“Le bici sono la nuova carta igienica”: previsto boom di vendite per la Fase 2

23 Aprile 2020

La notizia riportata dal Guardian viene dall’Australia ma, visto lo spazio che la bicicletta sta avendo e avrà sempre di più in molte città del mondo ci attendiamo che le vendite di biciclette avranno un’impennata anche sugli altri mercati: in questo periodo di pandemia le bici sono diventate “la nuova carta igienica”, nel senso che costituiscono un bene di prima necessità – o meglio di prima mobilità – di cui molti stanno facendo incetta per riuscire a comprarlo prima che finisca con la speranza di poterlo utilizzare continuativamente quanto prima, al termine del lockdown.

La Fase 2 si avvicina in molti Paesi, qui da noi in Italia la data del 4 maggio è stata annunciata come quella dell’inizio della riapertura che però avverrà a scaglioni (con dettagli che saranno resi noti nei prossimi giorni): in ogni caso la bicicletta è stata già individuata – anche dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) – come il mezzo migliore per ripartire e la domanda, dopo quasi due mesi di stop forzato, avrà sicuramente un incremento notevole nelle prossime settimane.

Tornando alla storia di copertina, i rivenditori di bici australiani in questi giorni stanno lavorando alacremente per tenere il passo degli ordini e il boom delle vendite in tempo di pandemia di Coronavirus è una realtà: “Siamo la nuova carta igienica e tutti vogliono un pezzo”, ha dichiarato al Guardian Australia il manager di Giant Sydney Grant Kaplan, negozio di bici di Sydney.

Proprio come accaduto al momento del lockdown con i rulli per allenarsi indoor – che in pochi giorni sono diventati quasi introvabili online o con tempi di consegna molto superiori alla media – ci attendiamo un ritorno della bicicletta come “bene di prima necessità” in quanto strumento polivalente di mobilità urbana ma anche di attività fisica, in città che hanno annunciato di voler diventare più a misura di bici per evitare il collasso del traffico motorizzato.

A questo proposito, è necessario che gli interventi per realizzare una Rete di Mobilità di Emergenza siano realizzati “presto e bene”, come avevamo già scritto e come ha ribadito Paolo Pinzuti, editore di Bikeitalia.it e Ceo di Bikenomist, con un netto cambio di paradigma rispetto al passato:

Le vecchie piste ciclabili non servono più, serve una nuova visione della città

Molte città stanno pensando di realizzare km e km di piste ciclabili per scongiurare la paralisi della riapertura, ma davvero è quello che serve? Non è che invece serve una nuova visione della strada?di Paolo Pinzuti – Editore di Bikeitalia.it

Pubblicato da Bikeitalia.it su Mercoledì 22 aprile 2020

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Commenti

7 Commenti su "“Le bici sono la nuova carta igienica”: previsto boom di vendite per la Fase 2"

  1. Avatar Andrea ha detto:

    Sono super contento che la bike diventi un bene di prima mobilità, ma vorrei dire a tutti quelli che non hanno mai sopportato i ciclisti in strada,, ora va bene che ci siete anche voi in strada? Beh cominciate a scursarvi grazie

  2. Avatar AT ha detto:

    Ottima notizia, ma nella realtà secondo me (es. qui a Roma), tutti quelli che hanno un’automobile o uno scooter li useranno, anche car sharing, e i ciclisti saranno ancora più in pericolo e asfissiati.
    Sarà un bel caos…

  3. Avatar Tiziano ha detto:

    Spero che questo venga realizzato e che si possa veramente cambiare l’ Italia.
    Ma quello che mi sta più a cuore e che al momento che si otterrà il vaccino non si torni come prima del Covid-19 mandando all’ aria ciò che di buono è stato fatto.

  4. Avatar Fabio ha detto:

    Guarda che quelli che non ci hanno mai sopportati sono quelli che non sopportano le bici non noi e li troverai con lo scooter

  5. Avatar Stefano ha detto:

    Io sono prima automobilista e poi ciclista part-time… Io non devo assolutamente scusarmi con nessuno, il problema è che la maggior parte dei gruppi di ciclisti che trovi per strada si sentono padroni e legittimati a fare quello che vogliono senza preoccuparsi minimamente del codice della strada. Quando io mi trovo su strada con la mia bici in compagnia di qualcuno, la prima cosa che faccio, é cercare di non essere di intralcio a nessuno. La maggior parte dei gruppi, vivo in riviera ligure e ti assicuro che ne vedi un infinita’, se ne strabattono la beata del comportamento da tenere in strada. Poi, se incappi in qualche gruppo di allenamento per la Milano Sanremo, trofeo Laigueglia o altro… ADDIO… Hanno anche la macchina al seguito. Manco fossimo in pista.

  6. Avatar Dario ha detto:

    Per far sì che sia un vero cambiamento importante devono rendere obbligatori gli spostamenti in bici nel raggio di 10km da casa

  7. Avatar Giovanni IACOBELLIS ha detto:

    Rispondo a Stefano che si definisce prima automobilista e poi ciclista part time con una domanda ironica:

    ma sei nato con l’auto attaccata al sedere?

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