Salute: meno attacchi di cuore se vai al lavoro in bici

7 Gennaio 2020

I problemi cardiaci, tra cui gli attacchi di cuore, sono tra le patologie più comuni e invalidanti di quest’epoca. L’infarto acuto del miocardio, l’arresto cardiaco e le patologie legate all’apparato cardiocircolatorio sono considerate dall’OMS la seconda causa di morte dopo il diabete a livello mondiale. Riuscire ad arginare il problema significherebbe poter ridurre in modo considerevole sia il numero di malati e di ricoveri d’urgenza che la mostruosa spesa sanitaria che ne consegue.

E per questo la bici si è ancora una volta mostrata come un’efficace strumento per la prevenzione della salute della popolazione.

bici attacchi di cuore

Uno studio britannico, pubblicato sul “European Journal of Preventive Cardiology” e ripreso dal sito Medical Press, ha valutato la distribuzione degli attacchi di cuore in tutto il Regno Unito, valutandone l’incidenza su una popolazione adulta di 43 milioni di persone. E’ stato visto che le aeree in cui le modalità di trasporto casa-lavoro erano attive (soprattutto a piedi o in bici), l’incidenza degli attacchi di cuore era sensibilmente ridotta.  Lo studio parla di una riduzione dell’1,7%, indipendentemente da età o genere. Secondo lo studio la popolazione britannica, su un campione di 43 milioni, usa una modalità di commuting attiva nell’11,4% dei casi, anche se lo spostamento a piedi prevale circa il doppio su quello in bici. In alcune aree la percentuale scendeva al 5% e sono le zone con la massima incidenza dei problemi cardiaci.

Questo studio fa parte di una lunga serie di ricerche, alcune persino sponsorizzate dal British Cycling (l’alter ego britannico della nostra FCI – Federazione Ciclistica Italiana), che valutano gli effetti della bici sulla salute. L’obiettivo del Regno Unito è quello di duplicare entro il 2025 il numero di persone che si spostano in modo attivo.

La bici è, nel mio modo di vedere, la soluzione all’attuale situazione che nel nostro Paese – l’Italia – è ai limiti del disastro, con una vera e propria epidemia di sedentarietà, costi sanitari esagerati e una morbilità di malattie croniche non trasmissibili elevatissima. La bici infatti è una soluzione che nello stesso momento può essere usata come mezzo di trasporto e come strumento per l’attività fisica per la salute, ottenendo benefici sia sulla salute che sulla congestione e l’inquinamento delle nostre città.

E ora mi chiedo: se il Governo britannico ha come obiettivo duplicare il numero di persone che si spostano in maniera attiva da casa verso il lavoro entro il 2025, qual è l’obiettivo del Governo italiano?

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