Coronavirus, officine bici chiuse per decreto: appello per tenerle aperte

23 Marzo 2020

[Aggiornamento del 25 marzo 2020: il decreto di modifica del Ministero dello Sviluppo Economico non ha incluso le officine bici tra le attività che possono restare aperte perché forniscono un servizio essenziale]

L’ultimo decreto del governo per contenere la diffusione del Coronavirus, chiudendo le attività ritenute non essenziali, ha creato un cortocircuito nel sistema dei trasporti: le officine meccaniche per la riparazione di automobili e motocicli sono rimaste aperte, quelle per le biciclette sono state costrette a chiudere.

Si tratta di un’evidente disparità, dovuta al fatto che secondo la classificazione Ateco Istat le attività di chi ripara biciclette sono catalogate insieme a chi ripara attrezzatura da campeggio e articoli sportivi. Mentre la bicicletta, soprattutto in questo periodo, continua a essere un mezzo di trasporto individuale strategico per potersi muovere senza entrare in contatto con altre persone e mantenendo la distanza di sicurezza.

Un meccanico di bici al lavoro

Inoltre i ciclofattorini continuano a effettuare consegne in bici e, anzi, nel periodo di quarantena gli ordini sono cresciuti quindi la manutenzione dei mezzi è quantomai necessaria per mantenerli in piena efficienza e intervenire tempestivamente in caso di problemi meccanici.

Lo sottolinea Simona Larghetti, la presidente della Consulta della Bici di Bologna e della locale Associazione Salvaiciclisti: “La bicicletta un mezzo di trasporto, a volte l’unico, un mezzo di trasporto per cui la manutenzione è necessaria. Tra questi ci sono anche medici e infermieri, che ci scrivono preoccupati in queste ore. Per molti altri ancora la bicicletta è uno strumento di lavoro, per esempio per i numerosissimi ciclofattorini che ci portano a casa i pasti a domicilio o ai corrieri sui quali si sono riversate tutte le richieste di spesa a domicilio. Tralasciare dall’assistenza meccanica queste categorie di lavoratori, già vessate dall’assenza di tutele assicurative e sindacali, è una grave dimenticanza”.

attrezzatura meccanico bici
Attrezzatura per il meccanico di bici

Preoccupazioni condivise anche dall’Associazione Salvaiciclisti Roma, come riporta l’ADNKronos: “Ancora una volta assistiamo al deprecabile comportamento da parte delle Istituzioni di ignorare quale mezzo di trasporto la bicicletta. Chiediamo pertanto al Governo di inserire nell’elenco delle attività ritenute essenziali anche il codice Ateco 95.29.02 relativamente alla riparazione delle biciclette per non discriminare le persone che in questi momenti difficili hanno optato per la bicicletta quale mezzo di trasporto ecologico e che non crea in alcun modo assembramenti”.

A questo proposito è stata inviata una pec congiunta ai ministri del Lavoro, dello Sviluppo Economico e dell’Economia e Finanze che ha per oggetto la “Richiesta di riconoscimento delle attività di riparazione di biciclette quali servizi essenziali esonerati dall’obbligo di chiusura, ed inserimento del rispettivo codice Ateco 95.29.02, relativamente alla suddetta attività, nell’allegato 1 al D.P.C.M. del 22 marzo 2020”. 

Un documento firmato da numerose associazioni e realtà attive per la ciclabilità e la mobilità attivaSalvaiclisti Roma, Salvaiciclisti Bologna, Rete Vivinstrada, Napoli Pedala, Bike to School, FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta), Legambici, Fondazione Michele Scarponi, Fiab Firenze Ciclabile, Alleanza Mobilità Dolce, Milano Bicycle Coalition, Famiglie Senz’Auto – in cui si chiede, nero su bianco, la modifica dell’allegato 1 di cui al D.P.C.M. del 22 marzo 2020 pubblicato in GU Serie Generale n.76 del 22-03-2020 e l’inserimento del codice ATECO 95.29.02 relativamente alla riparazione delle biciclette, in quanto mezzo di trasporto essenziale per un’ampia fascia della popolazione e strumento di lavoro per i corrieri in bicicletta.

Bikeitalia.it sottoscrive l’appello e chiede che chi ripara le bici possa essere messo nella condizione di lavorare, soprattutto in questo momento così difficile e delicato dove la bici rappresenta un mezzo di trasporto e di lavoro insostituibile e strategico per muoversi in sicurezza e minimizzare il rischio di contagio.

Commenti

15 Commenti su "Coronavirus, officine bici chiuse per decreto: appello per tenerle aperte"

  1. FABRIZIO ha detto:

    a tutt’oggi non si capisce come mai in piemonte i negozi di biciclette devono restare chiusi.un giorno si puo tenere aperta l’officina per le sole riparazioni previa richiesta tramite il prefetto.ma in piemonte le officine devono rimanere chiuse comunque mentre alcuni fanno vendita rispetto ad altricomunque chiusi a parita’ di codice ateco.

    IO IL 4 MAGGIO RIAPRO A COSTO DI ESSERE ARRESTATO perche’ sono fermo da due mesi e riesco a mangiare grazie alla pensione di mia madre,accumulando debiti e non ricevendo aiuti da parte di nessuno.

    ringrazio la classe politica ottusa che sta’ piegando l’ITALIA al volere dell’europa(volutamente in minuscolo)

  2. Maria Pia Coronato ha detto:

    Buongiorno a tutti, avete ricevuto qualche nuova notizia? Vi chiedo di insistere per la riapertura immediata in deroga al DM . Il servizio nel mio paese è essenziale..ma mi chiedo se e possibile ritirarla e riconsegnata a domicilio?

  3. Céline ha detto:

    Ciao,
    Lavoro a Bruxelles dal Groupe de Recherches et d’Action des Cyclistes Quotidiens. Non capisco perché non chiedete anche une riforma del codice Ateco per mettere le riparazione bici nella stessa categoria che le riparazione auto o meglio, in une categoria a se ?

  4. Michele ha detto:

    Buongiorno a tutti, sono Michele titolare del negozio Misterbici srl a Fabriano. È possibile sapere con certezza se è consentita la consegna a domicilio e la vendita on line, perché non è molto chiaro, su alcuni articoli delle varie testate giornalistiche ho letto che la consegna a domicilio è consentita per tutte le attività merceologiche nel rispetto delle misure di sicurezza.

    Grazie

  5. Michele Antonio Nobili ha detto:

    Salve, sono titola di Bici Garage Pescara, mi schiero anch’io con tutti voi per la riapertura del nostro servizio essenziale, molto più essenziale di auto e moto a mio avviso… Ci saranno belle giornate, e tante persone che hanno scelto la bici come mezzo di trasporto, potranno andare a lavoro in maniera del tutto individuale e sicura, a differenza dei mezzi pubblici, luoghi di maggiore esposizione e contagio…
    Teniamoci tutti uniti ed aggiornati, affinché sul prossimo decreto ci sia una modifica per la nostra categoria!

  6. ermanno ha detto:

    Salve a tutti. Sono Ermanno titolare di Ciclofficina Mobile Ermanno, mi occupo anche del ritiro e consegna a domicilio, i giorni scorsi ho chiesto alla mia associazione di categoria cosa ne pensassero riguardo una richiesta al prefetto per poter offrire questo servizio a chi ne avesse bisogno, chiaramente mi hanno risposto che non rientrando nell’allegato 1 la mia attività non è considerata come pubblica utilità. Ora confido in una modifica dell’allegato.

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