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La terza via fra strade sempre aperte e sempre chiuse alle auto

News, Rubriche e opinioni • di 2 novembre 2018

Questo articolo riguarda la città di Casalmaggiore (Cremona), in cui da qualche settimana è stata inaugurata una zona 30 per moderare la velocità del traffico di attraversamento. Casalmaggiore è nota anche per la sua tangenziale dei bambini. L’articolo esprime le opinioni personali dell’autore (ndr)

Stamattina sono entrato in una Bottega in via Baldesio a Casalmaggiore, via che da qualche mese è completamente cambiata con la zona30. Ho chiesto al negoziante se aveva riscontrato qualche problema, risposta: “Io lavoro!”.

Insomma, nonostante il crollo del 43% del traffico di autoveicoli riscontrato dopo l’introduzione della zona30, il commercio locale non ha avuto una riduzione del fatturato, né sono arrivate le cavallette come sosteneva il “popolo del web” in questi mesi.

La via dall’oggi al domani si è riempita di pedoni e ciclisti, che hanno sostituto gli automobilisti? No. Evidentemente chi andava in bottega continua a farlo grazie anche ai parcheggi disponibili vicino e chi passava ad 80 all’ora ha cambiato tragitto, perché adesso chi passa a quella velocità ci lascia la coppa dell’olio sui tre attraversamenti rialzati installati.

piazza garibaldi, casalmaggiore
Piazza Garibaldi a Casalmaggiore

Qui vicino nel centro storico ci sono due piazze, la piazza Garibaldi, la terza più grande della Lombardia e la piazza Turati, dietro al Comune. Piazza Turati qualche anno fa è stata chiusa al traffico, passando da parcheggio auto a “salotto” con sedute e alberi. Risultato? È collassata. Le attività hanno quasi tutte chiuso, la gente ha continuato a muoversi in auto evitando di frequentarla.

La stessa piazza Garibaldi quando viene chiusa al traffico nei week end è deserta, i bar non mettono neanche più fuori i tavolini per i clienti, costa di più il plateatico dell’incasso. Anche le Botteghe che gravitano intorno alla piazza nelle vie di collegamento soffrono la mancanza di clienti, quando questa viene chiusa, la gente, se non può parcheggiare di fronte ai negozi, evita, preferisce il centro commerciale, magari si fa decine di km per andare a fare acquisti in altre città.

Questa è la realtà, il novanta percento della gente si muove in auto e vuole il parcheggio vicino, se non lo trova parcheggia sui marciapiedi, sulle ciclabili, in ogni possibile pertugio pur di non fare due passi a piedi.

I due modelli “strade sempre aperte” e “strade sempre chiuse” però non funzionano.
Se lasci aperto arrivano migliaia di auto e solo qualcuna trova parcheggio, gli stalli auto non sono illimitati, le altre rinunciano o passano ad alta velocità solo per attraversare, rendendo le strade pericolose per l’utenza debole.
Se chiudi, togli il traffico, ma non riempi di pedoni in un numero tale da assicurare lavoro alle Botteghe, almeno in un tempo ragionevole. Ecco perché i commercianti sono contrari: gli fai perdere i clienti automobilisti, che non vengono sostituiti velocemente da pedoni e ciclisti se non dopo alcuni anni quando avranno già chiuso. Chiudere, mettere ZTL, poi, in un centro medio piccolo, come lo sono migliaia di comuni in Italia è anche politicamente un suicidio, hai il 90% di potenziali votanti contro.

Tenere aperto le strade e le piazze, chiudendo entrambi gli occhi per i problemi causati dal traffico veicolare è politicamente la scelta che crea minori problemi. Le Botteghe chiudono, le vetrine si riempiono di ragnatele, i palazzi si svuotano e vanno in deperimento, ma puoi sempre dare la colpa al commercio on line o alla crisi economica. Poi arrivano il degrado e le risse tra gli avventori di bar improbabili e allora avanti con le telecamere per presidiare il territorio, telecamere che riprenderanno centri storici deserti di persone, qualche rissa e qualche auto che si ribalta ogni tanto, la nuova normalità, traffico sulle strade, marciapiedi vuoti e serrande abbassate.

C’è però una terza via percorribile, politicamente affrontabile, che può mettere d’accordo tutti o quasi tutti i gruppi sociali che interagiscono in un centro storico, residenti, commercianti e clienti.

Questa terza via è la condivisione degli spazi pubblici attraverso la moderazione della velocità degli autoveicoli, ovviamente non con dei cartelli ma con delle infrastrutture stradali leggere che obblighino gli automobilisti a rispettare sia i limiti di velocità che gli spazi riservati a pedoni e ciclisti. Per un amministratore è più facile mettere un attraversamento rialzato o dei paletti a protezione di marciapiedi e ciclabili piuttosto che sguinzagliare i vigili a riempire di multe i propri cittadini/votanti.

Questa, che potrebbe essere vista come un compromesso che non porta da nessuna parte e invece, credo, sia l’unica via possibile per rigenerare le nostre città, riempiendole di nuovo di persone nel tempo, spostando gradualmente i pesi tra chi si muove in modo insostenibile, la maggioranza, e chi si muove in modo sostenibile, eliminando nel frattempo quel traffico di attraversamento automobilistico, che crea solo problemi e non apporta vantaggi a nessuno.





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