La strada come Bene Comune

23 Aprile 2018

Fra qualche settimana sarà completata la prima zona30 nel Comune di Casalmaggiore (CR). A quattro anni dalla sperimentazione (una delle poche realizzate in Italia) finalmente si giunge ad un risultato importante. Passaggi pedonali rialzati, chicane, completo abbattimento delle barriere architettoniche, riduzione della carreggiata a 3,25m per obbligare gli automobilisti a rispettare il limite di velocità, che qui raggiungeva picchi di quasi 90 km orari, in un centro storico con il porfido ed i portoni di casa ad un metro dalla strada.
Social Street

I mali del traffico (pericolosità, inquinamento dell’aria e rumore) delle grandi città ormai hanno raggiunto anche i centri più piccoli.

Quattro anni di battaglie dove si sono viste molto bene le dinamiche in gioco. Una popolazione automobilistica irresponsabile e infastidita, una politica che a parole sosteneva e in pratica rallentava per paura di perdere consensi e un bilancio comunale che nel frattempo andava spendendo soldi sulle solite infrastrutture viabilistiche per auto in nuove rotonde, strade e parcheggi.

Fortunatamente è arrivato un co-finanziamento della Fondazione Cariplo, che ha visto nel recupero di una via, in favore dell’utenza debole, un Bene Comune.

Adesso questo progetto rappresenterà in città un vaccino inoculato in un corpo malato, che non potrà lasciare indifferenti la popolazione e la politica.

Altre strade e altre piazze del centro storico hanno gli stessi problemi e presto si capirà che la soluzione c’è e si può adottare, che la viabilità pedonale/ciclabile e la moderazione della velocità degli autoveicoli sono il futuro.

La strada ovviamente è ancora lunga, perché la maggioranza dei residenti esterni alla zona30 si muove in auto e quindi non riesce a percepire i cambiamenti positivi.

Nel frattempo da alcuni anni è partito un lavoro ciclopico di coinvolgimento dal basso da parte del Comitato Slow Town cittadino, con i due pilastri (commercianti e scuole) in prima linea.

I primi frutti cominciano a vedersi. Una rete di negozi che conta oggi 160 aderenti e le scuole che iniziano a progettare e a mettere nell’offerta formativa la mobilità, i percorsi casa-scuola ed i luoghi come bene da preservare e rigenerare.

Tra le otto scuole presenti emerge la consapevolezza del proprio ruolo nella Comunità tanto che una maestra arriva a scrivere ai suoi alunni ed ai genitori in occasione della Città dei Bambini 2018:

“La crescente carenza di tempo libero e la costante fretta del “dover fare” non permettono più a bambini e ad adulti di assaporare il bello che sussiste in una città. L’angolo nascosto, il rifugio dove potersene stare tranquilli a leggere un buon libro o semplicemente il luogo in cui viviamo risultano sempre più fotogrammi che ci passano davanti tra un impegno e l’altro smettendo via via di essere patrimonio personale e collettivo. Così succede che i luoghi comincino ad essere dimenticati, lasciati al logorio del tempo e al degrado, che pericoli reali o potenziali e l’assenza di infrastrutture destinate ai più deboli vengano taciuti, ignorati o giustificati dall’assenza di risorse. La “Città dei bambini” è questo: riscoprire il piacere di “vivere un luogo”, riuscire a “vedere” ciò che gli altri semplicemente guardano con disinteresse, riscoprire l’amore per la propria città e aiutarla ad essere migliore, più vivibile così che possa offrire a tutti una migliore qualità della vita attraverso l’impegno proprio e quello della comunità. Affinché ciò accada infatti c’è bisogno della partecipazione di tutti: scuole, enti, commercianti, famiglie e soprattutto dei bambini. Sinergie, impegno e nuove idee sono i punti chiave del cambiamento che questo progetto si propone.
Com’è facile immaginare in questo progetto la scuola è uno dei punti focali in quanto luogo di formazione ed educazione delle future generazioni con lo scopo di insegnare, tra l’altro, lo spirito di collaborazione, la partecipazione attiva per il raggiungimento di un traguardo, la storia del proprio territorio ed il rispetto per lo stesso. La scuola ha così raccolto l’invito dei promotori de “La Città dei bambini” di Casalmaggiore, elaborando, con la partecipazione degli alunni, un progetto che attraverso uno studio dei reali bisogni e delle esigenze dei bambini abbia lo scopo di fargli scoprire e riscoprire la frazione di Vicobellignano così di valutarne i pregi e i difetti e promuovendo nuove idee e spunti che contribuiscano a renderla bella e soprattutto fruibile ad ogni abitante. Vicobellignano sarà così non il posto in cui abitano, ma il luogo che vivono.”

L’esperienza fatta qui con le sperimentazioni di zone30, la nascita delle Social street, il coinvolgimento delle scuole e delle nuove generazioni, l’implementazione di idee e progetti come la Tangenziale dei bambini, il Metrominuto ed il MetroBottega dimostrano che si può fare molto per migliorare le nostre città dal punto di vista viabilistico, occorre tempo, ma crediamo che questo sia un modello da seguire per cambiare le modalità di spostamento della popolazione non soltanto investendo sulle infrastrutture ma anche sulle abitudini. Per maggiori info: https://cittadeibambini2018.blogspot.it/

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