La futura Ciclovia Tiberina: un percorso di 444 chilometri in otto tappe

1 Ottobre 2020

Riceviamo da Federico Occhionero e volentieri pubblichiamo la descrizione del progetto della futura Ciclovia Tiberina: un percorso di 444 chilometri, disegnato e (ri)cucito dal basso, suddiviso in otto tappe che seguono il corso del fiume Tevere dagli Appennini al Tirreno.

“Seconno er fatto storico romano,
come ce riccontava la maestra,
Romolo e Remo, dentro a ‘na canestra,
vennero giù pe’r fiume, da lontano”.

Trilussa


Il Tevere, secondo solo al Po per l’estensione del bacino idrografico, è il più importante corso d’acqua dell’Italia centro meridionale, se non fosse altro per l’intima relazione scritta in due millenni di convivenza (più o meno forzata) con Roma.

Ciclovia Tiberina - tratto della ciclabile Tevere a Roma

Una presenza, quella del Pater Tiberinus, per lungo tempo rinnegata dagli
orizzonti culturali, sociali ed economici della città eterna come delle province lambite. Una rimozione psicologica prima che fisica, a spingere sempre più lontano la presenza umana, assurdamente contraria alla bellezza che fiorisce indisturbata intorno alle sponde e che oggi potrebbe tornare ad essere luogo di cittadinanza e di memoria, anche grazie ad un percorso cicloturistico.

Dal lavoro di avanscoperta del pioniere Igino Stefani e dalle esplorazioni che sono seguite in più riprese nel corso del tempo, dopo due anni di sopralluoghi, a fine agosto 2020 infatti viene presentato online il tracciato integrale della futura Regina Ciclovia Tiberina.

Un corridoio ciclabile pensato, esplorato, (ri)cucito dal basso, seguendo il mormorio del Tevere dalle Sorgenti Fumaiole all’Oceano Mare.

Ciclovia Tiberina Tevere - famiglia pedala su percorso sterrato lungo il fiume

Quattro regioni attraversate, una Capitale e una varietà di atmosfere in continua evoluzione. Dalle forre selvagge dell’Appennino romagnolo alle mete balneari di Ostia e Fiumicino, pedalando nei paesaggi modellati dal fiume e dal tempo. Questa è la vocazione della Ciclovia Tiberina, che segue il corso del Tevere dalla sorgente alla sua foce.

L’impronta degli antichi porti fluviali, la fuga in avanti delle vaste pianure
coltivate, la memoria dei centri urbani dell’Italia nascosta, la natura grandiosa radicata un’ansa dopo l’altra, in una geografia di scenari dalle sfumature sorprendenti.

Lungo l’asta fluviale una collezione di aree protette per una pausa all’ombra (un sito Natura 2000, un parco fluviale, diverse oasi e riserve), di dighe imponenti da ammirare, di borghi secolari in cui rivivere le atmosfere del passato.

444 km da srotolare in otto tappe, confezionate prevalentemente su strade bianche, vie secondarie, argini e corridoi interpoderali. In aggiunta alla traccia principale, diverse divagazioni (in via di ampliamento) permettono di arricchire l’orizzonte delle pedalate.

Scendendo a favore di corrente si incontrano infatti: l’Anello Fumaiolo, l’Anello Trasimeno, l’Anello di Osa, il Grande Sentiero Anulare, la Randonnée delle Regine (Viarum e Ciclarum) e il percorso Dolce Spiaggia (ad anticipare la futura Ciclovia Tirrenica nel tratto di avvicinamento a Roma).

A queste si aggiunga la “Via dell’Acqua”, che da Assisi propone una interessante variante per Spoleto e Terni, riconfluendo nel Tevere all’altezza di Orte.

Un caleidoscopio di suggestioni raccolte nella piattaforma online “MappaTevere360”, che alle tracce GPS aggiunge l’incredibile collezione di 280 foto sferiche scattate durante le esplorazioni. Un nuovo modo di raccontare il fiume: a tutto tondo, per non perdersi neanche una prospettiva.

Ciclovia Tiberina Tevere - in bici lungo gli argini del fiume

Infine, a sostanziare visioni e suggestioni, la produzione di brevi filmati che abbracciano dall’alto la magia di un fiume dai mille nascondigli. Un interesse crescente testimoniato oltre che dall’attività del social e dalle visite al sito, anche dalle visualizzazioni: 5.000 per la mappa e 80.000 per le foto (fonte Google).

Il progetto, ispirato e sostenuto dai Volontari della Discesa Internazionale del Tevere (arrivata quest’anno alla XXXXI edizione, www.tibertour.com) è frutto della tenacia dei Gatti della Regina Ciclarum e di tutti coloro che hanno partecipato condividendo le loro conoscenze.

Ben lontano dall’essere conclusa, questa iniziativa è innanzitutto un invito a tutti i temerari del sellino perché partano all’avventura. Punti ristoro occasionali, strutture ricettive distanti, segnaletica intermittente, presenza umana rarefatta, fango e incertezze da ottobre a maggio sono solo alcuni degli imprevisti con cui sarà necessario cimentarsi.

Ma la via è tracciata, pronta a farsi strada e viaggio, epica e racconto per tutti coloro che vorranno raccogliere la sfida e partire lì dove la via sgorga dal terreno, e terminare lì dove l’acqua si fa onda salata.

Per chi non ha 8 giorni pieni, è possibile procedere per avvicinamenti successivi, magari concentrandosi sui tratti più “facili”, che siano in Umbria o a Roma.

La presenza dei trasporti pubblici (in primis le ferrovie) permette una scoperta graduale. Una mattina, una giornata o un weekend, diverse sono le formule per riscoprire il Tevere in più riprese. Complice anche lo sviluppo metrico, il più delle volte in armonia con la discesa verso il mare.

Un primo passo verso le regioni Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Lazio che da oggi non hanno più scuse: nell’epoca del turismo di prossimità, della mobilità dolce, dei centri minori e delle economie locali, il futuro della Regina Ciclovia Tiberina è il futuro di un paese che prova a focalizzare le sfide emergenti e punta a concretizzare – anche nei confronti del Tevere – nuovi paradigmi di sostenibilità e cura della propria terra.

Turismo, cultura, mobilità, sport, tradizioni… Siete pronti a partire?

Per approfondimenti: www.reginaciclarum.it

(Federico Occhionero)

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