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Mens sana in corpore ciclista

News • di 16 agosto 2018

Cosa significa avere una mente sana? Il tema è troppo complesso per essere sviscerato in un articolo ma in sostanza significa che le capacità cognitive e motorie realizzate dal cervello siano funzionali e ottimali. Per capacità cognitive indichiamo tutto quello che ha a che fare con la “lettura” delle informazioni del mondo esterno: il corpo, grazie ai recettori, continua a inviare segnali (le cosiddette afferenze) al cervello, che le deve elaborare. Afferenze visive, gustative, propriocettive, olfattive, tattili e dolorifiche. Il cervello le deve elaborare e successivamente trasformare in azioni, ovvero in soluzioni motorie che siano funzionali a risolvere i problemi che si presentano.

Oltre a questo, le capacità cognitive includono l’attenzione, il focus, le risposte emozionali, insomma quello che in modo generalista definiamo “intelligenza”.

Gli studi hanno dimostrato come, esattamente come succede al corpo, anche il cervello è soggetto all’invecchiamento, con sindromi degenerative che in tarda età possono sfociare nella demenza. In sostanza le nostre capacità cognitive si riducono, le sinapsi si rallentano, la gestione delle afferenze rallenta, l’elaborazione diventa scoordinata e poco funzionale.

Tale processo d’invecchiamento cerebrale è determinato da un fattore: l’attività fisica svolta, soprattutto dal volume, cioè da “quanto ci muoviamo”. Uno studio (“The Influence of Exercise on Cognitive Abilities”) ha dimostrato che l’esercizio fisico stimola le capacità cognitive. Mentre ci muoviamo infatti le afferenze al cervello aumentano in modo sensibile e questo fa sì che quest’ultimo debba elaborare nuove strategie per rispondere all’aumenta richiesta di soluzioni. L’esercizio fisico è quindi una sorta di “creatore di problemi” che devono essere risolti, per cui il cervello si trova a dover impiegare risorse metaboliche e aumenta la plasticità neuronale (si creano nuove sinapsi).

Un altro studio (“Exercise as a Positive Modulator of Brain Function”) ha dimostrato che durante un esercizio di tipo aerobico il cervello secerne delle molecole specifiche: le citochine. Tali proteine hanno una funzione antiffiamatoria e sono in grado di influenzare la vita delle altre cellule. In sostanza il cervello produce le citochine per difendersi dagli effetti ossidativi dell’esercizio fisico e questo permette di migliorare la resistenza, sul lungo periodo, anche a problemi come Alzheimer, demenza, problemi alla tiroide e Parkinson.

Anche altri studi (“A new perspective of the hippocampus in the origin of exercise–brain interactions”) sono concordi nel dire che l’attività fisica di media intensità, in regime aerobico, praticata in modo costante, è benefica per mantenere una mente sana, giovane e funzionante.

Usare la bicicletta, per allenarsi, per muoversi, per gareggiare, non consente solo di tonificare i muscoli ma anche di rendere più sano e sveglio il nostro cervello, di migliorarne l’attività, di renderci in fin dei conti “più intelligenti”.

Quanto esercizio fisico serve, quanta “bici”? Il giusto, senza esagerare. Almeno 30 minuti al giorno.

Gli antichi romani sostenevano che “mens sana in corpore sano”: una mente è sana se si trova in un corpo sano. Da qui la cultura del corpo fisico che gli antichi avevano, sia come esercizio (volto a finalità guerriere), sia come cura (le terme e i bagni romani).

Anche oggi, se vogliamo ricalcare le orme degli antichi e avere una mente sana, dobbiamo fare attività fisica e la bici è la risposta perfetta per questa esigenza.

Mens sana in corpore ciclista.

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