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10 cose da non dire al vostro meccanico di biciclette

News, Rubriche e opinioni • di 13 Nov 2018

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Dopo aver visto i dieci modi per valutare la professionalità di un meccanico, passiamo ora “dall’altra parte della barricata” e vediamo come si deve comportare un bravo cliente di un negozio di bici . Questo decalogo è pensato per aiutarvi a ottenere il massimo dalla relazione con il vostro meccanico, evitando di passare per persone sgradevoli, poco corrette o per quei classici clienti che è meglio perdere che trovare.

#1: “Su internet la pago la metà”

Frase odiosa, perché sottintende anche una mancanza di correttezza da parte del negoziante. Se è vero che su uno store online il prodotto da voi scelto costa la metà, è anche vero che dovrete aggiungere le spese di spedizione, attendere l’arrivo e poi montarvelo da voi (se siete capaci). Il meccanico solitamente vi fa un prezzo che include la manodopera. Per questo è verissimo che gli ecommerce online sono ottimi mezzi per fare grandi affari ma richiedono un pizzico di pazienza in più e soprattutto la capacità di montare da soli i componenti acquistati;

#2: “20€ per cambiare una catena? Ci ha messo 5 minuti”

Altra frase molto sgradevole. Il lavoro del meccanico non è basato su una paga oraria, per cui non è detto che se il costo della manodopera sia di 35€/ora, allora per 5 minuti di lavoro si debbano pagare 2,91€. Nel prezzo (oltre all’Iva e le tasse) state pagando la capacità del meccanico di risolvere un problema che avete e al quale non siete in grado di rispondere in autonomia (altrimenti la catena l’avreste cambiata da soli) e quindi state pagando un servizio, non una mera prestazione di manodopera. Inoltre, incluso in quel prezzo c’è la garanzia del lavoro fatto bene, poiché se qualcosa non va potrete tornare e il meccanico la sistemerà gratuitamente.

#3: “La bici mi serve per stasera”

Frase spesso detta con bici consegnata alle 18 e chiusura del negozio alle 19. A tutti piacerebbe avere un meccanico “personale”, sempre a disposizione e che ci risolva i problemi, che siano regolare un cambio o revisionare un ammortizzatore posteriore. Purtroppo non è così: il negozio ha un’organizzazione, ha dei clienti che hanno la precedenza e non può prendere in mano la vostra bici solo perché avete fretta, perché vi assicuro che tutti i clienti prima di voi avevano la vostra stessa impellenza;

#4: “Il negozio xyz lavora meglio”

Se avete deciso di cambiare meccanico o negoziante, la ripicca di avvisare quello vecchio dicendo cose tipo “quell’altro lavora meglio/costa meno/ha bici più belle/è più bravo”, non ha una grande utilità. Primo il mondo dei negozianti è estremamente piccolo: tutti si conoscono, alcuni si odiano è vero ma la maggior parte si aiuta e collabora. Un meccanico specializzato in bici da corsa manderà i clienti con city bike da un collega più attrezzato e viceversa. Così facendo in sostanza state solo mettendo zizzania tra due persone che si conoscono e magari si stimano. Inoltre, cosa avete guadagnato nel farlo?

#5: “Non sono caduto, si è rotto da solo. Me lo cambi in garanzia”

Spesso alcuni ciclisti si presentano con telaio completamente abrasi oppure spezzati, pretendendo una sostituzione in garanzia. Il fatto è che sostengono che si tratti di una rottura accidentale per un difetto, quando invece è palese che sia dovuta a una caduta. Fare i furbi non aiuta voi (ricordate che tutti i negozianti si conoscono? Vorreste essere catalogati come clienti “furbetti”?) e nemmeno il negoziante, che dalla casa ottiene solo il telaio nuovo mentre il tempo di sostituzione di tutti i componenti dal vecchio è a suo carico. Siate sinceri, è una cosa che paga.

#6: “Vedi di farmi pagare il giusto”

Frase scontata che spesso sostituisce i saluti. Moltissimi clienti lasciano la bici in negozio e se ne vanno dicendo questa frase. Ricordatevi una cosa: a parte rari casi (che esistono, per carità) il meccanico fa il lavoro che fa per vivere e dare sostentamento alla famiglia, non per rubare i vostri soldi. Una frase del genere indica mancanza di fiducia e sospetto. Tenete a mente una cosa: il karma. Noi creiamo cause che danno effetti concordanti. Se dite una frase del genere al vostro negoziante, sarà poi portato a farvi uno sconto o a venirvi incontro coi pagamenti?

