I ciclisti italiani piangono Davide Rebellin

30 Novembre 2022

La notizia dell’investimento mortale di Davide Rebellin ha lasciato un segno profondo: lui, il decano dei ciclisti professionisti in attività che aveva lasciato l’agonismo soltanto poche settimane fa, investito e ucciso sulla strada dalla persona alla guida di un camion.

L’ACCPI (Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani) ha sottolineato in un accorato messaggio quanto questo evento sia stato tragico per tutta la comunità dei praticanti di questa attività.

“Le cicliste e i ciclisti italiani sono sgomenti e sotto shock per la notizia della morte di Davide Rebellin. Dopo una vita trascorsa in gruppo e una lunghissima carriera, stava per iniziare una nuova pagina della sua vita ricca di progetti e iniziative legate anche al mondo delle due ruote invece oggi in sella alla sua bici ha tagliato prematuramente il traguardo più terribile”, scrive l’ACCPI in una nota a commento della vicenda.

Davide Rebellin e Cristian Salvato
Davide Rebellin con Cristian Salvato in occasione del Campionato Italiano di Imola

Il presidente dell’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani Cristian Salvato piange un amico fraterno e compagno di squadra, anzi il suo “capitano”. «Non ci sono parole per commentare questa triste notizia, ci stringiamo alla sua famiglia e ai suoi cari. Trasformeremo tutto il dolore che proviamo in energia per rendere le strade italiane un posto migliore – promette Salvato. – Anche se oggi ci sembra tutto vano perché nonostante il nostro impegno e le promesse di chi ci governa nulla è cambiato da quando è stato ucciso Michele Scarponi. Ogni santo giorno muore un ciclista in un maledetto incidente stradale. Non importa se è bravo o meno a guidare il mezzo, quanti anni abbia, se è un uomo o una donna. Non è accettabile».

Matteo Trentin, vicepresidente ACCPI, lo aveva visto insieme a tanti altri colleghi lo scorso fine settimana a Monaco in occasione dell’evento BeKing, che ha l’obiettivo di incentivare l’uso della bicicletta e promuovere la sicurezza stradale.

Missione che ACCPI non smetterà di perseguire con la stessa grinta che Davide ha dimostrato in sella dal primo all’ultimo giorno della sua vita.

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