Bici 2021: le potenzialità (inespresse) del mercato dell’usato

9 Aprile 2021

Vetrine semivuote, prodotti introvabili, clienti scontenti. Se c’è una categoria che più di tutte ha sentito sulla propria pelle il netto passaggio tra il boom della bicicletta nella stagione 2020 e i ritardi e le mancanze del mercato di quest’anno sono sicuramente i negozianti. Nei primi mesi di questo pazzo 2021 imprenditori grandi e piccoli si trovano inesorabilmente schiacciati da una parte dall’insostenibile domanda dei clienti in cerca di biciclette da acquistare e dall’altra dalle mancanze e dei continui ritardi nella produzione e nelle consegne dei fornitori.

Se lo scorso anno le vendite sono esplose in maniera clamorosa, sommergendoli di lavoro e di fatturato, nel 2021 i titolari dei negozi di bici stanno lottando col coltello tra i denti per riuscire a soddisfare le richieste dei loro clienti. Pur essendo tra le poche attività commerciali che sono potute rimanere aperte anche durante gli ultimi lockdown, i negozi di bici hanno dovuto ingegnarsi non poco per provare a venire a capo di questa spiacevole situazione commerciale di cui ancora non si vede la fine.

negozio bici riparazione vendita

BICI NUOVE: MANCANZE E RITARDI

Quello che balza subito all’occhio di ogni cliente che entra in un qualsiasi negozio di bici in questo periodo è certamente la desolante carenza di bici esposte. Solitamente in primavera i negozianti si trovavano i locali e i magazzini pieni di biciclette pronte per essere vendute durante il picco della stagione, che va da aprile a giugno.

Oggi invece le bici a disposizione dei negozianti, e quindi dei clienti, sono pochissime e con prezzi aumentati rispetto all’anno passato. In certi negozi questo numero è addirittura meno di un quinto del normale, con i titolari disperati per non poter accontentare i loro clienti che continuano a entrare o a telefonare in negozio. I continui ritardi nelle consegne delle bici già prenotate a inizio stagione, ovvero nell’estate/autunno dell’anno scorso, costringono gli esercenti a doversi continuamente giustificare con chi, a ragione, si lamenta per una bici che sarebbe dovuta arrivare mesi fa o che magari non arriverà mai più.

Meccanica per Mountain Bike

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E questo discorso vale sia per la bassa che per la media gamma, con rarissime eccezioni per l’altissima gamma, ovvero per le bici sopra i 7/8mila euro. Sono pochi i negozianti che, rifornendosi da tanti produttori diversi, sono riusciti a racimolare qualche pezzo qua e là giusto giusto per riempire il negozio, accontentandosi di quello che offre il mercato, in vista della bella stagione.

BICI ASSEMBLATE IN NEGOZIO

Vista la scarsità di biciclette che arrivano dai produttori, in molti hanno pensato di sopperire a questa mancanza montando le bici in negozio partendo da telai nudi e crudi. In questi primi mesi dell’anno c’è stato un considerevole aumento dei clienti che hanno preferito farsi montare una bici da zero direttamente dal negoziante, spendendo qualcosa in più, pur di non rimanere a bocca asciutta.

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Sempre più negozianti hanno infatti iniziato a creare biciclette per i loro clienti, ma non senza difficoltà, perché così come per le bici complete c’è grossa crisi anche per le componenti di assemblaggio. Gruppi cambio, freni e persino certi tipi di ruote, sono diventati merce rara se non introvabile presso i fornitori. E quando questi si trovano i loro costi sono lievitati, costringendo così il negoziante ad aumentare il prezzo del prodotto finito. Se l’anno scorso una gravel veniva montata da zero a 700 euro, quest’anno la stessa identica bici assemblata dal meccanico con le stesse componenti, andrebbe a costare anche 1.100 euro.

L’USATO CHE (ANCORA) NON DECOLLA

Quella che in questa anomala situazione avrebbe potuto fare la parte del leone sarebbe stata la vendita dell’usato, ma così non è stato fino a questo momento, o almeno così raccontano i negozianti da noi interpellati e questa è la sensazione generale. I motivi di questa falsa partenza sono molteplici e di varia natura. In primis ci sono molti clienti che sono ancora reticenti nel comprare un usato, seppur di qualità e ricondizionato, a certi prezzi da loro ritenuti troppo alti.

Poi c’è il fatto che tutti quelli che stanno ancora aspettando la nuova bici che non arriva sono restii a vendere la loro attuale due ruote, proprio per non rischiare di rimanere letteralmente a piedi durante la stagione estiva. A mettere i bastoni fra le ruote ai negozianti che vorrebbero vendere e sistemare bici usate ci sono anche le bacheche online, i social network e la compravendita tra privati. Sono infatti sempre di più i cicloamatori che preferiscono vendere direttamente ad altri privati anziché dare la bici vecchia in permuta al negoziante da cui si acquista la bici nuova. C’è da dire però che un piccolo incremento della vendita di bici usate è stato riscontrato da molto esercenti, anche se con numeri, e cifre, molto più basse delle aspettative. Il mercato dell’usato, in questo 2021, ha dunque molte potenzialità di crescita ancora non espresse appieno: teniamo monitorato il tema e vediamo come si svilupperà nei prossimi mesi.

SOMMERSI DALLE RIPARAZIONI

Il boom delle vendite del 2020 ha avuto un altro effetto sul lavoro dei meccanici del 2021: ci sono molte più biciclette in circolazione che necessitano di riparazioni. Oltre alle bici vendute ci sono tantissimi cittadini che hanno riesumato dalla cantina il ferro vecchio del nonno, che ovviamente ha bisogno di essere rianimato dalle sapienti mani di un meccanico di biciclette. Ed è così che le officine di bici, in questi primi mesi del 2021, sono state letteralmente prese d’assalto da commuter e cicloamatori, impegnando i meccanici a lunghissime giornate di lavoro tra una riparazione e l’altra. Cosa che è avvenuta anche lo scorso anno, ma allo scopo di preparare e allestire le bici vendute, quindi con scontrini e profitti ben diversi. In queste settimane ci sono negozianti che si trovano quotidianamente costretti a fare anche 15 ore di lavoro in officina per riuscire a star dietro a tutta la richiesta di riparazioni. Per certi meccanici stakanovisti si parla anche di più di 20 operazioni, dal restauro alla sostituzione camera d’aria, in una sola giornata lavorativa.

QUANDO IL RITORNO ALLA NORMALITÀ?

Per i negozianti questa situazione anomala del mercato bici è fonte di grande disagio sia dal punto di vista economico che dal punto di vista professionale. In tanti lamentano proprio l’impossibilità di lavorare in maniera corretta, garantendo cioè puntualità e qualità al cliente, proprio per colpa delle mancanze e dei ritardi nelle consegne di bici e componenti. Vedere la luce in fondo a questa situazione di crisi non è cosa facile.

bici negozio vendita biciclette

Alcuni commercianti sperano che l’anno prossimo il mercato possa tornare alla normalità, mentre altri, più pessimisti, pensano che gli effetti di questa crisi dell’offerta si vedranno anche nel 2023. Ci sono addetti ai lavori che vedono una sola via d’uscita per questo stallo, la produzione di biciclette, componenti e accessori sul suolo italiano, senza doversi per forza di cose rifornire all’estero, Europa o Asia che sia. La realtà è comunque sotto gli occhi di tutti: negozianti, rivenditori e fornitori, che non possono far altro che rimboccarsi le maniche e lavorare per far fronte alla sempre crescente domanda di mobilità in bicicletta, all’insegna di un futuro migliore e più sostenibile.

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