#7: “Eh ma questa bici vale poco, cosa vado a spendere”

La lingua batte dove il dente duole. Spesso in negozio passano “ciclisti” con la bici comprata coi punti fragola dell’Esselunga. Queste bici hanno di frequente un valore più basso del loro stesso prezzo stracciato. Se dovete cambiare i cavi di freni perché si sono arrugginiti dopo due giorni, il costo è quello, che include il ricambio e il montaggio. Non è perché la vostra bici vale poco, allora il lavoro del meccanico debba valere altrettanto.

#8: “Ok, te lo faccio fare però m’insegni”

Partiamo dal distinguo: un conto è cercare di carpire i segreti della professionalità di un meccanico (quello che i vecchi brianzoli definivano “rubare il mestiere”) e un altro è chiedere di poter imparare (gratis, tra l’altro). Il meccanico non è un formatore e voi non state partecipando a un corso. Quindi chiedere di poter imparare sottintende che per questa volta lascerete che sia il meccanico a lavorare, per poi poter fare da voi. Il guadagno del negoziante sta nel fatto che voi andiate da lui per fare manutenzione, non che impariate a farlo da voi. Se volete imparare a mettere a posto la vostra bici in autonomia, esistono canali più appropriati (corsi.bikeitalia.it).

#9: “Sicuro che era da cambiare?”

Questa frase non è offensiva come sembra, poiché (purtroppo) molti meccanici hanno la tendenza a “farsi prendere la mano” e a sostituire componenti non richiesti. Ricordo di un lettore che mi ha scritto lamentandosi del fatto che un meccanico della sua zona aveva cambiato il movimento centrale e la catena alla sua bici, senza però cambiare i cavi freno, che erano invece l’unica richiesta del lettore!
Quindi se quando ritirate la bici e vi trovate dei componenti cambiati che non avevate programmato, allora fate bene a chiedere spiegazioni (un meccanico serio dovrebbe telefonare e chiedere l’autorizzazione prima di fare manutenzioni non preventivate). Ma se avete dato voi il “via libera” alla sostituzione e vi è stata fornita anche una spiegazione valida, ripetete questa frase al ritiro della bici vi fa passare per malfidenti.

#10: “Mi presti la chiave, così lo faccio a casa?”

È bellissimo trovarsi in officina a lavorare, vedersi arrivare un cliente che dice: “Ho i cuscinetti del mozzo che ballano. Mi presti le chiavi a coni, così lo faccio a casa? Comprarle per una volta sola mi sembra da stupidi”. Chi dice una frase del genere di solito si lamenta se il meccanico le chiavi a coni gliele tira dietro anziché prestarle. Andreste mai dall’idraulico a dire “prestami il giratubi, così mi sistemo io la perdita”, oppure al bar “mi presti la macchinetta, così mi faccio il caffé a casa?”. Cercate di mettervi nei panni di chi vi ascolta e prima di dire certe cose, contate fino a dieci.





16 Risposte a 10 cose da non dire al vostro meccanico di biciclette

  1. Claudio ha detto:

    Su internet i ricambi costano anche un terzo di quelli che si pagano dal negoziante. E sarebbe più corretto e professionale separare le voci Manodopera e ricambi anziché fare un pastone unico…

    • Lento ha detto:

      E’ vero, ma credo che il problema sia dovuto ai volumi di acquisto. I piccoli negozi nelle nostre città passano dai distributori, che spesso lasciano davvero un margine limitato. Ho un amico negoziante, e in più di un caso ho verificato che il prezzo a lui riservato dal distributore sia di poco inferiore a quello praticato a me dai giganti di internet.
      Tuttavia spesso mi chiedo se valga la pena risparmiare qualche euro e lasciare pian piano chiudere questi negozi, oppure spendere qualche euro in più, con la consapevolezza di aver aiutato il mondo della bici in generale, nell’avere un avamposto cittadino, magari anche un po’ fuori mercato ma con l’esperienza di un meccanico, sempre presente, anche per le emergenze che ordine on-line non potrebbe affrontare.

    • maurizio ha detto:

      su internet, te li regalano i ricambi, ma dove vivi? il tuo meccanico si chiama ali baba? aaaahhhaaaaaa

    • Fabio Londei ha detto:

      i ricambi online costano poco di più del nostro prezzo d’acquisto, io solitamente ho un occhi di riguardo e non applico 35€ + iva all’ora se prendi ricambi da me ma forse neanche la metà, tariffa che applico appieno se uno mi porta ricambi da montare, io

  2. Longino Giorda ha detto:

    sosteniamo l’economia locale, punto.

