Se la polizia carica la Critical Mass

22 Marzo 2019

Ieri sera a Torino si è verificato un fatto particolarmente increscioso: la polizia in tenuta antisommossa ha caricato un corteo di ciclisti mentre rivendicavano il proprio diritto a essere parte della strada, la critical mass.

Un flusso di ciclisti che sono diventati traffico è valso il ricorso all’uso della forza.

Ci sono stati dei tafferugli, niente feriti, ma due cittadini in bicicletta sono stati immobilizzati a terra e hanno vissuto un’esperienza poco piacevole, 15 persone sono stati portati in questura. Ironia della sorte, l’incidente con la polizia ha finito per bloccare completamente il traffico per un’ora.

Tecnicamente, la polizia non ha fatto altro che perseguire il reato di blocco stradale introdotto dal decreto Salvini (113/2018) che prevede il carcere da 2 a 12 anni per chi lo commette.

In maniera analoga, a Roma ieri sera la polizia ha interrotto la Pedalata di Luna Piena per motivi di ordine pubblico (la visita in Italia del presidente cinese).

La combinazione di questi episodi porta a chiedersi, tra le altre cose, se andare in bici nel nostro paese non sia considerato un atto eversivo e meritevole di repressione perché dobbiamo starcene buoni nelle nostre scatole con le ruote a sentirci dire alla radio quanto è brutto il mondo là fuori che, invece, non lo è.

Ma forse la questione è molto più semplice: i ciclisti stanno un po’ sui coglioni a tutti e far sentire loro un po’ di virilità è roba che paga in termini elettorali e porta consenso.

Qualcuno magari adesso si farà prendere la mano e dirà che è finita la pacchia per quelli che arrivano sulle nostre strade e pensano di fare come gli pare, che svoltano a destra anche se il semaforo è rosso, per quelli che cercano spazio sui marciapiedi perché la strada è invivibile, per quelli che sbandano all’improvviso perché devono evitare la buca a bordo strada, per quelli che stanno in mezzo alla strada perché è troppo stretta per superare!

Perché è così che si fa oggi per ottenere il consenso, no? Prendi una categoria che sta sui coglioni a tutti e la bullizzi  sotto gli applausi scroscianti del popolino che esulta: la kasta, i gay, gli immigrati, le zecche rosse, i professoroni, i giornaloni e adesso i ciclisti.

Ma se il nemico di oggi sono i ciclisti perché così dicono gli ultimi sondaggi, allora fate ciò che dovete, sapete dove andarci a prendere, no?

I raduni delle Critical Mass sono:

A Milano tutti i giovedì alle 22.00 in Piazza Mercanti

A Parma l’ultimo venerdì del mese, ore 19 piazza Garibaldi.
A Reggio Emilia il primo venerdì del mese, ore 19 piazza Prampolini
A Bologna l’ultimo venerdì del mese piazza Galvani ore 18:30

A Firenze l’ultimo giovedì del mese alle 19.00 in Piazza Santissima Annunziata

A Prato l’ultimo martedì del mese, ore 19 Piazza delle Carceri

A Roma  l’ultimo venerdì del mese dalle 19 in Piazza Vittorio

A Bari , l’ultimo venerdì del mese  alle 20:30 dal Parco 2 giugno

E il colpaccio potrete farlo a Roma che ospiterà la Ciemmona, Critical Mass Interplanetaria, dal 31 maggio al 2 giugno. Un momento irrinunciabile per decapitare qualche testa dell’idra e mandare in galera qualche bloccatore stradale!

ciemmona

La domanda seria è però se davvero questa è l’idea di sicurezza che hanno in mente i nostri governanti o se siamo già degenerati in uno stato di polizia.

Ma sapete cosa c’è? C’è che con noi la violenza non funziona perché noi la violenza la viviamo ogni giorno per strada quando ci dicono “scusa, non ti ho visto” e abbiamo sviluppato una certa forma di immunità alla paura perché, violenza subita in più, violenza subita in meno, che differenza fa?

Ed è per questo che non ci fermeremo. La resistenza nel nostro paese è già stata fatta in bicicletta. E non è un caso.

P.S.
Non sarà il caso di mettere dei numeri identificativi sulle divise?

