Fase 2, la City di Londra vieta le auto e pedonalizza le strade

18 Maggio 2020

La City di Londra, il distretto finanziario nel cuore della città, decide di vietare le auto e pedonalizzare le sue strade come misura anti Coronavirus. Qui, al centro di Londra, si sta pianificando di vietare le auto sulle strade più trafficate per facilitare gli spostamenti a piedi e in bicicletta, soprattutto in vista del ritorno al lavoro di decine di migliaia di pendolari.

Una misura in linea con le disposizioni anticontagio del governo britannico per contenere la diffusione del Coronavirus durante la Fase 2 di riapertura.

La notizia, riportata dal Financial Times, fa riferimento alla strategia messa a punto dall’autorità locale “City of London Corporation”, l’ente di governo della City, che prevede appunto proposte di chiusura per 12 o 24 ore al giorno sulle sue principali arterie di viabilità per ampliare i marciapiedi, dare spazio alle ciclabili e consentire file ordinate di persone per l’ingresso negli uffici e negli edifici commerciali.

I dipendenti delle numerose società che hanno sede nella City torneranno a lavorare nei loro uffici del distretto finanziario nei prossimi giorni, anche se il governo britannico invita comunque a essere prudenti e consiglia di continuare a far lavorare da casa coloro che possono continuare a farlo, per evitare assembramenti.

Il picco del ritorno dei 550 mila pendolari che gravitano nella City è previsto per l’ultima settimana di maggio, per questo nei prossimi giorni saranno implementate diverse misure anti-assembramento.

La sfida principale riguarda, naturalmente, l’ora di punta: come sarà possibile evitare che decine di migliaia di pendolari siano paralizzati nel traffico? Attraverso turni sfalsati, ad esempio. Ma la ridotta capacità del trasporto pubblico per garantire il necessario distanziamento fisico tra le persone va affrontata con azioni concrete e arrivare sul posto di lavoro in sicurezza sarà la chiave di tutto.

Un tema che, a Londra come nelle principali città del mondo, è all’ordine del giorno: c’è chi ha già realizzato una Rete di Mobilità di Emergenza, chi è già in una fase avanzata per comunicare ai cittadini perché è consigliato utilizzare nuove forme di mobilità più sostenibili e meno impattanti sull’ambiente e chi invece è ancora alle prese con la burocrazia per dare l’avvio ai lavori. Una nuova mobilità è possibile, se sai come realizzarla e come comunicarla al meglio.

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