Ganna e la posizione in sella da record

10 Ottobre 2022

Filippo Ganna è entrato nella storia. Ha stabilito un nuovo record dell’ora, polverizzando tutti i primati precedenti e arrivando quasi alla soglia dei 57 km in un’ora di pedalata (56,792 Km). Io mi occupo di visite biomeccaniche dal 2015 e più di 2000 ciclisti sono passati dai nostri Bikeitalia LAB. E in tutti questi anni una cosa l’ho imparata: il ciclista amatore è sempre pronto a scopiazzare la posizione in sella dei campioni. Così, in questo articolo, voglio spiegare perché quella posizione (e quella bicicletta) siano qualcosa di assolutamente irraggiungibile per noi comuni mortali.

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La posizione in sella da record di Filippo Ganna

Per analizzare la posizione in sella da record di Filippo Ganna dobbiamo partire dalla sua bicicletta: una Pinarello Bolide F HR 3D. Un mezzo unico al mondo – con componentistica avveniristica appositamente realizzata – del valore di 75 mila euro e un tubo piantone con un angolo di 77°, pensato per proiettare il ciclista il più avanti possibile e permettere una spinta verticale sull’asse del pedale.

Pinarello bolide

Le prolunghe aero, integrate nel telaio, sono inclinate verso l’alto, una posizione dettata dagli ultimi studi in galleria del vento. Una volta si tendeva a posizionare le prolunghe perfettamente parallele al terreno, poiché così il busto doveva assumere un atteggiamento il più “piatto” possibile. Nel tempo si è visto invece che questa situazione in realtà non permetteva di eccellere nella prestazione, per due motivi:

  • il primo sta nel fatto che un busto eccessivamente schiacciato sul tubo orizzontale provoca una compressione della gabbia toracica, rendendo più difficoltosa la respirazione;
  • in seconda battuta le prolunghe perfettamente orizzontali non consentono al ciclista di schiacciarsi ulteriormente verso il manubrio quando si trova a spingere a tutta.

Al contrario, le prolunghe più inclinate consentono di assumere una posizione più bassa, aumentando l’aerodinamica. Non a caso, infatti, tutti i campioni di crono e triathlon stanno cominciando a pedalare biciclette con le prolunghe inclinate verso l’alto.

Posizione da record
La posizione da record di Filippo Ganna vista da davanti

Se guardiamo la posizione delle prolunghe nelle immagini frontali, noteremo dei pad (i cuscinetti di sostegno dei gomiti) molto ravvicinati. Inoltre i terminali delle prolunghe portano le mani a contatto tra loro. Si tratta di una posizione estremamente difficile da sostenere. Si noti anche come, sul piano frontale, il corpo di Ganna disegni una sorta di “V”. I gomiti sono molto più vicini tra loro rispetto alle spalle. Questa situazione richiede una grande capacità motoria e muscolare per il suo mantenimento. Molti ciclisti si sono rivolti a noi per una visita appunto perché riportavano fastidi alle spalle e alle braccia dettati da una posizione delle prolunghe così aggressiva e chiusa.

Posizione da record
La posizione da record di Filippo Ganna vista di lato

Sulla sella Filippo è seduto molto avanti (nonostante la sella sia già di per sé posizionata molto avanzata). La sella della posizione da record di Ganna è una Fizik Ares, specifica per le crono. Per un’intera ora Filippo è restato seduto sulla punta della sella, andando a spingere con il ginocchio molto più avanzato rispetto al perno del pedale. Una condizione che richiede una flessibilità e un controllo muscolare davvero elevato. Se guardiamo Filippo durante l’intera prestazione, sono pochissime le volte in cui si sistema in sella. È un chiaro segno di come fosse capace di restare in quella posizione super aggressiva.

Filippo Ganna posizione
Osserviamo la notevole antiversione di bacino di Filippo Ganna

Un ultimo aspetto, a livello di posizione, sta nell’incredibile antiversione di bacino presentata da Filippo. Per antiversione di bacino intendiamo la rotazione in avanti della pelvi. Un bacino così ruotato in avanti può portare la curva lombare ad appiattirsi anziché mantenere la sua corretta lordosi (una curva rivolta verso l’ombelico). In un ciclista non allenato questo appiattimento della curva lombare è causa di mal di schiena.

A livello di rapporti, Ganna ha spinto un incredibile 65×14, un rapporto che è impensabile anche solo immaginare di pedalare per noi comuni mortali. A ogni colpo di pedale Filippo era in grado di percorrere 9,69 metri: uno sviluppo metrico impressionante.

