MobilitARS: prove tecniche di resilienza urbana nel mondo che cambia

18 Febbraio 2021

Che fare? Per trasformare le nostre città e renderle non solo sane ma anche resilienti – cioè in grado di far fronte alle tante emergenze che le assediano – il tempo a nostra disposizione è poco, anzi: possiamo dire di essere già immersi in un presente che ha preso una brutta piega e dobbiamo impegnarci per cambiare strategia, per fare ciascuno la propria parte e realizzare un obiettivo collettivo più ambizioso e salvaguardare la salute del pianeta, cominciando dagli spazi pubblici condivisi.

La terza giornata di MobilitARS, il simposio digitale formativo organizzato da Bikenomist con il supporto di Selle Royal Group, ha affrontato il tema della “Città Resiliente” a partire dall’emergenza climatica: se il Covid-19 ci ha messo di fronte a una pandemia globale e inattesa, i cambiamenti climatici sono un problema più grande che sul lungo periodo diventerà ancora peggiore se non lo affrontiamo compiutamente e con cognizione di causa oggi.

Mobilitars Resilienza

Mentre veniva trasmesso in streaming MobilitARS, il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi pronunciava il suo discorso programmatico al Senato, di cui riporto un passaggio a mio avviso significativo: “La risposta della politica economica al cambiamento climatico e alla pandemia dovrà essere una combinazione di politiche strutturali che facilitino l’innovazione, di politiche finanziarie che facilitino l’accesso delle imprese capaci di crescere al capitale e al credito e di politiche monetarie e fiscali espansive che agevolino gli investimenti e creino domanda per le nuove attività sostenibili che sono state create. Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta“.

Corso online per realizzare la città delle biciclette

Corso online: Realizzare la città delle bici

Proprio il tema del futuro da lasciare alle prossime generazioni e alla cura della nostra “casa comune”, la Terra, è stato al centro della relazione di Padre Joshtrom Isaac Kureethadam (Don Josh) – Coordinatore Settore Ecologia e Creato, dicastero per la promozione dello sviluppo umano, Città del Vaticano – che ha trattato l’argomento in maniera illuminante.

D’altra parte l’attenzione per l’ambiente da parte del pontificato di Papa Francesco contenuta nell’Enclicica Laudato Si’ è evidente e non scontata:

Don Josh ha affrontato diversi temi “resilienti”, tra cui quello della mobilità sostenibile: scegliere di abbandonare l’auto per utilizzare i mezzi pubblici, andare in bicicletta o a piedi è qualcosa che fa bene alla società. Lo stesso Papa Francesco quando era vescovo di Buenos Aires prendeva l’autobus. Per innescare il cambiamento nella società occorre fare massa critica:

Tutto il discorso di Don Josh verte sul concetto di rispetto: per gli altri, per sé, per la natura che ci circonda. La resilienza è una capacità che va anche coltivata e può diventare la cifra distintiva di un piano di azioni concrete: lo ha spiegato alla platea virtuale del simposio MobilitARS Piero Pelizzaro, Chief Resilience Officer del Comune di Milano, che ha illustrato i risultati ottenuti negli ultimi 4 anni:

Chiaramente una città è un sistema complesso: per farla funzionare e promuovere il cambiamento bisogna agire a più livelli e con obiettivi precisi, la cosa fondamentale è governare la transizione e indirizzare le politiche in modo coerente per far fronte alle difficoltà presenti e prepararsi ad affrontare quelle future.

I contenuti della mattinata di mercoledì 17 febbraio sono stati tanti e di livello, per chi non l’avesse seguita è disponibile di seguito il link (e nella descrizione del video streaming su YouTube il minutaggio dei diversi interventi in scaletta):

In particolare nel panel sull’intermodalità ho trovato la relazione di Giuseppe Grezzi – Coordinatore Generale Area Mobilità e Spazio Pubblico, Città di Valencia – molto motivante: in 5 anni avendo ben chiari gli obiettivi che si vogliono raggiungere è possibile trasformare una città per renderla più a misura di bicicletta e accogliente per le persone che l’abitano (la ciclonvallazione “Anell Ciclista” è stato il progetto intorno al quale si è costruita questa grande trasformazione urbana, ndr).

Il patrimonio di competenze e conoscenze veicolato da MobilitARS è stato fonte di ispirazione anche per ulteriori iniziative sul tema, come anticipato dal Professor Stefano Maggi dell’Università degli Studi di Siena: si sta concretizzando l’idea di istituire una Summer School sulla Mobilità Sostenibile, perché c’è assolutamente bisogno di formazione “resiliente” su questi argomenti che sono e diventeranno sempre più centrali per lo sviluppo delle nostre città.

E naturalmente Bikenomist – che oltre a essere editore di questa testata si occupa di promozione della mobilità sostenibile a 360° – ha già dato la propria disponibilità a collaborare fattivamente per la riuscita del progetto.

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