Trenord, flash mob di Legambiente contro il divieto di trasporto bici sui treni

11 Giugno 2020

Gli attivisti di Legambiente Lombardia si sono dati appuntamento giovedì 11 giugno a Milano in Piazzale Cadorna, davanti al quartier generale di Trenord, per protestare contro il divieto di trasporto bici sui treni, misura in vigore dal 3 giugno scorso (Giornata Mondiale della Bicicletta, ndr) che mette i bastoni tra le ruote all’intermodalità.

Per questo l’assedio pacifico con le bici alla sede di Trenord aveva l’obiettivo di tenere alta l’attenzione sul tema e chiedere l’immediato ripristino del servizio di trasporto biciclette sulle linee Trenord, che al momento prevede invece la salita delle sole bici pieghevoli.

Flash mob di Legambiente davanti alla sede di Trenord

Gli organizzatori hanno ribadito la loro volontà di “protestare pacificamente contro il divieto di trasporto delle biciclette sui treni lombardi: un provvedimento non solo chiaramente discriminatorio, ma contro l’economia, la dignità, il lavoro, il buon senso, la sostenibilità. Le nostre biciclette saranno la migliore garanzia di distanziamento fisico” e si sono inginocchiati con le loro biciclette accanto, in segno di protesta.

Al presidio insieme agli attivisti di Legambiente e ai rider – tra i più colpiti dal provvedimento discriminatorio, messo in atto proprio per evitare quello che Trenord ha definito in un infelice comunicato “l’assalto ai treni” – era presente anche l’attore Giovanni Storti del trio “Aldo, Giovanni e Giacomo”, ciclista da sempre e solidale con questa forma di protesta per rivendicare il diritto di trasportare la bicicletta sulle linee di Trenord.

In attesa di soluzioni condivise su cui si sta già lavorando, l’ad di Trenord Marco Piuri ai microfoni di Radio24, nel corso della trasmissione “Effetto Giorno” il 9 giugno aveva precisato: “Con la nostra decisione abbiamo voluto fare emergere il problema delle biciclette ammassate nei treni che creano problemi di sicurezza, non solo perché rendono difficile mantenere il distanziamento, ma perché impediscono l’accesso alle porte di ingresso e uscita che devono restare libere da ostacoli in caso di emergenza. Questa situazione, come azienda ferroviaria non possiamo permettere che esista”.

E aveva poi proseguito: “Numerosi filmati nelle stazioni, e a bordo dei nostri treni documentano la presenza di centinaia di riders saliti sullo stesso convoglio. Ora è aperto un dialogo costruttivo con le associazioni di categoria e i rappresentanti dei lavoratori al fine di trovare soluzioni condivise che consentano a tutti i passeggeri, chi lavora come i riders e chi si muove per tempo libero come i cicloamatori, di viaggiare in sicurezza”.

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