Il ministro Spadafora e quel ricambio (necessario) ai vertici dello Sport

14 Luglio 2020

Sta facendo molto discutere la Riforma dello Sport, in particolare riguardo all’introduzione del limite di 3 mandati (tre volte un quadriennio, in totale cioè 12 anni, ndr) per i Presidenti delle Federazioni Sportive su cui il Ministro dello Sport e delle Politiche Giovanili Vincenzo Spadafora è tornato anche nel corso di una diretta Facebook.

Il ministro dello Sport e delle Politiche Giovanili Vincenzo Spadafora

In particolare, a partire dal minuto 24:00 del video il ministro Spadafora affronta il tema caldo dei “presidenti a vita” e invoca un ricambio che appare quanto mai necessario: “Questa non è una riforma contro qualcuno – afferma Spadafora su Facebook – e non stiamo minando l’autonomia dello sport, come qualcuno dice. Su 40 presidenti di Federazioni 16 stanno lì da quasi 30 anni, ben oltre i tre mandati. Se hanno fatto bene sono contento ma penso che lasciare dopo tanto tempo non sia scandaloso, un bravo dirigente deve anche preparare una successione”.

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Gepostet von Vincenzo Spadafora am Montag, 13. Juli 2020
La diretta Facebook del ministro dello Sport Vincenzo Spadafora

A proposito di ciclismo, tra i presidenti in carica da molto tempo c’è anche Renato Di Rocco, classe 1947, al vertice della FCI (Federazione Ciclistica Italiana) dal 2005 che nel 2020 terminerà il suo quarto mandato consecutivo, quando a gennaio 2021 terminerà il sedicesimo anno alla guida del ciclismo italiano (Federazione di cui è stato anche Segretario Generale dal 1983 al 1997, quindi praticamente altri 14 anni in una posizione apicale, ndr).

Non c’è nulla di personale, come sottolinea anche il ministro Spadafora, ma se una funzione “pro tempore” diventa una carica “a vita” non si produce quel naturale ricambio generazionale e quella sana competizione per emergere e portare nuove idee in un’organizzazione che ha il compito di promuovere lo Sport a tutti i livelli, a cominciare dai bambini, ma soprattutto di creare le basi per il futuro.

Il limite dei tre mandati appare fin troppo generoso e concordiamo con il ministro Spadafora: dopo dodici anni (o più) ai vertici di una Federazione sportiva è giunto il momento di passare la mano.

Come riporta il sito Calcio&Finanza: “A pochi mesi dalle elezioni federali, con il quadriennio olimpico in scadenza, c’è un vero e proprio terremoto nelle varie Federazioni. C’è chi prova a giocare d’anticipo come la Federnuoto, che ha indetto le elezioni per il 5 settembre con il presidente uscente Paolo Barelli, al quinto mandato, che intende ricandidarsi a meno che non entri in vigore prima la nuova legge”.

Riuscirà ad essere approvata ed entrare in vigore la nuova legge prima che qualche presidente “fuori quota” tenti di essere rieletto per l’ennesima volta?

Speriamo che il 2021 riesca dunque a portare volti nuovi ai vertici delle Federazioni sportive: peraltro molti presidenti uscenti hanno già raggiunto (da tempo) l’età pensionabile e hanno tutto il diritto di godersi il meritato riposo dopo tanti anni di lavoro con un compito di così grande responsabilità sulle spalle.

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