Commenti

36 Commenti su "Se la polizia carica la Critical Mass"

  1. Roby ha detto:

    Ieri sera c’ero, per combinazione.
    Oltre alle auto bloccate, c’era una fila di tram e autobus, in entrambe le direzioni di corso vittorio e corso re umberto, con centinaia di persone che vagavano alla ricerca di un modo per rientrare a casa. Tutto questo per 20 manifestanti, non di più, che si erano deliberatamente seduti sui binari del tram, all’incrocio tra le due direttrici.
    Io sono un ciclista e vivo tutti i disagi dell’uso della bici in città, ma non mi sento assolutamente reppresentato da questo tipo di manifestazioni. Fatemi capire bene, chi è la vostra controparte ?

  2. nicola ha detto:

    Siamo alle solite. Pochi valutano oggettivamente quello che accede ,molti vedono solo i peccati dell’altra “tribù” ,a quattro o due ruote che sia . Un dialogo tra sordi che non porterà da nessuna parte . Chi frequenta da anni queste manifestazioni ha gli occhi per vedere cosa accade di buono di meno buono e di pessimo .

  3. Bruno ha detto:

    L’altra mattina riportavo l’auto aziendale in ufficio usata il giorno prima, ed ero fermo ad una precedenza. Arriva un’auto che fa passare un pedone e quindi passo anche io. Nel mentre arriva una simpatica donna in bicicletta che supera l’auto ferma alle strisce e a momenti la metto sotto.
    Oltretutto, mi copre di improperi, quando la cretina che ha violato il codice della strada, oltre che il buonsenso, era lei.
    Questo è l’atteggiamento tipico di voi critical mass. A chi dà fastidio la svolta a destra con il rosso di una bicicletta? Provate a mettervi nei panni degli altri (visto che tanto chiedete a chi quida l’auto di mettersi nei panni vostri). Ci sono punti dove non dà fastidio a chi sta passando con il verde, ce ne sono molti dove ne dà eccome.
    Provate a guidare la bici come dite sia normale in un paese straniero, secondo me ve la requisiscono in un quarto d’ora.

  4. italo portesan ha detto:

    Sentendo i commenti di [alcune persone]* rimango sempre più convinto di aver fatto la scelta giusta andando a vivere in Belgio. Li le biciclette sono trattate alla pari degli altri utenti della strada. La differenza non la fa il codice o il mezzo di trasporto ma il cervello e il senso civico. Qui esiste, in Italia dentro alle scatole di latta no. Tutta qui la differenza, in Italia la gente cerca di sopraffare gli altri nei paesi civili si coesiste.

    *commento leggermente modificato dalla redazione per evitare accuse personali

  5. Marco ha detto:

    Ma andate a cagare con sta stronzata che vi limitate a fare le biciclettate che a Milano passate con il rosso sparati e più volte ho rischiato di mettere sotto qualcuno dei vostri perchè bruciava gli stop.
    Se vuoi girar in bici lo fai rispettando perlomeno la segnaletica stradale che è uguale per tutti senza mettere a rischio la tua vita e anche di chi guida.
    Seconda cosa non c’è bisogno di occupare TUTTA LA CARREGGIATA, basta lasciare un corridoio un minimo di spazio per far sì che passi una macchina.
    E poi la sera saranno cazzi miei se voglio girare in bici cosa che faccio spesso o in macchina.

  6. stefano ha detto:

    ma perchè continuate a citare il CdS? Il ns CdS è autocentrico, concepito solo per le auto. I sensi unici hanno un senso per le auto, ma che senso hanno per una bici (all’estero lo sanno da un pezzo e infatti esiste il senso unico eccetto bici.
    La svolta a dx col rosso crea pericolo se la fai con l’ingombro di una macchina, ma se la fai con una bici che pericolo crea ? (e anche questo altrove lo hanno capito)
    Perchè se sono cittadino europeo andando in bici ho un trattamento totalmente diverso a seconda degli stati?
    Perchè a Milano anche una semplice sosta in doppia fila mi crea enormi problemi a me ciclista, che dovendomi spostare in mezzo c’è la rotaia del tram? E perchè quella sistematica sosta in doppia fila non viene mai perseguita?
    Perchè disegnano zone 30 solo mettendo un cartello? e le macchine se ne fottono del cartello zona 30? Sanno cosa è un dosso rallentatore? Perchè le ciclabili con la striscia sono di fatto piste di accelerazione per i motorini? Che si infastidiscono pure se vedono te ciclista che saresti l’unico legittimato a starci sopra???
    E mi fermo qui….

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