Dpcm e attività sportiva all’aperto: seguiamo le regole e usiamo il buonsenso

9 Novembre 2020

[Articolo aggiornato il 28 Giugno 2021]

In base alle ultime disposizioni della Presidenza del Consiglio e all’ultimo DPCM è possibile continuare a praticare l’attività sportiva all’aperto, come la corsa e il ciclismo?

Venerdì 23 Aprile 2021 è entrato in vigore il nuovo Dpcm (valido fino al 31 Luglio 2021, ndr) con cui il governo, per contrastare la diffusione della pandemia da Covid-19, ha diviso l’Italia in quattro zone (bianca, gialla, arancione, rossa) a seconda della situazione epidemiologica e ciascuna ha un diverso grado di limitazione per tutte le attività sul territorio, compreso lo sport all’aria aperta.

Attività sportive all'aperto: che cosa si può fare e dove, in base al colore della zona della propria Regione

Posso andare in bici o fare jogging?

I colori vengono attribuiti ogni settimana dal Ministero della Salute alle Regioni: dal 23 Aprile 2021 le colorazioni delle Regioni vengono decise settimana per settimana.

Le ultime disposizioni per chi pratica attività fisica all’aperto, dunque, variano da una zona all’altra e possono essere così riassunte:

Attività Sportiva: cosa prevede il DPCM?

Zona bianca

In zona bianca non ci sono limitazioni di orario, rimane d’obbligo il distanziamento di un metro per svolgere attività motoria e due metri per l’attività sportiva.

Zona gialla

Non ci sono limitazioni territoriali, ci si può quindi spostare anche al di fuori del proprio Comune di residenza. Bisogna rispettare il coprifuoco dalle 24 alle 5: in questa fascia oraria dunque non è possibile svolgere alcuna attività sportiva all’aperto (e tutti gli altri spostamenti devono essere giustificati). Quali sono le regioni in area gialla?

Per quanto riguarda la bici il sito del governo precisa che, in zona gialla: “È possibile utilizzare la bicicletta per tutti gli spostamenti consentiti, mantenendo la distanza di almeno un metro dalle altre persone. È inoltre consentito utilizzarla dalle 5 alle 24 per svolgere attività motoria all’aperto, sempre nel rispetto del distanziamento di almeno un metro, e per svolgere attività sportiva, nel qual caso il distanziamento deve essere di 2 metri”.

Zona Arancione e Arancione Rinforzata

Attività sportive all’aperto come la bicicletta e la corsa sono consentite, come previsto per la zona gialla, e ci si può spostare dal territorio del proprio Comune di residenza (per maggiori informazioni si leggano le FAQ del Governo – nella sezione “Spostamenti” – alla voce “È possibile recarsi in un altro Comune al solo scopo di fare lì attività sportiva? In alternativa, è possibile varcare i confini comunali mentre si pratica l’attività sportiva per concluderla comunque all’interno del proprio Comune?”)

Per la bicicletta, intesa anche come mezzo di trasporto, valgono le stesse regole della zona gialla (con l’aggiunta di restare nel territorio comunale): “È possibile utilizzare la bicicletta per tutti gli spostamenti consentiti, mantenendo la distanza di almeno un metro dalle altre persone. È inoltre consentito utilizzarla dalle 5 alle 24 per svolgere attività motoria all’aperto, sempre nel rispetto del distanziamento di almeno un metro, e per svolgere attività sportiva, nel qual caso il distanziamento deve essere di 2 metri”.

Zona rossa

Il DPCM consente di praticare running o ciclismo anche al di fuori del proprio Comune di Residenza. La destinazione finale dell’attività dovrà comunque coincidere con il punto di partenza:

“Nell’area rossa è consentito svolgere l’attività sportiva esclusivamente nell’ambito del territorio del proprio Comune, dalle 5.00 alle 24.00, in forma individuale e all’aperto, mantenendo la distanza interpersonale di due metri.

