“Non voglio cambiare pianeta” di Jovanotti è un piccolo capolavoro

28 Aprile 2020

Quando qualcuno di particolarmente famoso decide di fare qualcosa di diverso dal solito, c’è sempre un pregiudizio di fondo che ci guida quando ci si trova a valutarne lavoro. Ci sono i lavori precedenti, il personaggio, le simpatie personali e le aspettative che entrano in gioco e, ma quando si tratta di Jovanotti che fa una cosa nuova, la curiosità prende il sopravvento sul pregiudizio perché, piaccia o non piaccia, il sig. Lorenzo Cherubini riesce sempre a creare cose uniche, come aveva fatto anche con il precedente racconto del proprio viaggio in bicicletta in Nuova Zelanda.

Online dallo scorso 24 aprile, “Non voglio cambiare pianeta” è il racconto in 16 puntate di un viaggio in bicicletta compiuto da Jovanotti lungo la costa cilena fino a San Pedro de Atacama e poi, attraverso le Ande, a Salta in Argentina e poi attraverso la pampa fino a Buenos Aires, tra deserti, notti in tenda, canzoni, soliloqui e poesia.

Da cicloviaggiatore, sono sempre molto scettico di fronte ai cosiddetti roadmovie o nei racconti di viaggio perché c’è sempre il rischio che l’autore sconfini nell’autocelebrazione o di lasciarsi andare a processi narrativi complessi che cercano di trovare un ordine al susseguirsi degli eventi, mentre l’unico ordine è il susseguirsi dei metri di strada macinati sotto le ruote.

Invece “Non voglio cambiare pianeta” non è nulla di tutto questo: è un viaggio, il semplice viaggio di un certo Lorenzo che, lasciatesi alle spalle le folle del Jova Beach Party che ha suscitato gigantesche polemiche, si mette in sella e inizia a pedalare affrontando la strada e il vento come farebbe una persona qualsiasi.

E la normalità è il grande valore che trasmette questa serie di 16 microepisodi perché riesce a catturare le emozioni che si provano quando si affronta un luogo sconosciuto in sella a una bicicletta, quando si inizia a parlare da soli, a canticchiare, a fare voli pindarici con la mente e, mentre sullo schermo passano le immagini del viaggio, l’audio ci offre canzoncine inedite, schitarrate e poesie più o meno note.

Come accade in ogni viaggio in bicicletta, il cazzeggio e il flusso libero dei pensieri è il cuore di tutto che il Jova esplicita nelle lunghe ore di pedalate che non manca mai di rimarcare come “esperienza psichedelica” e da qui escono delle perle che riguardano il rapporto tra l’uomo e l’ambiente che in nessun caso deve diventare ideologia, le ingiustizie sociali che ritrova in ogni singolo paesino che attraversa, il piacere del viaggio in bicicletta e ragionamenti senza capo né coda, ma che offrono sempre interessanti spunti di riflessione.

In buona sostanza “Non voglio cambiare pianeta” – chiosa di una poesia del poeta cileno Pablo Neruda – è il diario di viaggio non di Jovanotti, ma di un Lorenzo Cherubini qualsiasi, solo con i propri pensieri, in un territorio che gli concede il lusso di essere un perfetto sconosciuto.

E quindi per la prima volta ci viene offerto uno sguardo su un uomo normale che mette in ombra oltre la propria immagine di pop star.

“Non voglio cambiare pianeta” è quindi un piccolo capolavoro, forse perché capita in questo periodo di lockdown in cui gli spazi immensi sudamericani si contrappongono agli orizzonti limitati della nostra vita domestica, un po’ perché risveglia in tutti i cicloviaggiatori un senso di reminiscenza dei viaggi passati (e il desiderio di partire di nuovo), un po’ perché regala a chi non ha mai pedalato le emozioni che solo un viaggio in bicicletta è in grado di offrire.

E questo è il grande pregio di questa serie di 16 episodi: Lorenzo Cherubini, cicloviaggiatore, usa il personaggio Jovanotti come veicolo per regalare l’emozione del viaggio in bicicletta a chi non l’ha mai provato, nella speranza che quante più persone possibili possano avvicinarvisi, magari non per attraversare il Sud America, ma anche solo per un paio di giorni lungo la ciclabile al lato del fiume.

“Non voglio cambiare pianeta” è una sorta di pubblicità progresso in cui la più grande pop star italiana diventa il testimonial di un nuovo modo di fruire il territorio che cade a fagiolo in un momento in cui il turismo è messo in ginocchio dal Covid-19 e quello in bicicletta è una delle poche forme di turismo che riescono a garantire piacere, distanza fisica e valorizzazione del territorio.

Per questo, grazie Lorenzo, per questo piccolo capolavoro che arriva con il tono giusto al momento giusto.

“Non voglio cambiare pianeta” è disponibile gratuitamente online sulla piattaforma RaiPlay: https://www.raiplay.it/programmi/nonvogliocambiarepianeta

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