Perché la posizione da record di Ganna non fa per noi

Sembrerà ridicolo dirlo ma conosco benissimo i ciclisti e so che molti vorranno imitare la posizione di Filippo Ganna, per cui ribadisco: lui può, noi no. Filippo è un atleta, un campione e il suo corpo è strutturato in anni (e centinaia di migliaia di chilometri) di allenamento. Il nostro corpo si struttura per la funzione che gli facciamo svolgere e Filippo lo ha strutturato appositamente per restare in quella posizione così aggressiva. Se noi cercassimo di scopiazzare la posizione di Filippo, non riusciremmo a fare nemmeno 3 pedalate.

Il nostro corpo in una posizione insostenibile

Dobbiamo innanzitutto comprendere che il nostro corpo è il frutto di milioni di anni di evoluzione ed è programmato per tre principali obiettivi: riprodursi (cioè far passare i propri geni di generazione in generazione), risparmiare energia e scappare dal dolore. Quest’ultimo obiettivo è molto importante e dobbiamo averlo ben presente. Se la posizione che assumiamo in sella viene percepita come scomoda, dolorosa, troppo aggressiva dal nostro corpo, quest’ultimo scapperà in ogni modo possibile da tale posizione.

Per scappare ha a disposizione due possibilità: cercare di spostarsi continuamente tra i punti di contatto oppure modificare il proprio movimento. Il nostro corpo comincia a modificare il movimento che compie per cercare di adattarsi alla posizione non adatta. Le ginocchia si portano più verso il telaio quando spingiamo, un lato del bacino ruota o bascula di più dell’altro, la curva lombare si porta in inversione, la testa si chiude tra le spalle, una scapola viene stabilizzata maggiormente dell’altra, una mano impugna con più forza la leva contraendo maggiormente l’avambraccio.

Tali modifiche si ripetono a ogni colpo di pedale, per 90-100 volte al minuto (in base alla nostra frequenza di pedalata). Il movimento alterato, ripetuto per migliaia di volte in un’uscita, è la base dello sviluppo di patologie da sovraccarico, che sono le più diffuse nel ciclista. Tendiniti, infiammazioni, dolore diffuso, contratture, sono tutte causate principalmente da una posizione scorretta che forza il nostro corpo a modificare il movimento, producendo così un’alterazione che determina il sovraccarico stesso.

Cosa possiamo imparare dalla posizione da record di Filippo Ganna

Concludiamo l’analisi della posizione da record di Filippo Ganna con questa osservazione: dobbiamo essere consapevoli che non esiste una posizione “perfetta” o “migliore” in bicicletta rispetto ad altre.

Esiste invece quella che definiremo “posizione sostenibile”, ovvero quella posizione dove il nostro corpo si situa al meglio tra i 6 punti di contatto (due mani sul manubrio, due tuberosità ischiatiche in sella e due piedi sui pedali) e non deve effettuare movimenti di compensazione.

Ganna Filippo record ora

La posizione sostenibile è strettamente individuale e varia da persona a persona e può variare anche nell’arco del tempo in base all’adattamento del ciclista. Il passare del tempo, il miglioramento o la perdita di flessibilità, l’insorgenza di patologie, l’evoluzione dell’allenamento, traumi e infortuni, sono variabili che possono modificare la sostenibilità di una posizione e richiedere delle modifiche.

Onore e gloria a Filippo Ganna, un orgoglio italiano che ha appena scritto un capitolo di storia del ciclismo. Noi comuni mortali possiamo copiare da Filippo la resistenza mentale, il senso d’abnegazione, la ricerca del miglioramento.

Filippo può davvero diventare un esempio da imitare.

Ma la sua posizione in sella evitiamo di copiarla.

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Commenti

2 Commenti su "Ganna e la posizione in sella da record"

  1. Michele ha detto:

    Giusta disamina , Top Ganna è stato eccezionale , una prestazione marziana che solo lui poteva fare , materiali preparazione al top …la sua posizione in bici affinata negli anni è quanto di meglio si possa ottenere e io so cosa possa aver provato sia durante l’ora che dopo perché anch’io trent’anni fa feci l’ora da amatore .
    Cordiali saluti e complimenti per il vostro lavoro !!!

  2. Luca ha detto:

    Ottimo articolo , redatto da persona intelligente e bilanciata , come sempre!!!!! IMMENSO Filippo !!!! Alla soglia delle 60 primavere e almeno 50 che vado in bici , un’emozione cosi’ grande solo da un super campione iridato medaglia d’oro olimpica etc etc poteva dare , una tranquillità , una resistenza alla fatica , una umiltà che solo un super campione , dove ha dato risposta agli invidiosi a fatti , dove , con questo record , per i prossimi 10 anni , a mio parere , nessuno riuscira ad intaccare . Un grande applauso al marziano Ganna.

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