È tuttavia possibile, nello svolgimento di un’attività sportiva che comporti uno spostamento (per esempio la corsa o la bicicletta), entrare in un altro Comune, purché tale spostamento resti funzionale unicamente all’attività sportiva stessa e la destinazione finale coincida con il Comune di partenza”.

Queste le regole da rispettare per l’attività fisica all’aria aperta, ma bisogna anche usare il buonsenso, come avevamo sottolineato su Bikeitalia in una diretta Facebook proprio il giorno in cui sono erano entrate in vigore le disposizioni del primo Dpcm durante il primo lockdown (2020):

Soprattutto chi risiede in una zona rossa, fermo restando che l’uso della bici per le normali attività quotidiane come mezzo di spostamento è consentito, a nostro avviso dovrebbe evitare di prendere ulteriori rischi: quindi – invece che fare un percorso accidentato in Mtb, una discesa di downhill o un lungo su strada “a tutta” – sarebbe il caso che almeno fino al 31 Luglio 2021 che le pedalate sportive e l’allenamento continuassero in altro modo, ad esempio in casa utilizzando i rulli e facendo anche esercizi a corpo libero per migliorare il core, la postura e la muscolatura.

Ciclismo biomeccanica rulli Bikeitalia allenamento indoor

Esattamente come abbiamo fatto nel corso del primo lockdown di marzo/aprile 2020, invitiamo tutti a fare una piccola rinuncia individuale per un bene collettivo.

Naturalmente è importante restare sani, dunque continuare a tenersi in forma con esercizi specifici da fare in casa o all’aria aperta con moderazione, rispettando le prescrizioni del Dpcm: è auspicabile per poi poter tornare a pedalare liberamente anche per allenarsi, quando si potrà fare serenamente.

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Commenti

18 Commenti su "Dpcm e attività sportiva all’aperto: seguiamo le regole e usiamo il buonsenso"

  1. Giulio ha detto:

    Penso che farò come al primo (serio) lockdown: mai scendere sotto i 500 mslm, massimo giri di 30 km esclusivamente nel parco naturale intorno casa per non incrociar nessuno, in discesa senza farsi male👍💪🏁
    …peccato che a questo giro lunedì mi tocca lavorare, altrimenti la Levo la lavavo lunedi😉

  2. Mario ha detto:

    Per me il problema principale è se ci si fa male e si finisce al pronto soccorso con gli ospedali saturati dall’emergenza covid(ma anche in casa ci si può fare male in vari modi)…perchè è ridicolo additare runner o ciclisti di essere vettori di contagio(io poi vado il 90 per cento delle volte da solo in mountain bike)…con la mountain bike è più facile farsi male da soli se si cade facendo sentieri tecnici…con la bici da corsa siamo per strada e esposti a rischio di incidenti con auto e mezzi vari…nel comune dove abito io ho un parco naturale di oltre 400 ettari con una bella sterrata di 6km vietata al traffico a motore che sale nel bosco in cima ad un monte la cui cima è usata come decollo con il parapendio…500 metri di dislivello…credo non ci sia nulla di male a farla per non perdere la gamba e il fiato(e rimanere in salute)…e ridiscenderla a velocità moderata evitando I sentieri ripidi e tecnici che la tagliano…c’è anche chi non vuole/puó spendere una follia per I rulli smart(che poi fai di nuovo fatica a trovare),pagare l’abbonamento a zwift(che a me non dice nulla sinceramente…fa anche schifo graficamente rapportato alle possibilità dei computer moderni…neanche lo sforzo di creare mappe fotorealistiche di strade reali, con quello che si fanno pagare di abbonamento)per fare il criceto altri tre mesi(io in quel periodo mi sono arrangiato con la cyclette recuperata in cantina, ma dopo due settimane mi sono rotto le scatole e ho mollato demoralizzato, facendo altri 2 mesi e mezzo di vita completamente sedentaria)…e tutto il setup oltre al costo occupa anche spazio in casa che non tutti hanno…

  3. Giovanni ha detto:

    Io odio e non posseggo i rulli. Non avrei neppure i soldi per comprarli.andare in bici è liberare corpo e mente.faccio un Gravel tranquillo senza mai cercare rischi.ho 65aa e vado in bici da sempre.ho corso su strada e MTB da ragazzo ma poi ho scelto la libertà della bici non la gara.andavo al lavoro facendo 30km invece di 20 per evitare strade trafficate.il mio rischio più grande è andare in depressione.(ho fatto tre volte la Francigena percorrendo 900km per volta, l’ultima a settembre)buona pedalata attorno al rione/quartiere a tutti.

