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Le piste ciclabili piacciono ai social: aumentano i like quando i politici parlano di bici

News, Rubriche e opinioni • di 8 Gennaio 2020

C’era una volta la politica basata sul bene comune, poi sono arrivati i social che hanno dato la possibilità ai politici di misurare in modo immediato il sentiment del discorso pubblico per inserirsi nella conversazione cercando di strappare il maggiore livello possibile di popolarità.

In questo contesto siamo andati a studiare il livello di popolarità sui social dell’argomento “piste ciclabili” nei confronti del pubblico amministrato da parte dei primi cittadini di città italiane ed europee tra loro anche molto diverse. In questa valutazione abbiamo voluto confrontare il tema piste ciclabili (che di per se può essere molto controverso) con un tema che può essere considerato il “bene assoluto”, ovvero gli investimenti nelle scuole, in termini infrastrutturali, ma anche di programmi formativi.

Lo spunto per questa valutazione è stato offerto da Charlotte Guth, Responsabile della Infrastruttura Ciclabile di Parigi che, al convegno che si è tenuto Lunedì 16 Dicembre 2019 al Politecnico di Milano, ha mostrato il gradimento dei cittadini ai tweet della sindaca Anne Hidalgo rispetto alle iniziative in ambito scolastico e alle nuove infrastrutture ciclabili.

Il risultato è sorprendente: a Parigi le ciclabili piacciono al “popolo della rete” 20 volte di più rispetto alle scuole, come si evince da numero di “mi piace” e “retweet”. Se quello di Parigi può essere considerato un’anomalia perché il vicesindaco di Parigi è anche presidente della European Cyclists Federation e potrebbe averne influenzato la popolarità, andiamo a vedere i trend nelle altre città.

Londra

Anche Londra conferma questa tendenza, anche se con proporzioni più modeste: i due tweet di Sadiq Khan sotto evidenziati evidenziano un rapporto di 3:1 del gradimento tra infrastrutture ciclabili e interventi per le scuole.

E in Italia? Noi Italiani siamo sempre portati a considerarci diversi dal resto d’Europa: eppure, rispetto al gradimento delle infrastrutture ciclabili, siamo perfettamente in linea con i concittadini delle altre capitali europee.

Roma

Virginia Raggi è un sindaco che, a torto o a ragione, è costantemente sotto la lente d’ingrandimento del pubblico e della stampa. Ogni sua azione genera polemiche, eppure, quando si parla di ciclabili, il gradimento rispetto alle scuole è di 5:1.

Firenze

E anche Firenze non fa eccezione al trend: quando il sindaco Dario Nardella promette piste ciclabili, il “popolo” gradisce 30 volte di più rispetto a quando lo stesso sindaco annuncia la costruzione di una nuova scuola.

Torino

Anche nella capitale dell’automobile, Torino, quando la sindaca Chiara Appendino mostra il cantiere di una pista ciclabile, la popolarità schizza alle stelle: anche di fronte all’annuncio di aver aumentato il budget disponibile per le scuole del 37% (encomiabile e doveroso), ciclabili battono scuola 9:1.

Milano

In questa gara di popolarità tra ciclabilità e scuola avremmo voluto inserire anche qualcosa su Milano ma, dal momento del suo insediamento, non risulta un solo post di Beppe Sala su Facebook né su Twitter, piattaforme su cui pure è molto attivo, dedicato alla mobilità ciclistica o alla bicicletta.

La gestione del tema è affidato unicamente all’assessore alla mobilità, Marco Granelli, che, però, non avendo deleghe in materia di scuole, non sarebbe corretto valutare.

Pesaro

In generale l’interpretazione che si può dare è che l’annuncio di politiche per la mobilità ciclistica è tanto più gradito quanto più arretrato è il punto di partenza. Questa tesi è in parte corroborata dal caso di Pesaro che, invece, dispone di una Bicipolitana perfettamente funzionante. Anche a Pesaro, tuttavia, quando il sindaco Matteo Ricci affronta il tema infrastrutture ciclabili, il consenso è superiore di misura a quando lo stesso Ricci parla di scuole.

Concludendo

Come amiamo ripetere su Bikeitalia, la bicicletta è uno strumento che permette di migliorare la qualità dell’aria, la qualità della vita dei cittadini, ridurre il traffico, migliorare lo stato di salute di chi la usa, migliorare il commercio al dettaglio e mille altre cose che, per motivi, di spazio, non staremo qui ad elencare nuovamente.

Con questo raffronto ciclabili vs. scuola abbiamo voluto dimostrare come, quando la politica investe in ciclabilità, i cittadini italiani ma anche europei rispondono applaudendo sonoramente perché ritengono che questo sia un aspetto positivo per la propria città e per il proprio stile di vita.

Ci auguriamo fortemente che questa piccola considerazione possa portare a maggiore azione da parte dei decision maker locali e nazionali perché c’è ancora molto da fare: bisogna attuare la legge 2/2018 che prevede che ogni città si doti di un biciplan, bisogna realizzare un Piano Nazionale della Mobilità Ciclistica, bisogna riformare il codice della strada che chiama ancora “velocipede” la bicicletta, bisogna far fronte, in poche parole, all’emergenza climatica e ambientale in corso.

E poi c’è un timore: che i nostri amministratori meno lungimiranti, a fronte del paragone fatto, decidano di tagliare ulteriormente i fondi all’istruzione perché tanto non portano consensi.







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