Uber in crisi: licenzia gli autisti ma investe nelle due ruote

12 Maggio 2020

Uber, l’azienda americana leader nel ride sharing, in questo periodo di lock down globale non se la sta passando affatto bene e si è vista crollare drasticamente il fatturato.

È arrivato nei giorni scorsi l’annuncio dei primi licenziamenti, circa 14% del totale, sommata alla decisione del CEO dell’azienda di non versarsi lo stipendio fino al 2021.

Ma sembra che in questo scenario di crisi economica causato dal Coronavirus l’azienda abbia deciso di puntare nuove risorse sullo sviluppo dei prodotti a due ruote, da qui la scelta di finanziare la start-up di monopattini elettrici Lime e di inglobare in un unico servizio la divisione Uber Jump (le bici elettriche di colore rosso che hanno riportato il bike sharing a Roma e presenti in diverse città del mondo).

Lime ha infatti già annunciato che a breve si creerà una piattaforma unica in cui sarà possibile prenotare e utilizzare sia le bici elettriche che i monopattini in condivisione, creando di fatto un aggregatore di servizi di mobilità.

L’investimento di partnership con Lime (che si è vista diminuire del 80% il proprio valore di mercato) è frutto di un accordo di 170 milioni di dollari, dove i principali azionisti sono appunto Uber ma anche Google e Bain Capital.

È ancora presto per capire se il marchio Jump scomparirà e le biciclette verranno commercializzate come servizio Lime o viceversa, ciò che sappiamo è che questi due colossi si sono uniti per far fronte alla necessità di rilanciare pesantemente il settore della micromobilità rispetto a un mercato dei viaggi in auto condivisi che sta soffrendo duramente.

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