Modena: la Municipale blocca il marciapiede per dire ai ciclisti di non andare sul marciapiede

1 Luglio 2021

Una campagna social per sensibilizzare i ciclisti a non pedalare sul marciapiede, spazio riservato ai pedoni. La stanno veicolando le Polizie locali della Regione Emilia Romagna “relativamente a comportamenti e fenomeni legati all’estate ma non solo…”, si legge in particolare sul post Facebook della Municipale di Modena nel testo corredato da un’immagine che si presta a essere commentata per più motivi: vediamo nel dettaglio quali.

Un cartello fuori posto

L’immagine è stata costruita per veicolare il messaggio che “in bicicletta non si va sul marciapiede” e quindi è stato posizionato al centro del marciapiede un cartello (nello stile di quelli che vengono messi quando è bagnato per terra e bisogna fare attenzione, ndr) che, di fatto, blocca il marciapiede per tutti gli utenti rendendo difficoltoso il passaggio.

Innanzitutto mi auguro che l’immagine sia soltanto esemplificativa del messaggio social (con l’hashtag #PLestate) e che la Municipale non si sia messa “realmente” a disseminare i marciapiedi di Modena di cartelli che li restringono. Questo li renderebbe meno fruibili dai pedoni in generale e dai disabili motori in particolare, creando loro un evidente ostacolo.

Modena ciclisti sul marciapiede campagna social
“No ciclisti sul marciapiede”

“L’invasione di campo”

Nel testo che a corredo dell’immagine la Polizia Locale di Modena scrive: “Sulla strada, come nel calcio, l’invasione di campo non è consentita. Anche in bicicletta gli spazi altrui vanno rispettati”. Giusto, giustissimo: ma quindi per far rispettare questa norma si creano delle barriere architettoniche che possono creare disagi e pericoli proprio ai pedoni che si vorrebbero difendere?

Si tratta di un evidente autogoal comunicativo che manda in fuorigioco tutto il ragionamento, per restare nell’ambito delle metafore calcistiche.

Un’altra cosa balza agli occhi guardando l’immagine e il testo “Pericolo – Non è pista ciclabile” (a parte l’accento sbagliato della E maiuscola accentata, ndr) ed è legata alla distribuzione dello spazio: il marciapiede rappresentato in foto è, come spesso accade, soltanto lo striscia residuale lasciata dalla carreggiata completamente destinata alle auto. Ed è meno larga dell’area di parcheggio (2 metri, ndr) in cui sostano le automobili, magari parcheggiate ambo i lati.

Ci sono alcune domande che meritano approfondimento e risposta:

  • Se ci sono persone che pedalano sul marciapiede sarà perché non si sentono sicure di farlo in strada?
  • Lo fanno sempre o solo nei punti in cui le auto corrono di più perché la strada è sovradimensionata?
  • Lo farebbero ugualmente se nelle strade vigesse il limite di 30 chilometri orari per tutti i veicoli?
  • Se ci fossero maggiori controlli/sanzioni per gli automobilisti che superano i limite di velocità, i ciclisti sarebbero più propensi a pedalare in strada?

Il conflitto di utenza

Questa delle Polizie locali dell’Emilia Romagna è una campagna che si basa su un presupposto sbagliato e alimenta un conflitto. Mette gli uni contro gli altri ciclisti e pedoni che, invece, rappresentano gli utenti fragili della mobilità urbana, naturali alleati della mobilità attiva e sostenibile.

Utenti che vengono sistematicamente messi ai margini della carreggiata da un sistema autocentrico che ha disegnato le nostre città a uso e consumo delle quattro ruote.

Le ciclopedonali sul marciapiede

Inutile negarlo: il marciapiede è fatto per camminare, ma quante Amministrazioni negli ultimi decenni hanno realizzato percorsi ciclopedonali sul marciapiede soltanto per aumentare il numero di chilometri di “percorsi ciclabili nominali” sulla carta in città, creando di fatto il conflitto tra chi cammina e chi pedala senza toccare le praterie destinate alle auto?

Troppe, troppe, troppe auto

Forse non è un caso che questa campagna sia portata avanti in una Regione, l’Emilia-Romagna, così strettamente legata all’automotive. Dove peraltro proprio oggi – giovedì 1 luglio 2021 – parte il Motor Valley Fest:

Come spiega la Rete Emergenza Climatica Emilia-Romagna: “La bella ‘Motor Valley’ è in realtà una invivibile Smog Valley: 9 città della Regione Emilia-Romagna sono tra le prime 100 nella classifica europea sul tasso di mortalità da #polverisottili (Modena al 50° posto). Eppure, in una regione pianeggiante come la nostra ci sono 654 auto ogni 1.000 abitanti, un tasso di motorizzazione tra i più alti in #Europa: è sempre più urgente incentivare alternative sicure ed efficienti per muoversi”.

Corso di Meccanica per Mountain Bike

Impara a mettere mano alla tua MTB con un videocorso da guardare quando vuoi, tutte le volte che vuoi.

Commenti

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi articoli

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi il meglio della settimana via mail.

Iscriviti