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Codice della Strada, le proposte di ANCMA alla Commissione Trasporti: manca la bici

News • di 14 Febbraio 2019

Continuano le audizioni delle associazioni e dei rappresentanti di categoria alla Commissione Trasporti della Camera sulle proposte di legge recanti “modifiche al Codice della Strada”. Lunedì 11 febbraio, tra le altre, è stata audita l’ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori) di Confindustria e ha presentato un pacchetto di emendamenti, alcuni dei quali già proposti nella passata legislatura, raccogliendo in una memoria le richieste ed evidenziando così quelle che sono le priorità legate alla strada su cui intervenire.

La prima richiesta avanzata riguarda l’accesso di motocicli con almeno 125 cc in autostrade e tangenziali, perché ormai a detta di ANCMA c’è una sostanziale equiparazione di prestazioni nei modelli in commercio con quelli da 150 cc e non v’è ragione per non dare gli stessi diritti in quanto “il 125 è solo una targhetta di marketing”. Ma la ragione per la quale storicamente c’è il divieto per i 125 cc di circolare in autostrada riguarda il fatto che la patente A1 per poterli guidare si può conseguire a 16 anni. Dunque servirebbe comunque una norma apposita per impedire l’accesso all’autostrada ai minorenni alla guida di un motociclo da 125 cc.

Per ciò che riguarda invece l’accesso dei motocicli elettrici in autostrade e tangenziali, che al momento non è normata e crea un vuoto legislativo, la proposta di ANCMA è quella di consentire l’accesso ai motocicli con una potenza non inferiore a 5 kW (in quanto i ciclomotori elettrici hanno potenza massima di 4 kW e sarebbero automaticamente esclusi dal provvedimenti, ndr).

Un altro punto è l’istituzione del Ciclo Registro – di cui ci eravamo già occupati e su cui gli interrogativi sollevati da Bikeitalia non hanno ricevuto risposta – presentata da ANCMA come “una piattaforma gratuita dove tutti possono registrare il proprio mezzo”, una misura che dovrebbe fungere da deterrente contro i furti: in assenza di ulteriori riscontri permangono dubbi sulla sua possibilità d’integrarsi con i sistemi di registrazione già in uso e sulla loro compatibilità.

C’è poi la proposta di modifica concerne la micromobilità, come i monopattini elettrici, gli hoverboard, i monoruota e i mezzi autobilanciati. Manca una regolamentazione e, visto il loro proliferare, secondo ANCMA occorre prevedere: età minima di 16 anni, l’obbligo di indossare un casco per bicicletta e il divieto di trasportare passeggeri. L’ambito più idoneo per il loro utilizzo, ammette ANCMA, sarebbe quello delle piste ciclabili: ma visto che sono così poco diffuse sul nostro territorio la proposta è di autorizzarne la circolazione sulle strade con limite di 50 km/h.

Liberalizzare l’accesso di tutti i veicoli a due ruote (bici, ciclomotori e motocicli) alle corsie preferenziali riservate ai mezzi pubblici è un’altra proposta messa nero su bianco da ANCMA che avrebbe il duplice obiettivo di tutelare maggiormente gli utenti vulnerabili a due ruote e decongestionare il traffico. Fermo restando che l’ultima parola per l’effettiva fruizione della preferenziale da parte delle due ruote spetterebbe comunque ai Comuni e ai sindaci.

Un altro punto prioritario per l’ANCMA riguarda il declassamento della patente di guida B: al compimento del settantesimo anno di età, il conducente ultrasettantenne può scegliere di limitare la propria patente alla sola guida di ciclomotori a tre ruote o quadricicli a motore: se lo fa i controlli per il rinnovo passerebbe da 3 a 5 anni; per gli ultraottantenni il rinnovo passerebbe da 2 a 3 anni. Il tutto, secondo ANCMA, dovrebbe incentivare le persone anziane a rinunciare alla guida delle autovetture tradizionali e indirizzarsi verso mezzi di trasporto meno potenti e più facili da guidare.

In ultimo, nel corso dell’audizione presso la Commissione Trasporti, l’ANCMA ha chiesto di rivedere la definizione di utenti deboli della strada che andrebbe estesa agli utilizzatori di ciclomotori e motocicli armonizzandola con quella contenuta nella legislazione comunitaria come ad esempio nel “Piano d’azione 2011-2020 sulla sicurezza stradale” redatto dall’Unione Europea.

In buona sostanza l’ANCMA in un’audizione di circa 6 minuti (nel video da 2:02:56 a 2:08:25) ha presentato una serie di punti prioritari su cui intervenire per modificare il Codice della Strada e la promozione della bicicletta come mezzo di trasporto urbano quotidiano manca del tutto: peraltro pensare di risolvere il problema dei furti di bici con l’istituzione di un Ciclo Registro appare molto ottimistico e aprire indiscriminatamente le corsie preferenziali a tutti i mezzi a due ruote (ivi compresi i ciclomotori e i motocicli) non privilegia la bici ma la mette in competizione con gli altri mezzi, di fatto penalizzandola.

C’è la netta sensazione che nel pacchetto di proposte ANCMA di modifica al Codice della Strada la bicicletta e tutto ciò che le gira intorno non siano stati adeguatamente considerati: dalla principale organizzazione di categoria delle due ruote ci si sarebbe aspettato qualcosa di più.

Sul Ciclo Registro proposto da ACNMA vedi anche questo articolo.






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