L'epic fail del Ministero: il post sui ciclisti sommerso dalle critiche - Bikeitalia.it

L’epic fail del Ministero: il post sui ciclisti sommerso dalle critiche

18 Gennaio 2022

Il 2022, nonostante la pandemia ancora in corso, continua a essere un anno in cui in Italia la popolarità delle biciclette non accenna a diminuire: nel bene per i dati del recente rapporto Focus2R, nel male invece per un infelice post su Facebook del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili che è stato sommerso dalle critiche da parte di numerosi cicloattivisti, in quanto veicolava un’informazione fuorviante e parziale a proposito dell’obbligo di procedere in fila indiana. Ma andiamo con ordine.

“Lo sai che i ciclisti… ?”

Il testo della comunicazione social del MIMS veicolato attraverso il post Facebook era questo: “Neopatentati, pedoni, ciclisti e chiunque voglia saperne di più sul codice della strada, questa rubrica fa al caso vostro. Seguiteci per scoprire importanti novità on the road e preparatevi a qualche sorpresa!”, seguito dagli hashtag #universitàdellastrada e #sullabuonastrada, la campagna sulla sicurezza stradale ministeriale che già in passato era incappata in evidenti errori di comunicazione come avevamo rilevato anche su Bikeitalia.

Davvero non so da che parte cominciare, perché questa comunicazione promossa dal MInistero appare alquanto surreale a partire dal target a cui dice di rivolgersi: “Neopatentati, pedoni, ciclisti e chiunque voglia sapere di più sul codice della strada”, sottintendendo che ne sappiano poco perché inesperti (neopatentati, ndr) o perché vanno a piedi (pedoni) e in bicicletta (ciclisti). Ma perché le altre persone? Tutti coloro che guidano un’auto da tempo diamo per scontato che possano fare a meno di questa preziosa informazione? Tutte le persone che circolano sulla strada sono tenute a conoscere le norme del Cds e a rispettarle (la legge non ammette ignoranza, ndr), ma è proprio nel messaggio veicolato dal Ministero che risiede il principale problema perché dà un’informazione fuorviante e parziale suggestionando chi legge e creando ulteriore confusione anziché fare chiarezza.

In fila indiana, affiancati o in gruppo?

“Lo sai che i ciclisti devono procedere su un’unica fila?”, recita la prima immagine a corredo del post. E già qui abbiamo il primo scivolone, che contribuirà a creare l’epic fail comunicativo: in realtà l’obbligo di procedere in fila indiana per chi pedala non è assoluto, ma ricorrono diverse situazioni in cui pedalare affiancati è consentito. Ma è nella seconda immagine del post che il Ministero, provando a spiegare meglio, peggiora la situazione rendendola più ingarbugliata: “I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano. Fuori dai centri abitati, i ciclisti non possono mai circolare affiancati, nemmeno in due”. Quindi se ne deduce che in ambito urbano l’obbligo di pedalare in fila indiana non sussiste se non in determinate situazioni: ma questo il Ministero non lo dice né lo fa capire.

Un messaggio sbagliato da correggere

Spiace che il Ministero – che con l’arrivo di Enrico Giovannini aveva anche cambiato denominazione e prometteva maggiore attenzione per la mobilità sostenibile – veicoli un messaggio sbagliato proprio nell’ambito di una campagna social sulla sicurezza stradale. Non lo penso soltanto io, ma anche le decine di persone che sono andate a commentare – e soprattutto a criticare – il post del MIMS facendo presente che si tratta di un epic fail comunicativo:

Mi auguro che il Ministero corregga il tiro e ripensi questa campagna di comunicazione, pubblicando notizie complete e dando suggerimenti realmente utili per aumentare la sicurezza stradale di tutti gli utenti della strada: in questo caso non lo ha fatto, come abbiamo ampiamente dimostrato qui su Bikeitalia.

Commenti

4 Commenti su "L’epic fail del Ministero: il post sui ciclisti sommerso dalle critiche"

  1. Dondi ha detto:

    Il codice della strada recita: “I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano…”. Il MInistero non dice quindi che la modalità normale è in fila indiana. Dice che devono farlo quando le condizioni lo richiedono. Ed è ben diverso!

    1. Manuel Massimo ha detto:

      Per la precisione il comma 1 dell’Articolo 182 del Codice della Strada recita: “1. I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; quando circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell’altro”.
      Quindi il messaggio del MIMS è parziale, sbagliato e fuorviante, come abbiamo compiutamente dimostrato in questo articolo.

      Manuel Massimo – Direttore responsabile di Bikeitalia.it

  2. Spinoza ha detto:

    Mi pare che abbiate perso il messaggio. La modalità normale in cui i ciclisti devono procedere è IN FILA INDIANA, come dice il testo del ministero. Le circostanze in cui possono procedere APPAIATI sono molto rare: IN GRUPPO, invece, mai! Non capisco perché criticare questo messaggio che, sebbene incompleto, è assolutamente e rigorosamente vero.

    1. Manuel Massimo ha detto:

      Gentile lettore,

      da una campagna di comunicazione sui social promossa dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili per la sicurezza stradale abbiamo il diritto di pretendere un messaggio chiaro, completo e veritiero in ogni sua parte: caratteristiche che, come ampiamente dimostrato, questo messaggio invece non possiede.

      Manuel Massimo – Direttore responsabile di Bikeitalia.it

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