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Dal Wyoming al Colorado in bici: continua il viaggio delle Cicliste per Caso

Diari, News • di 16 agosto 2018

Riceviamo dalle Cicliste per Caso Silvia e Linda e volentieri pubblichiamo.

Lasciato il Montana con le sue grandi praterie, le sue città fantasma e i suoi ranch, il Wyoming ci ha accolte in maniera spettacolare con le sue impressionanti montagne e i suoi animali selvatici. Appena arrivate nel parco del Grand Teton, dopo la foto di rito davanti al cartello del parco insieme ad altri turisti, ci ha dato il benvenuto un bellissimo giovane cervo che ci ha guardate lungamente, per niente impaurito, le corna confuse tra i rami degli alberi.

Colter Bay, nel Grand Teton (Wyoming), dopo una settimana in cui abbiamo incontrato pochissime persone in Montana, ci è sembrata quasi una località turistica di massa (sempre paragonato agli standard di qui, non di certo a Rimini). Ma appena lasciato il Lago Jackson e rientrate nelle montagne tutto è tornato come prima: strade sterrate, niente persone, tanti animali… Il Wyoming è lo stato meno popoloso degli Stati Uniti.

Dopo Pinadale, siamo state sorprese dal Red Desert che ci ha dato una piccola anticipazione di quello che ci aspetterà in New Messico. Il deserto è elettrizzante, con i suoi spazi infiniti, il suo cielo immenso ed i suoi colori, ma allo stesso tempo è anche molto duro: fa un caldo infernale, non c’è un albero per ripararsi, non c’è acqua e la monotonia dopo un po’ ti manda fuori di testa. Ad ogni modo abbiamo portato molta acqua con noi (a pieno carico possiamo portare 3,5 litri a testa), pedalato oltre 100km al giorno per diversi giorni e siamo arrivate al confine con il Colorado, dove il paesaggio è cambiato totalmente una volta ancora. Ci siamo ritrovate, così, nuovamente tra le montagne… Un po’ a casa.

Appena arrivate in Colorado, nonostante strade e sentieri siano davvero tenuti bene, ci sono capitate le prime forature del viaggio. Considerando che ormai abbiamo pedalato più di 2.000km, siamo state molto fortunate a non aver bucato prima… Ma sta di fatto che Linda ha forato per tre volte la stessa gomma in tre giorni consecutivi. Questo ci ha un po’ insospettite, così appena arrivate in una città più grande siamo andate in un’officina che ci ha convinte a passare “tubeless” almeno per quella ruota… E così ora Linda pedala con la ruota posteriore piena di lattice, per noi una novità, ma che pare qui essere la soluzione preferita da tutti gli amanti della MTB. E sono davvero tanti!

Le notti in campeggio sono state molte e tante in posti davvero spettacolari: l’ultima nei pressi del lago Stagecoach vicino a Steamboat Srpring. Non è facile campeggiare in USA: nei parchi naturali è proibito e la maggior parte della terra è proprietà privata… E qui la proprietà privata è sacra, di pari passo al diritto alla difesa personale (l’altro giorno a pranzo il tizio seduto di fianco a noi aveva una pistola alla cintura, non vorremmo far arrabbiare nessuno campeggiando nel posto sbagliato). Le opzioni che restano sono i “campground”, tradizionali campeggi come i nostri con docce, ristorante e negozio per fare la spesa, oppure i così detti “dispersed campsites”, che sono quelli che preferiamo. Si tratta di campeggi molto spartani che permettono di vivere un’esperienza autentica nella natura: sostanzialmente non sembrano neppure campeggi, semplicemente sono delle aree in cui ci sono dei tavoli, dei bracieri per fare il fuoco senza bruciare tutto il bosco e ovviamente le indispensabili cassette metalliche “anti orso” per riporre il cibo. Alcune volte ci è anche capitato di buttare la tenda “a caso” quando eravamo stanche, ma non è mai facile trovare il posto adatto e il rischio di essere pizzicate è troppo alto… Spesso ci hanno salvato i Motel lungo le Highways: economici, pratici (si può portare la bici camera) e con la colazione compresa.

Negli ultimi giorni pedalare in Colorado è stato molto piacevole, soprattutto lo è stato incontrare alcune città turistiche molto attrezzate in cui poter finalmente mangiare qualcosa di diverso dai soliti “burgers and chips”. Soprattutto Steamboat Springs e Breakenridge sono belle località sciistiche che d’estate si riempiono di appassionati di MTB e downhill… Abbiamo addirittura mangiato una pizza fatta in un forno a legna ed una insalata bio (dopo tanta carne è stato quasi un sollievo!). Davanti a noi ora abbiamo i passi più alti e impegnativi della Great Divide; ci spaventano i dislivelli, ma anche il freddo e l’altitudine a cui non siamo abituate: il Colorado è l’unico Stato interamente sopra i 2.000m di altezza.

Un giorno di riposo a Breackenridge ci ha permesso di ricaricare le pile, fare un check-up alle bici e lavare tutti i nostri vestiti, ora siamo pronte per affrontare le salite… Sperando di non trovare neve sui passi più alti.





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