Davide Cassani a Bikeitalia: “Per il futuro dell’Italia educhiamo i giovani all’attività fisica”

27 Maggio 2020

Ho avuto il piacere di fare una chiacchierata “virtuale” a tu per tu con Davide Cassani, il commissario tecnico della Nazionale italiana di ciclismo, in diretta sulla pagina Facebook di Bikeitalia. Davide è un volto noto e uno dei più importanti esponenti e rappresentanti del ciclismo in Italia. Il nostro discorso è stato incentrato prevalentemente sul ruolo che l’attività fisica può avere nel nostro Paese.

Davide Cassani

Cassani si è detto stupito di come l’attività fisica non venga incentivata nel nostro Paese nonostante i numerosi benefici. Riuscire a rendere più attivi gli italiani, secondo Davide, è l’unico modo per ridurre l’incidenza delle patologie croniche, che sono sempre più presenti nel nostro Paese.

Secondo Davide il ruolo chiave in tutto questo sono i bambini. “Bisogna partire da loro”, ha ripetuto più volte durante la nostra chiacchierata. Il che denota una visione decisamente più ampia di quella degli attuali politici, che non riescono nemmeno a decidere quando riaprire le scuole.

“Bisogna introdurre l’attività motoria nelle scuole in maniera organizzata e soprattutto equipararne l’importanza alle altre materie di studio”. Questa frase è molto importante poiché l’educazione fisica è da sempre considerata una materia di “seconda categoria”: molti genitori non la ritengono importante, tanto da farla saltare ai propri figli con continue giustificazioni e lo stesso Ministero dell’Istruzione non sembra darvi peso.

Piccolo aneddoto personale: ricordo che alle elementari (io sono del 1985, ndr) la mia maestra di educazione fisica era quella di matematica, poiché non c’era una figura dedicata.

La preoccupazione di Cassani per i giovani è palese anche in ottica del futuro che il ciclismo professionistico italiano: “Se i ragazzi non vanno in bici, come potremo avere nuovi campioni?” si chiede. “Io ora posso puntare a vincere un campionato del mondo con gli atleti che ho a disposizione ma il commissario tecnico che ci sarà tra 15 anni che atleti avrà se i bambini di 10 anni di oggi non vanno in bicicletta?”.

Questo tema dell’attività fisica e dei ragazzi l’avevo più volte sollevato su Bikeitalia e mi sta molto a cuore, dato che sono papà di un bambino di 4 anni. Oltre al fatto che i bambini italiani sono tra i più obesi in Europa, l’analfabetismo motorio al quale li sottoponiamo li renderà incapaci di affrontare le sfide della vita. Sfide che includeranno decidere delle nostre pensioni e curare le nostre malattie, poichè i bambini di oggi sono i medici e i politici di domani.

Cassani non si risparmia, chiamando in causa anche i genitori dei ragazzi (“se vedono che un bambino non eccelle nella competizione, allora lo ritirano dalla squadra, anziché spronarlo a partecipare e a divertirsi”) e gli allenatori (“C’è troppa competizione sin dalle età dove ci si dovrebbe solo divertire”).

Passando poi al tema della diffusione dell’uso della bicicletta nella popolazione italiana, Davide mette in luce un annoso problema che noi di Bikeitalia sottolineamo sin dai primi giorni del nostro sito: le città italiane vanno ripensate, sono progettate solo per le auto. Cassani cita gli esempi di Copenaghen o Amsterdam, mostrando con amarezza di come “in Italia siamo indietro 20 anni” e che nonostante i timidi esempi di Milano e altre città ciò che stiamo facendo non è nulla in confronto a Oslo o a Londra, che pedonalizza tutta la City.

Una domanda che è emersa leggendo i commenti degli ascoltatori presenti è stata: “Cosa faresti se fossi Ministro dello Sport?”. Con molta umiltà Davide dice di non avere le competenze ma poi afferma che applicherebbe una redistribuzione delle risorse alle piccole società, che sono quelle presenti sul territorio e che promuovono attivamente il movimento nei giovani e negli adulti.

E che, concetto bellissimo ma controverso nel nostro Paese, introdurrebbe una meritocrazia: “Non fondi a pioggia bensì in proporzione ai risultati ottenuti in termini di adesione giovanile e miglioramento delle condizioni di salute della popolazione”.

Un tema importante, poiché spesso i fondi elargiti dal Coni sono utilizzati per mantenere in piedi la macchina delle Federazioni e non per sovvenzionare le società sportive che sono effettivamente le attrici principali della diffusione dello sport in Italia.

Nella lunga chiacchierata (un’ora in totale), con moltissima lucidità e competenza Davide Cassani passa dal tema della lotta all’inquinamento a quello della sicurezza stradale, dalla salute della popolazione all’attività motoria nei bambini. Infine, in modo molto poetico, si lancia in un elogio del viaggio in bicicletta e delle sensazioni che regala, invitando i presenti a viaggiare nella sua regione, l’Emilia-Romagna, per godere dell’ospitalità.

Oltre a essere il ct della nazionale e un grande esperto di ciclismo, Davide Cassani ha mostrato di avere competenza anche in temi come la salute e la promozione dell’attività fisica. La mia speranza è che nel futuro si occupi sempre di più di questi temi, poiché sono essenziali per lo sviluppo e il benessere del nostro Paese e queste idee hanno bisogno di testimonial importanti.

E spero proprio che Davide Cassani si faccia carico di diffondere questo semplice ma rivoluzionario messaggio: “La sedentarietà è una malattia, l’attività fisica la sua medicina”.

Qui trovate la versione integrale della chiacchierata con Davide Cassani:

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