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#FridaysForFuture, da Milano a Roma un oceano verde in piazza per salvare il pianeta

News, Rubriche e opinioni • di 15 Marzo 2019

“Con Greta salviamo il pianeta”, “Sì al cambiamento, no all’inquinamento”, “Non c’è un pianeta B”: questi alcuni degli slogan che hanno accompagnato le grandi manifestazioni contro i cambiamenti climatici e per salvare il pianeta che hanno riempito le strade e le piazze: per l’iniziativa targata #FridaysForFuture, seguendo l’esempio del Climate Strike di Greta Thunberg e replicandolo su scala mondiale, centinaia di città in tutto il mondo si sono tinte di verde e di cartelli colorati autoprodotti con messaggi in difesa dell’ambiente.

Anche l’Italia ha fatto la sua parte: a Milano erano in 100mila, tanto che il corteo è stato deviato in Piazza Duomo.

A Roma hanno sfilato decine di migliaia di studenti provenienti dalle scuole di ogni ordine e grado dal Colosseo fino a Piazza Venezia.

Una partecipazione imponente, un oceano verde di facce giovani e sorridenti come non se ne vedevano da tempo: se negli anni passati si scendeva in piazza per un futuro migliore, oggi i ragazzi sono costretti a farlo semplicemente per avere un futuro, perché se continuiamo a distruggere il pianeta Terra soffocandolo con emissioni nocive e depredandolo delle sue bellezze arriveremo a un punto di non ritorno. “Pensavamo di avere tempo anche noi”, recita un cartello su cui campeggia un dinosauro verde.

La data scelta per questa grande mobilitazione mondiale, il 15 marzo 2019, nella Capitale coincide con una data storica che ha segnato il destino del mondo: le Idi di marzo del 44 a.C. in cui fu assassinato Giulio Cesare, con il conseguente declino della Repubblica e la nascita di lì a poco dell’Impero Romano, di un nuovo corso della Storia.

Le immagini di decine di migliaia di ragazzi che si sono mobilitati in difesa del pianeta deve far capire che le giovani generazioni hanno il diritto di poter incidere sull’agenda politica dei governi, che un sistema economico basato sullo sfruttamento delle risorse naturali come se fossero infinite su un pianeta finito sta distruggendo il pianeta e per il punto di non ritorno manca ancora poco.

Per questo prima che sia troppo tardi è il momento di fare qualcosa: modificare il proprio stile di vita, andare in bicicletta, evitare gli sprechi di cibo, limitare il consumo di carne; bandire la plastica, perché già i nostri mari ne sono pieni e ormai è entrata nella catena alimentare. Liberare le nostre città dai motori, andare in bicicletta; preferire prodotti sfusi o con packaging riciclabile, andare in bicicletta. Ma soprattutto: andare in bicicletta.

Tra gli interventi sul palco di Roma anche quello del geologo e Direttore del Parco dell’Appia Antica Mario Tozzi – divulgatore scientifico che sabato 16 marzo tornerà in televisione con Sapiens (che ha come sottotitolo “Un solo pianeta”, ndr), il suo nuovo programma dedicato all’ambiente – che ha chiesto scusa a nome della sua generazione per tutto quello che non sono riusciti a fare per salvaguardare il pianeta e per come lo hanno ridotto.

La mobilitazione Fridays For Future continua anche sui social media: a colpi di hashtag su Twitter e dirette Facebook, Stories su Instagram e chat di WhatsApp: l’onda verde è partita e non si può arrestare. Spero che questa volta riesca a spazzare via quanto di brutto e inquinante è stato perpetrato in questi decenni di irresponsabilità ambientale. Il futuro è in pericolo: salviamolo, salviamoci.






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