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Fiab, la nuova sede a Roma e gli equilibri della bici

News, Rubriche e opinioni • di 11 Febbraio 2019


“Benvenuti in Casa Fiab”. La presidente Giulietta Pagliaccio ha inaugurato così i nuovi uffici della Federazione Italiana Amici della Bicicletta a Roma: alla storica sede di Milano, dall’8 febbraio 2019 si è affiancata quella della Capitale in Corso Vittorio Emanuele II, a pochi passi dal Senato e dalla Camera. Una sede strategica per consolidare l’attività di promozione ciclistica della Onlus-a-pedali che festeggia il trentesimo anno di attività guardando al futuro e individuando nel Centro-Sud un nuovo terreno di sfida per cercare di far crescere la presenza e l’uso della bici.

La presenza di un punto di riferimento nazionale forte a Roma per fare lobby a favore della bici, specie di questi tempi, si dimostra come una scelta ragionata: “Mai come oggi abbiamo bisogno di un rapporto con la politica. Nei trent’anni da quando esiste la nostra associazione è stato fatto molto, ma c’è ancora tanto da fare. Serve una formazione alla mobilità ciclistica per tecnici e decisori politici. Ed è quello che cerchiamo di fare”, ha sottolineato la presidente Pagliaccio. E in questa battaglia la Fiab non è sola.

Si sarà trattato di un caso, di una strana coincidenza, ma proprio l’8 febbraio ricorreva anche il settimo anniversario della nascita del movimento #Salvaiciclisti, nato nel 2012 come campagna mediatica informale per la sicurezza dei cittadini in bici da cui poi sono gemmate alcune associazioni locali. Realtà che, negli anni, hanno affiancato la Fiab portando avanti iniziative comuni e promuovendo la cultura della bici come mezzo di trasporto urbano.

Per questo a inaugurare la sede erano presenti anche rappresentanti di altre associazioni – come Paolo Bellino per Salvaiciclisti Roma e Alfredo Giordani per Rete Vivinstrada – diverse ma vicine a molte istanze promosse dalla Fiab. Il saluto di Francesco Iacorossi di Roma Servizi per la Mobilità e referente dell’iniziativa #RomaGiocaSostenibile ha confermato la comunione d’intenti per la promozione della mobilità attiva. Erano presenti anche due rappresentanti della politica – il deputato Diego De Lorenzis del Movimento 5 Stelle e il senatore del Pd Eugenio Comincini – che hanno voluto salutare la novità. La recente presa di posizione di Fiab contro il comma 103 ammazza-Ztl è stato un argomento di discussione a margine dell’evento: si attendono sviluppi, perché al momento la norma che consente l’accesso alle auto ibride ed elettriche “in ogni caso” non è stata ancora modificata.

Intanto sabato 9 febbraio una lenta passeggiata di protesta a Siena ha evidenziato l’assenza di infrastrutture per pedoni e ciclisti che per muoversi dai quartieri fuori le Mura verso il centro non dispongono di percorsi e attraversamenti sicuri: l’iniziativa, promossa dal gruppo Coroncina Viva sostenuta anche dalla Fondazione Luigi Guccione Onlus, si è conclusa a Piazza del Campo, prima Zona a Traffico Limitato istituita in Italia che ha fatto scuola anche all’estero.

Gli equilibri della bici spostano il baricentro dell’attenzione verso le istanze della mobilità nuova, in primis la redistribuzione degli spazi che vanno sottratti ai motori e (ri)dati ai raggi delle due ruote come ha ribadito la presidente Pagliaccio: “La bicicletta è l’alleato vincente per affrontare le problematiche tipiche delle città, come mancanza di spazio pubblico, congestione del traffico e inquinamento, che condizionano negativamente la qualità della vita delle persone. Inoltre, l’investimento sulla mobilità ciclistica genera un nuovo modello di sviluppo economico più sostenibile nel rispetto dei territorio e delle città e rappresenta un elemento attrattivo per i flussi turistici di qualità”.

In questi anni tante battaglie a favore di chi si sposta in bici – come il riconoscimento dell’infortunio “in itinere” – hanno avuto l’apporto decisivo della Fiab: come in tutte le federazioni di associazioni, esistono al suo interno realtà molto diverse tra loro, ma gli obiettivi da portare avanti sono comuni: ed è per questo che l’attività di coordinamento nazionale risulta fondamentale, specie in un’organizzazione complessa e composita che racchiude ai suo interno molte anime. Per riuscire a comunicare bene la bicicletta è necessario utilizzare i registri giusti, sintonizzarsi sulla lunghezza d’onda dell’interlocutore di turno e instaurare un dialogo proficuo sui social media quanto ai tavoli tecnici: l’apertura di una sede della Fiab nazionale a Roma a mio avviso va salutata come una buona notizia.







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