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fancy women bike ride 2019

Metti un pomeriggio in sedia a rotelle in città

News, Rubriche e opinioni • di 12 Marzo 2019

Uno dei motivi che mi ha spinto a occuparmi di biciclette, al di là dell’interesse per l’oggetto specifico, è la funzione che la ciclabilità può svolgere all’interno delle nostre città e nei nostri territori. La bicicletta, come sappiamo, è in grado di velocizzare gli spostamenti in ambito urbano, fluidificare il traffico, generare inclusione sociale, ridurre l’inquinamento, aumentare la disponibilità economica di chi la usa, gestire meglio gli spazi e chi più ne ha più ne metta.

Le esperienze di tutto il mondo ci dicono che per massimizzare il potenziale della bicicletta in ambito urbano, occorrono strade e spazi pubblici disegnati in modo diverso, con un’attenzione alle persone qualunque sia il mezzo di trasporto usato.

Sedie a Rotelle

E invece le città italiane troppo spesso sono caotiche, puzzolenti e rumorose, destinano troppo spazio e attenzioni alle automobili invece che alle persone che le abitano e le frequentano.

Per rendersi conto che questa percezione non è indotta dalla bicicletta, ma è un dato oggettivo, basta cambiare ulteriormente punto di vista. Per questo motivo, nell’ambito di un programma di educazione alla mobilità sostenibile che assieme a FIAB Onlus stiamo portando avanti con l’istituto Mose Bianchi di Monza, abbiamo deciso di far provare ai ragazzi di una terza geometri l’ebbrezza di trascorrere un pomeriggio in sedia a rotelle in giro per le strade della città.

Il risultato è stato, come da programma, una serie di violazioni del codice della strada e una nuova consapevolezza: una volta rientrati in classe, i ragazzi hanno parlato per la prima volta di qualità dei marciapiedi, di tempi semaforici troppo brevi, di auto parcheggiate in divieto di sosta e di barriere architettoniche. Cose a cui normalmente non avevano mai prestato attenzione.

Sono convinto che l’esperienza che abbiamo messo in atto sia stata fortemente formativa e vorrei che  fosse resa obbligatoria per qualunque progettista comunale che voglia modificare la forma dello spazio pubblico.

Perché la città deve essere accessibile per tutti oppure per nessuno. E non è una questione di essere ciclisti o automobilisti, ma di essere umani sempre e comunque.







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