Superciclabili: che cosa sono e perché servono per cambiare la mobilità in Italia

22 Febbraio 2021

Nell’ambito del simposio digitale formativo MobilitARS – durante il terzo appuntamento di mercoledì 17 febbraio 2021 – un’interessante relazione si è soffermata su un tipo di infrastruttura ciclistica che è diffusa in Olanda e Danimarca – dove come sappiamo la ciclabilità è una pratica quotidiana, popolare ed efficiente – e che potrebbe segnare una svolta se introdotta anche in Italia: la superciclabile.

superciclabili pista ciclabile

Per farlo, abbiamo discusso con Matteo Jarre, Mobility Analyst presso DECISIO, analista che si occupa ogni giorno di progetti di ciclabilità per portare in Italia le migliori best practice adottate nel Nord Europa. Ecco che cosa ci ha raccontato.

Le molte facce della superciclabile

Fin dall’esordio del suo intervento, Jarre ha voluto chiarire che una superciclabile non è definibile semplicemente come una infrastruttura ciclistica: è molto di più. E’ un presidio medico, perché come già discusso nella seconda giornata di MobilitARS, è una infrastruttura che permette la mobilità attiva e la salute degli utenti; è una linea del trasporto pubblico perché integrata nella rete del trasporto locale; è un mezzo di educazione per le nuove generazioni che imparano la condivisione dello spazio, l’educazione civica e un rapporto sano con lo spazio che li circonda; è una politica di welfare sociale, per distribuire benessere e salute alla popolazione.

superciclabili mobilità mobilitars

La superciclabile si posiziona come infrastruttura strategica per gli spostamenti intercomunali per pendolari e logistica su ruote leggere. Infatti, è una soluzione strategica per incentivare uno spostamento attivo a distanze anche superiori ai 10 km, per fornire una alternativa sana, sostenibile ed economica all’uso dell’auto privata.

superciclabile intermodalità

Oltre a ciò, una superciclabile non può prescindere da due altre caratteristiche fondamentali. La prima consiste nell’avere un alto standard costruttivo: una superciclabile è una infrastruttura ben progettata, comoda e in armonia con l’ambiente circostante, che permette alte velocità di crociera e un’alta capacità di traffico. La seconda è quella di essere ben integrata nella rete di trasporto pubblico: una superciclabile serve come asse strategico di spostamento per raggiungere punti nevralgici (centri cittadini, stazioni ferroviarie, ecc.) che permettano un utilizzo intelligente di diverse soluzioni di trasporto. In una parola, intermodalità.

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Perché costruire superciclabili?

Matteo Jarre ha voluto mettere sul tavolo ben cinque ragioni che spiegano perché pensare a delle superciclabili anche in Italia è sicuramente una strategia vincente:

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  • Perché il 75% dei nostri spostamenti quotidiani avviene entro i 10km: ciò significa che potrebbero essere fatti con agio in bicicletta, magari elettrica, e una superciclabile porterebbe un notevole vantaggio nel processo di cambiamento;
  • Perché la ciclabilità si lega strategicamente al trasporto pubblico, diventando un alleato di quest’ultimo (non un competitor, come purtroppo è la considerazione generale in Italia) e contribuendo a fornire un sistema di trasporto alternativo all’auto privata efficiente e sostenibile;
  • Perché le superciclabili, rispetto ad una strada statale di ugual lunghezza, sono estremamente più economiche (meno di 1mln €/km contro un costo variabile tra 5 e 30 mln €/km), decisamente più veloci da realizzare (in media dai 3 ai 7 anni contro le decine di anni di una superstrada) e infine ripagano la società del loro costo entro 5 anni (contro i decenni di una strada per auto);
  • Perché permettono spostamenti sostenibili, ambientalmente ed economicamente. Gli spostamenti in bicicletta, infatti, generano impatti positivi che valgono decine di centesimi al km per l’economia nazionale – poiché le persone che si muovono attivamente sono più sane, più produttive e più felici – al contrario dell’auto, che genera impatti negativi su PIL e salute;
  • Le superciclabili riescono ad ospitare strategicamente le nuove evoluzioni del mercato del ciclo, dalle cargo bike per la logistica alle biciclette elettriche per gli spostamenti privati;
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Come fare per portare le superciclabili in Italia?

Matteo Jarre ha voluto spiegare, al termine del suo intervento, non tanto quali norme tecniche o ingegneristiche utilizzare per la costruzione di questa moderna infrastruttura, ma ha scelto di raccontarci che il problema principale che si incontra nella realizzazione di queste opere è politico.

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“La cosa che dobbiamo tenere presente” dice Jarre, “è che noi finora abbiamo realizzato infrastrutture anche con un elevatissimo grado di complessità tecnica […] ciò che dovremmo fare [ora,ndr] è affrontare questa complessità politica”. Per farlo è necessario affrontare queste tematiche di rivoluzione della mobilità proponendo un approccio interdisciplinare, che sappia analizzare e comunicare efficacemente alle istituzioni e alla cittadinanza i numerodi benefici di questa soluzione.

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Concludendo, sono bastati i 15 minuti a disposizione di Matteo Jarre per convincere tutti dell’importanza strategica e delle potenzialità di una soluzione come le superciclabili. Sono progetti come questo, infatti, che possono segnare davvero un passo avanti verso il futuro del nostro paese oppure l’immobilità e la perdita di una occasione di rilancio e rinascita per il nostro paese. Vi segnaliamo che qualcosa si sta già muovendo: nella Piana Fiorentina si parla già di superciclabile, così come tra Bergamo e Treviglio e nell’idea lanciata a MobiliARS dall’Assessora Benassi (Parma) di una Ciclovia Emilia.

Le proposte ci sono, è il momento che la politica abbracci una visione strategica del futuro che giovi a tutti i cittadini. MobilitARS chiuderà i lavori il prossimo 24 febbraio e vi invitiamo a non perdere la diretta registrandovi sul sito www.mobilitars.eu, per ricevere sintesi e materiali alla fine del simposio.

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