    • Nicola ha detto:

      Si, giusto, ma solo se il meccanico in questione non insiste a volerti vendere prodotti cinesi con marchio italiano insistendo che sono fatti in italia e che valgono il suddetto prezzo quando si sta poco oggi a sapere dove produce una suddetta azienda.

  3. Andrea ha detto:

    Il punto 2 è completamente fuori luogo. Quindi un mio intervento data la professionalità del mio lavoro, gli studi effettuati, la comparazione con il lavoro di meccanico di biciclette, dovrebbe essere 50 euro solo per il buongiorno? Ma dai, un po’ di onesta’ intelettuale, ci vuole la giusta misura senza esagerazioni.

  4. Strelok ha detto:

    Forse, l’esempio del punto 2 non è molto azzeccato, ma ne condivido il senso.
    Chi ha investito molto per esercitare una professione ha diritto a farsi pagare, anche in relazione al beneficio ottenuto dal cliente, a prescindere dalle ore di lavoro.
    Dipende dai casi.
    Personalmente, mi capita sia di chiedere importi esigui per lavori che mi impegnano del tempo, sia di chiedere importi un po’ salati per lavori relativamente veloci.
    Il prezzo del servizio dovrebbe essere la corretta risultante tra più variabili.
    In ogni caso, GRAZIE OMAR!

  5. Cesare ha detto:

    Il mio meccanico mi ha venduto il movimento centrale consigliandomi sulla misura giusta, mi dato un paio di dritte su come montarlo e mi ha pure prestato la chiave apposita.
    Certo su internet l’avrei pagato meno, ma avrei sbagliato la misura e non avrei avuto un proficuo scambio di opinioni.
    Grazie Omar

  6. Strelok ha detto:

    Sulla prima MTB, l’ormai fu mio meccanico mi ha cambiato due volte il gruppo completo della trasmissione (circa € 450 su una bici da € 850), IN UN ANNO, senza mai consigliarmi di sostituire la catena.
    Con la seconda MTB, mi son dato una svegliata e, prima mi sono cambiato la catena, facendo anche la pulizia/manutenzione del BB originale, poi ho cambiato da solo tutta la trasmissione comprando attrezzi e pezzi in Rete, risparmiando un botto di soldi.
    Il tutto, divertendomi, senza lasciare in officina la bici “accatastata” assieme alle altre per due settimane e migliorando anche la componentistica, come il nuovo BB e la cassetta pignoni.
    Non aggiungo altro, ma ne avrei ancora.
    Solo, grazie e, come dice qualcuno qui:
    buone pedalate! :)

  7. simona ha detto:

    Grande !!
    Sto pensando di stamparlo e appenderlo in officina !

  8. Maxmax ha detto:

    Secondo e sono undici le frasi da non dire a un meccanico … manca “ non ho fretta la bici non mi serve subito”… e fu così che la bicicletta rimase in officina per svariate settimane🤣🤣🤣🤣

  9. Francesco Fedeli ha detto:

    Una nota sul punto #8.
    Il mio meccanico, per cui nutro stima ed affetto, é spesso oberato da una serie di piccoli interventi che vanno poco oltre una ragionata pulizia della bicicletta. Queste piccole manutenzioni sembrano essere uniformemente distribuite tra cilcisti occasionali e facoltosi amatori con mezzi di altissima gamma. Io credo che a lungo andare il mio meccanico investa tantissimo tempo su lavori che ben poco guadagno portano. Non sarebbe più utile favorire un utilizzo del professionista solo per lavori seri e non per cambiare camere d’aria o lubrificare catene? E se fossero proprio le officine a formare ciclisti meccanicamente coscienti? La formazione, giustamente, si paga, e potrebbe compensare il professionista che la offre dei mancati guadagni.

  10. Lory bart ha detto:

    Quando Non esisteranno più i meccanici esisteranno solo bici usa e getta.

  11. Aldebaran ha detto:

    Se esiste una tariffa oraria di manodopera, è giusto pagare il ricambio e il tempo impiegato. Non a forfait. Tutti abbiamo impiegato tempo e anni, ognuno nel proprio campo, per studiare ed acquisire professionalità: dobbiamo farci pagare a prescindere dal lavoro svolto e dal tempo occorso?

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