Vita da Rider | Comparazione tra due piattaforme: chi paga di più?

15 Gennaio 2021

Chi ha la Partita Iva, i primi giorni di gennaio, si ritaglia del tempo per tirare le somme dell’anno appena concluso, sistemare le fatture e confrontare i guadagni rispetto all’anno precedente.

Anche il rider lo deve fare, dato l’unico modo per poter collaborare con le piattaforme di consegna a domicilio è quello di aprire la Partita Iva (se si superano i 5.000 euro di fatturato annui).

Per i motivi che ho già scritto negli articoli precedenti, nel 2020 ho dedicato la maggior parte del mio tempo a questa attività, mettendolo al primo posto delle mie priorità lavorative, cercando di lavorare almeno 5 giorni a settimana (ovviamente sempre nei weekend). Inoltre, cosa importante, non ho lavorato solo con una piattaforma ma con due, per avere maggiori garanzie.

Rider guadagno Deliveroo Just Eat

Ebbene questi sono i risultati.

Da metà aprile fino a dicembre con Just Eat ho guadagnato 6.625,49 euro consegnando 858 ordini (una media di 7,72 euro a consegna) mentre con Deliveroo da giugno a dicembre ho smistato 685 ordini per un guadagno di 3.727,37 euro (con una media di 5,44 euro a consegna).

Più lontana è la consegna, maggiore è il compenso; alcuni giorni raggiungi la tripla cifra di fatturato, altri invece ti domandi perché hai deciso di fare questo lavoro.

Ci tengo a precisare che questo è il guadagno lordo in cui sono compresi incentivi per maltempo/festività (+10%), bonus presenza, mance, eccetera.

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Just Eat è quella che paga meglio la singola consegna ma tra un ordine e l’altro possono trascorrere diversi minuti. Tende a far lavorare poco ma tutti i rider che sono attivi.

Deliveroo, invece, ti offre di meno ma è più “meritocratica”: se accetti tutte le consegne e non rifiuti nessun ordine riesci a lavorare con più continuità, però spesso ci sono degli ordini che per il rapporto distanza/guadagno non conviene accettare, soprattutto quelli che ti portano nei quartieri più remoti della città.

A novembre 2020, Deliveroo ha attivato il Free Login: dalle 11 alle 23 puoi andare online quando vuoi senza più dipendere dalle sessioni di lavoro scelte dall’app. In questo modo sono aumentati i guadagni e per molti rider è possibile finalmente iniziare a pensare di renderlo un vero lavoro. Due terzi dei guadagni con Deliveroo sono avvenuti negli ultimi due mesi dell’anno.

È tanto, è poco? Quante saranno le ore in cui ho lavorato? È adeguato rispetto alle migliaia di chilometri che ho pedalato? Non ho delle risposte a queste domande ma sicuramente posso dire che sono state quasi le uniche entrate nell’anno solare 2020.

Rispetto a chi utilizza un veicolo a motore, il rider ha meno costi. C’è da dire però che sono arrivato ad un certo punto in cui ho dovuto cambiare entrambi i copertoni, tutto il sistema di frenata (da freni a disco meccanici a quelli idraulici), pedali, parafanghi, cerchioni, luci.

Buche, strade dissestate e un naturale logoramento della bici mi hanno obbligato a fare un bell’investimento.

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Spesso mi immagino di fare il rider in Olanda o in Danimarca: quanto sarebbe più sicuro e semplice?

Se dovessi fare una classifica delle migliori aziende per noi rider senza ombra di dubbio queste con cui ho lavorato sono ai primi posti (immaginate voi le altre). Mi ritengo fortunato a non aver dovuto aspettare settimane/mesi prima di iniziare a collaborare con loro perché durante il primo lockdown la ricerca di nuovi rider era alta.

Inoltre il caso mi ha portato a iniziare con “le migliori” evitando quelle aziende che pagano una miseria ma che, anzi, dovrebbero chiudere baracca e burattini.

Senza fare nomi (basta dire che è l’unica azienda condannata dalla giustizia italiana per caporalato) vi racconto questa breve storia (triste).

Una sera, stavo per finire il mio turno, era stata una buona sessione di lavoro ed ero soddisfatto di come era andata. Vado in un ristorante per ritirare l’ultimo ordine e trovo un altro rider. Solitamente butto sempre la battutina «Ehi amico, tutto bene? Big money tonight eh!». Lui scuote la testa e mi racconta che lavorando con questi maledetti in un’intera giornata (dalle 12 alle 21) aveva effettuato solo 4 consegne retribuite 2,5€ o giù di lì. Ma non consegne rapide e vicine. Mi mostra l’app e mi fa vedere che per quell’ordine avrebbe dovuto pedalare per 3 chilometri (in più sarebbe dovuto tornare indietro): 10 euro lordi in un giorno.

Torno a casa e vi assicuro che ero malinconico ma anche arrabbiato nei confronti di chi fa ricadere il rischio di impresa sui rider.

Forse perché siamo figli dei nostri tempi e siamo sempre molto diffidenti con quello che si legge sui giornali, ma la reazione che ho avuto dopo la chiacchierata è stata molto più radicale rispetto a quando la notizia è apparsa sui media.

Quando ho iniziato questo lavoro non avevo pregiudizi, non avevo aspettative sui guadagni ma volevo solo uscire di casa durante il lockdown.

Dopo mesi di lavoro devo ringraziare chi prima di me ha scioperato o manifestato per migliorare la condizione di lavoro dei rider. Piccoli passi sono stati fatti ma – ve lo assicuro – c’è ancora molto da fare.

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