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Vittime della Strada, la Giornata Mondiale del Ricordo per non dimenticare

News • di 15 Novembre 2019

La terza domenica di novembre c’è un appuntamento per fermarsi a riflettere e non dimenticare le vittime della strada: dal 2005 l’Onu promuove la Giornata Mondiale del Ricordo, che di anno in anno viene osservata in un numero crescente di Paesi in tutti continenti del mondo. Si tratta di un giorno dedicato alla memoria di milioni di persone investite e uccise o ferite sulle strade, ma anche l’occasione per stringersi attorno alle famiglie e alle comunità che hanno subito una perdita e convivono con un dolore sempre presente e testimoniare la vicinanza a chi si occupa professionalmente di sicurezza stradale.

Come purtroppo ben sappiamo la strage stradale non conosce tregua né confini: ogni anno si aggiungono milioni di morti e feriti, attraverso una serie di eventi improvvisi e traumatici frutto della violenza perpetrata sulle strade a tutte le latitudini. Questo giorno serve a riflettere sul valore della vita, quella che molte delle vittime avevano ancora quasi tutta davanti perché tra i giovani e i giovanissimi l’incidentalità stradale rappresenta una delle prime cause di morte; ma anche sulle misure per contrastare attivamente questa mattanza e, infine, sensibilizzare l’opinione pubblica sulle famiglie delle vittime troppo spesso lasciate sole con il loro dolore e non sostenute adeguatamente da programmi di sostegno psicologico per l’elaborazione del lutto.

La Giornata è stata istituita dalle organizzazioni di Vittime della strada. Dal 1995, le ONG che rappresentano e difendono le vittime della strada aderenti alla FEVR (Federazione Europea delle Vittime della Strada) osservano questa Giornata (avviata da Road Peace nel Regno Unito nel 1993) – prima come Giornata europea del ricordo, ma ben presto come Giornata Mondiale quando le ONG del Sud Africa , Argentina e Israele si sono unite.

Intanto l’Associazione Familiari e Vittime della Strada Onlus, sul suo sito, riporta i dati della strage stradale in Italia e li mette nero su bianco:

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– In otto anni (2011-2018), il numero delle vittime è diminuito solo del -19,2% (dati Aci-lstat). L’obiettivo europeo di dimezzare dal 2010 al 2020 il numero delle vittime è sempre più lontano;
-addirittura, nel 2018 il numero dei morti non ha registrato significative riduzioni (3.326 vittime 9 al giorno), mentre il numero dei feriti gravi è aumentato (18.614 con invalidità permanenti 50 al giorno).
In totale, I feriti sono stati 242.621;
i morti del 2018: 609 pedoni, 219 ciclisti, 108 ciclomotoristi, 685 motociclisti, 1.420 automobilisti, 188 autotrasportatori; aumentano le vittime da 15 a 29 anni;
– I feriti del 2018: 20.619 pedoni, 16.863 ciclisti, 10.042 ciclomotoristi, 43.480 motociclisti, 141.120 automobilisti, 7.013 autotrasportatori.
Sono dati che chiamano in causa la responsabilità delle istituzioni, dimostrando che la prevenzione non è reale priorità dello Stato: le istituzioni non si sono poste in tempo il problema dell’obiettivo da raggiungere e non hanno definito adeguate strategie.
Sulle nostre strade urbane si verifica il 73,6% dei sinistri, con il 42,2% di morti ed il 69,9% di feriti. Sulle strade extraurbane il 21% dei sinistri, con il 48% di morti ed il 23,7% di feriti.

Alla vigilia della Giornata, sabato 16 novembre 2019, a Roma nella Galleria Caracciolo (Via Marsala 14) alle ore 10:30 sarà presentato un Vademecum, elaborato e curato nella parte “tecnica” giuridica dai legali che collaborano con la Fondazione Luigi Guccione Onlus Ente Morale vittime della strada, su “Cosa fare in caso di collisione stradale“: “Si parla di collisione, scontro e non di “incidente stradale”: le collisioni (stradali), gli scontri (stradali) non avvengono per “caso”. Non sono una “fatalità”, come sottolinea la Fondazione nel comunicato stampa di lancio dell’iniziativa.

La presentazione e la distribuzione del Vademecum avverrà di fronte al “Centro nazionale di assistenza alle vittime della strada” che è intitolato a Marcel Haegi, Fisico nucleare all’Enea di Frascati per 40 anni – padre di Vlasta, la primogenita morta nel 1988 – fondatore e primo presidente nel 1991 della Federazione Europea Vittime della strada (FEVR).







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