  4. Gabriele ha detto:

    Senza scendere nel commento specifico di ogni singolo termine, faccio sommessamente notare che:
    1) Le precisazioni del ministero indicano che si può fare attività sportiva, senza fare riferimento alla prossimità dell’abitazione. Se avessero voluto indicarlo, avrebbero accomunato il concetto alla frase precedente.
    2) Abito in un comune di 1.000 abitanti, sinceramente è un po’ difficile fare attività sportiva in bici senza allontanarsi da casa; e credo che questo il legislatore l’abbia considerato.
    3) Forse non tutti hanno la volontà di spendere soldi nell’acquisto dei rulli.
    4) L’ENORME ERRORE è quello di fare di ogni erba un fascio e nel dubbio non fare ciò di cui si ha diritto. A questo punto siamo sicuri che sia una buona pratica quella di uscire a piedi? Magari una macchina potrebbe investirci, e noi potremmo finire all’ospedale e prenderci il COVID. La vita va vissuta, non subita. Nel rispetto delle regole. E se le regole non ci sono, non bisogna inventarsene.

  5. Lucatbk ha detto:

    Cari Signori siete una banda di ignoranti.
    1) il decreto non mette limitazioni per la”attività individuala all’aperto.
    2) Buon senso dice che se le persone si spostano anche da sole nel proprio comune possono provocare assembramenti per le dimensioni del comune e il n. Di biker presenti.
    3) Qui non si tratta di incarcerare le persone ma di evitare assembramenti quindi più è vasto il territorio meno si incappa in questi problemi, anzi sono del tutto nulli.
    4) Sarebbe ora che per il bene comune si finisse di scrivere stupidaggini.

    Un saluto a tutti i ciclisti e buona pedalate a tutti

    1. Manuel Massimo ha detto:

      Il suo commento ci attribuisce cose che non abbiamo mai scritto e contiene considerazioni ingiuriose: confermiamo il senso – e il buonsenso – della nostra riflessione, fatta alla luce del contenuto del Dpcm e della situazione del Paese, che nelle zone rosse è particolarmente delicata. La invitiamo altresì a moderare i toni: le critiche costruttive sono sempre bene accette, gli insulti gratuiti no.

      Manuel Massimo – Direttore responsabile di Bikeitalia.it

  6. Claudio ha detto:

    Articolo che contiene gravi errori (accomuna attività motoria ed attività sportiva) e che fornisce indicazioni ai lettori non sempre in linea con le norme e le circolari successive.

    1. Manuel Massimo ha detto:

      L’articolo non accomuna attività motoria e attività sportiva ma, appunto, distingue le due e riporta quello che è scritto sul sito del governo citato tra virgolette. Inoltre, in conclusione, ci rivolgiamo a chi risiede in zona rossa e la nostra richiesta è esplicita per quanto riguarda l’attività sportiva:

      “Soprattutto chi risiede in una zona rossa, fermo restando che l’uso della bici per le normali attività quotidiane come mezzo di spostamento è consentito, a nostro avviso dovrebbe evitare di prendere ulteriori rischi: quindi invece che cavillare sul concetto di “prossimità” per capire se è possibile spingersi ai confini del proprio Comune per fare un percorso accidentato in Mtb, una discesa di downhill o un lungo su strada “a tutta”, sarebbe il caso che almeno fino al 3 dicembre 2020 le pedalate sportive e l’allenamento continuassero in altro modo, ad esempio in casa utilizzando i rulli e facendo anche esercizi a corpo libero per migliorare il core, la postura e la muscolatura”.

      Manuel Massimo – Direttore responsabile di Bikeitalia.it

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