La sindaca di Torino su Facebook: “Adesso, basta: gli incidenti stradali non sono colpa delle ciclabili”

1 Settembre 2020

La sindaca di Torino Chiara Appendino dal suo profilo Facebook non le manda a dire e in un lungo post si scaglia contro chi sostiene (come ad esempio parte della stampa locale) che la colpa degli incidenti stradali sia sempre da ricercarsi in soggetti esterni alle auto.

“Adesso, basta”, inizia così il post che in pochissimo tempo ha raggiunto quasi 7.000 “Mi Piace” e 1.000 condivisioni in cui l’Appendino evidenzia come non sia possibile che qualsiasi intervento messo in campo dall’amministrazione per promuovere la mobilità sostenibile venga poi preso di mira come fonte di incidenti stradali.

La presa di posizione della sindaca di Torino è molto netta e sottolinea come la strada non sia territorio esclusivo delle auto ma uno spazio che deve essere condiviso tra più soggetti. L’amministrazione guidata dall’Appendino del resto si è sempre differenziata per una forte volontà nell’aumentare la sicurezza per tutti gli utenti della strada, favorendo interventi di moderazione del traffico e di ciclabilità.

Ma come spesso accade anche in altre città proprio questi interventi vengono tacciati come la fonte di disagio e di insicurezza stradale.

La realtà è che a Torino, come in altre città, il cambiamento della conformazione delle strade a favore dei soggetti più fragili (chi va a piedi, in bici o sul monopattino) va a minare delle abitudini consolidate, generando lo scontento di una minoranza rumorosa che poi viene ripreso dagli organi di stampa.

La sindaca di Torino Chiara Appendino

Il post di Chiara Appendino fa leva sul fatto che qualsiasi utente della strada ha delle responsabilità e come tale deve rispettare delle regole. Se la conformazione della strada è cambiata per dare maggiore spazio a nuove forme di mobilità è pertanto opportuno e necessario che chi guida un’auto si adegui a questo cambiamento, adottando maggiore attenzione e moderando le velocità, che nei controviali di Torino sono state portate per esempio a 20 km/h.

In ultimo l’Appendino ricorda i dati di incidentalità stradale nel solo capoluogo piemontese: 8.409 incidenti, 4.253 feriti e 27 morti.

Siamo certi che molti altri sindaci d’Italia la pensano allo stesso modo della collega torinese, cosa aspettano pertanto a creare un gruppo di lavoro che possa realmente affrontare i temi della mobilità sostenibile e della sicurezza stradale?

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