vita di chi le stava accanto.

Marco infatti apre la lettera presentando tutti i membri della sua famiglia allargata: nonni, genitori, fratelli e sorelle, figli. Tutte le persone che erano accanto a Michele Scarponi, e che non potranno più rivederlo. Dietro i 3283 morti e 249.175 feriti in incidenti automobilistici nel 2016 ci sono infatti decine di parenti e amici stretti che soffrono.

La lettera si conclude con una serie di riflessioni che non possiamo non fare nostre: “è giunto il momento nel quale i giorni in cui la nostra auto resta disinnescata in garage prevalgano sui giorni in cui viene messa in moto per percorrere i cento metri che ci dividono dalla scuola dei nostri figli, dal lavoro o dal bar. Uno stile di vita sano, sostenibile e sicuro passa per forza sulle nostre strade e, che lo vogliamo o meno, per quanto noi ci crediamo assolti, siamo tutti lo stesso coinvolti e potenziali colpevoli di una strage.”

Nella conclusione, Marco Scarponi annuncia la futura nascita di una fondazione Michele Scarponi per la sicurezza stradale: “è intenzione della mia famiglia, non appena le energie positive prenderanno il sopravvento su quelle negative, dare vita a una Fondazione che porti il nome di Michele. Fondazione che avrà come scopo principale quello di occuparsi, seriamente, di prevenzione per la sicurezza stradale. Il sorriso di Michele salverà molte vite.”

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