Oltre 170 biciclette sequestrate agli spacciatori finiscono in discarica

7 Gennaio 2022

Le oltre 170 biciclette sequestrate negli ultimi anni ai pusher della droga e ai tossicodipendenti nelle aree dello spaccio dei boschi nei dintorni di Uboldo e Origgio, in provincia di Varese, sono finite in discarica e avviate alla demolizione. “Non sapevamo a chi darle e quelli che si sono fatti avanti non avevano la possibilità di prenderle in blocco”, ha spiegato al quotidiano Il Saronnese il coordinatore della Protezione Civile Piero Zucca.

Le bici – abbandonate dagli spacciatori e dai consumatori nei boschi, sequestrate dai Carabinieri durante i blitz o dalla Protezione Civile nel corso delle operazioni di ripulitura delle aree verdi – erano state accatastate nel deposito allestito nell’ex Mercantile. Alcune erano effettivamente in pessimo stato, ma molte altre (quasi sicuramente rubate, ndr) erano in buono stato e l’idea originaria dell’amministrazione era di cederle in blocco all’asta o donarle a qualche associazione. Ma poi sono finite in discarica: ecco com’è andata.

Bici sequestrate
Bici sequestrate (immagine di repertorio – fonte pixabay.com)

La questione delle “bici degli spacciatori”, infatti, va avanti da diverso tempo: lo dimostrano i numerosi articoli di cronaca locale in cui già il 25 maggio del 2020 era stata pubblicata la notizia che ci sarebbe stata un’asta con le bici sequestrate/recuperate (che allora erano circa un centinaio, ndr) e che poi il ricavato della vendita delle due ruote sarebbe finito in beneficenza.

Il 16 dicembre 2020 su Ilnotiziario.net il sindaco di Uboldo Luigi Clerici aveva affermato: “Le metteremo all’asta. Liberemo così lo spazio dell’ex Mercantile che dovremo ristrutturare”, aggiungendo anche alcuni dettagli: “Mi sembra la soluzione migliore: è pratica e oltretutto consente di assegnarle in blocco a un prezzo simbolico: quello che ci interessa è che non vengano buttate via, ma possano essere riciclate. Anche perché molte sono in ottimo stato, anche costose”.

Invece l’epilogo è stato tutt’altro: tutte le oltre 170 bici in questione sono finite in discarica e avviate alla demolizione, quindi anche quelle in buono stato perché la cessione all’asta non è avvenuta e tutti coloro che si sono fatti avanti non erano in condizioni di prelevarle in blocco, come spiega il coordinatore della Protezione Civile Zucca: “Erano davvero troppe, un grosso impegno in termini di trasporto e logistica. Allo stesso modo, le associazioni potevano prelevarne solo qualcuna. Alla fine non abbiamo potuto fare altro che portarle in una discarica per demolirle. È un peccato, lo sappiamo, ma non c’era alternativa: non potevano continuare ad accumularle nell’ex Mercantile”.

Un peccato davvero: possibile che non ci fossero alternative alla distruzione di oltre 170 biciclette, di cui molte in buono stato?

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Commenti

Un commento a "Oltre 170 biciclette sequestrate agli spacciatori finiscono in discarica"

  1. Stefano ha detto:

    Invece di venderle in blocco, non potevano venderle singolarmente o almeno in piccoli lotti?

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