I bambini italiani sono i più obesi d’Europa: colpa solo dell’alimentazione?

9 Ottobre 2019

E’ notizia di oggi (riportata anche da Ansa.it) dell’esito di un rapporto sulla malnutrizione infantile che sentenzia: i bambini italiani sono obesi. L‘Italia, infatti, è il paese europeo con il più alto numero di bambini obesi, pari a 1 ogni 3 bambini tra i 6 e i 9 anni. 

Per affrontare questo problema ho cercato nel cassetto dei ricordi e ho trovato questa foto.

E’ il 1952, in basso a sinistra, accovacciati, ci sono mio papà Renato e il suo miglior amico Ambrogio, entrambi di 6 anni. Stavano partecipando a una colonia estiva per bambini proletari (eravamo nel primissimo dopoguerra). Guardate i loro fisici, sono magri ma non sono rachitici. Sono semplicemente bambini.

Ora, quasi 70 anni dopo quella foto, se mettessimo in fila i nipotini di questi bambini di allora, ne troveremmo la maggior parte in sovrappeso e qualcuno addirittura obeso. Essere obesi significa avere un rapporto tra peso e la propria altezza al quadrato maggiore di 33: uno sproposito. Eppure ora ci sembra la norma, ci sembra giustissimo che i bambini pesino così’ tanto. E i toni di questa emergenza hanno ormai raggiunto il livello dell’epidemia: si stima che in Campania il 40% dei bambini sia obeso o in sovrappeso. Ma è in tutto il Sud che il problema è ormai quasi ingestibile: oltre alla Campania, le regioni con la maggior incidenza sono appunto Molise, Calabria, Puglia e Basilicata.
Questa estate sono stato in vacanza in Puglia, al parco giochi sulla spiaggia mio figlio ha incontrato Matteo, bambino di 7 anni e di 55kg, che non riusciva a salire da solo sull’altalena, tanto che ho dovuto aiutarlo io perché la madre da sola non ce la faceva. E quando mio figlio, con l’innocenza dei suoi tre anni, ha chiesto “Papà, perché Matteo è così grosso?”, la madre piccata ha risposto “Non è grosso, ‘sta una bellezza”.
No, non è vero, Matteo e gli altri 10 milioni di bambini sovrappeso non stanno una bellezza, hanno invece imboccato una strada che li porterà a sviluppare patologie a oggi presupposto solo dell’età anziana. Infatti numerosi studi sottolineano il fatto che l’obesità infantile predisponga a diabete, infarto acuto del miocardio, tumori e osteoporosi già nella prima età adulta, un’età della vita nella quale queste malattie non avrebbero ragione di esistere.
Le maggiori testate italiane hanno ripreso la notizia, dando la colpa solo ed esclusivamente ai regimi alimentari. E’ davvero così?

Nel mio percorso che mi ha condotto a laurearmi in scienze motorie ho avuto modo di studiare i vari effetti che l’esercizio fisico ha sull’organismo e di capire quali sono invece gli effetti negativi che si hanno quando l’essere umano viene privato dell’esercizio fisico. E i nostri bambini non si muovono più. Imprigionati in un esercito di SUV davanti alle scuole, instupiditi davanti allo smartphone sin dalla più tenera età. Al ristorante vedo bambini così intontiti dallo smartphone che ingurgitano tutto ciò che il genitore da loro senza nemmeno accorgersene. Vivo costantemente situazioni imbarazzanti, come una mamma che, fuori dalla scuola dell’infanzia, mi chiede come possa portare mio figlio in bici a scuola con tutto quel freddo, quando fuori ci sono 17°C. Quotidianamente vedo bambini che non giocano con mio figlio perché non sanno correre, non sanno saltare, non sono in grado di dominare i minimi schemi motori di base. Vedo genitori che pur di stare in pace a fumare o a guardare Instagram sulla panchina, danno in mano lo smartphone con You Tube accesso al bambino. Sento nonni dire ai nipoti di non correre, perché “sudare fa male”. Vedo bambine che non sanno salire da sole le scale dello scivolo.
Il problema è che questa situazione, prima o poi, presenterà il conto e sarà salato. Lo Stato dovrà sostenere le spese ingenti per curare le malattie di questi bambini, che saranno le stesse dei loro nonni. In un paese sempre più vecchio, triste e cattivo, i bambini, che dovrebbero essere la linfa vitale, saranno alle prese con patologie impensabili fino a 20 anni fa. E non solo: il movimento è fondamentale per creare le giuste connessioni cognitive, poiché il movimento è la risposta motoria a un problema e questo rafforza la capacità di pensiero, di superamento dell’ostacolo. Privando del movimento il bambino sarà molto più difficile per lui sviluppare una corretta autostima e un approccio positivo alle difficoltà della vita e non è un caso che la depressione adolescenziale sia cresciuta in modo esponenziale in questi anni, poiché quando si trovano a dover fare i conti con la vita, questi ragazzi non hanno mai avuto i mezzi per sviluppare gli strumenti necessari a vincere le proprie sfida.

Io mi alzo al mattino cercando di trovare il modo per far sì che la bici possa essere prescritta dal medico di base per la cura degli anziani patologici ma se andiamo avanti di questo passo la bici dovrà essere prescritta ai bambini.

Il che è una perfetta fotografia della paradossale situazione che stiamo vivendo.

Corso correlato

Masterclass in Meccanica Ciclistica
1.799
Acquista
Meccanica Base 1
199
Acquista
Lascia un commento

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi il meglio della settimana via mail.

Iscriviti