Morte di Rebellin: i ciclisti scrivono al Presidente della Repubblica

1 Dicembre 2022

Riceviamo e pubblichiamo l’appello per la sicurezza stradale dei ciclisti promosso congiuntamente dall’Associazione “Io rispetto il ciclista” e dall’ACCPI (Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani), un accorato messaggio per la sicurezza stradale di chi pedala rivolto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alle più alte cariche dello Stato.

Davide Rebellin ciclisti scrivono al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

FERMIAMO LA STRAGE DEI CICLISTI: OGGI

Signor Presidente della Repubblica, Signor Presidente del Consiglio, Signor Presidente del Senato, Signor Presidente della Camera.

Fino a quando? Per l’ennesima volta piangiamo un amico morto sulla strada. Michele Scarponi, ora Davide Rebellin ucciso ieri. E sempre ieri un ragazzo di 16 anni ammazzato mentre pedalava a Ferrara. Come Tommaso Cavorso, Silvia Piccini, Thomas Casarotto e tanti, troppi altri amici.

Solo nel 2021 sono morte oltre 200 persone in bicicletta, quasi 500 pedoni, molte di queste vittime di incidenti della strada dovuti a persone che semplicemente non si sono accorte della loro presenza. Non si sono resi conto che erano lì. Distratti dal cellulare, presi dalla frenesia con il piede sempre sull’acceleratore e lo sguardo chissà dove.

La strada non è solo delle automobili. La strada è del bambino che va a scuola, della mamma o del papà che accompagnano i figli in bici o a piedi, degli anziani che si spostano magari con l’unico mezzo che hanno a disposizione, le proprie gambe. La strada è di tutti, o così dovrebbe essere, ma poi non è assolutamente vero.

E diventiamo ostacoli al cammino di bolidi impazziti o di persone distratte che non si rendono conto che l’automobile diventa uno strumento di morte se gestita con distrazione e mancanza di rispetto. Perché tanto la velocità sulla strada è un fattore di successo quanto l’indifferenza per quelli che sono utenti deboli un fatto ordinario su cui piangere soltanto per qualche minuto nella quotidiana tragedia che tocca le famiglie investite, ed è proprio il caso di dirlo, dalla mala sorte di un pirata che semplicemente non guardava.

La nostra battaglia per imporre nel Codice della Strada regole più stringenti a tutela dei ciclisti non si fermerà. Ci abbiamo provato più e più volte e ci continuiamo a provare.

Chiediamo ancora una volta che si stabiliscano i limiti minimi per il sorpasso di una bicicletta sulla strada. E’ un piccolo passo ma un passo importante.

Perché stabilire regole chiare di distanza nel sorpasso dei ciclisti ci salva la vita. Un metro e mezzo sono centocinquanta centimetri che rappresentano la distanza fra la vita e la morte. E vi assicuro che questo è la grandissima verità. Non vogliamo, non possiamo non dobbiamo smettere di chiedere regole diverse.

Ci eravamo quasi riusciti qualche mese fa ma ancora una volta la burocrazia e qualcuno in qualche ufficio di una ragioneria ha frenato e ha pensato di dire che mettere una norma semplice produceva un costo non coperto nel bilancio dello Stato.

Ma quale somma, peraltro infinitesimale, può valere la vita di una persona? Chi salva una vita salva il mondo intero. Qui non dobbiamo salvare il mondo intero dobbiamo soltanto scrivere una regola semplice. Ridateci il diritto di vivere la nostra esperienza sulla strada come ciclisti con serenità e sicurezza. Dateci regole aiutateci a pedalare in sicurezza.

Un metro e mezzo. Tre passi di cammino. Facciamoli!

Perché dobbiamo fermare questa strage.

Adesso!

Paola Gianotti, Associazione Io Rispetto il Ciclista

Marco Cavorso, Associazione Io Rispetto il Ciclista

Maurizio Fondriest, Associazione Io Rispetto il Ciclista

Cristian Salvato, Associazione Corridori Ciclisti Professionisti

Hanno firmato e aderito personaggi dello sport e della cultura, di seguito alcuni firmatari:

Paolo Alberati, ex professionista – Moreno Argentin, campione del mondo – Alessandro Ballan, campione del mondo – Daniele Bennati, commissario tecnico della nazionale di ciclismo – Sofia Bertizzol, professionista Alberto Bettiol, professionista e vincitore Fiandre Gianni Bugno, ex professionista e Presidente CPA – Davide Cassani, ex professionista, ex commissario tecnico della nazionale – Alessandra Cappellotto, campionessa del mondo – Yuri Chechi, ex ginnasta medaglia d’oro olimpiadi Atlanta – Francesco Chicchi, campione del mondo Under 23 – Sonny Colbrelli, ex professionista, campione europeo, campione italiano, vincitore Roubaix – Simone Consonni, campione olimpico – Alessandro De Marchi, professionista – Alessandra De Stefano, direttrice Rai Sport – Martina Dogana, professionista – Giovanni Ellena, direttore tecnico Androni Giocattoli – Andrea Ferrigato, ex professionista – Martina Fidanza, campionessa del mondo – Filippo Ganna, campione del mondo, olimpionico, record dell’ora – Francesco Lamon, campione olimpico – Elisa Longo Borghini, campionessa del mondo e campionessa olimpica Justine Mattera, showgirl, attrice e conduttrice televisiva – Giancarlo Minardi, presidente circuito Imola – Jonathan Milan, campione olimpico Vincenzo Nibali, ex professionista, vincitore Maglia Rosa e Tour de France – Alessandro Petacchi, ex professionista – Paolo Poli, Presidente Mugello Circuit Domenico Pozzovivo, ex professionista – Marina Romoli, ex professionista e vice campionessa mondiale – Antonio Rossi, campione olimpico e mondiale e delega allo Sport Lombardia Matteo Trentin, professionista – Diego Ulissi, professionista – Giovanni Visconti, 3 volte campione italiano – Cristian Zorzi, campione olimpico e mondiale sci di fondo

Masterclass in Meccanica Ciclistica

Trasforma la tua passione in una professione

Commenti

4 Commenti su "Morte di Rebellin: i ciclisti scrivono al Presidente della Repubblica"

  1. FABIO FONTANA ha detto:

    Tutto perfetto, appello più che condivisibile, ma come “bike to worker” che si sposta da Busto Arsizio a Cassano Magnago su strade provinciali il problema maggiore è il metro di incolto lasciato a lato di queste strade basterebbe asfaltarlo un bella riga e si aumenterebbe la sicurezza in maniera esponenziale, immagino che la strada dove è morto Davide ha il famoso metro d’incolto che se fosse stato asfaltato ora non piageremmo un fratello ciclista.

    Fabio Fontana

  2. Geco ha detto:

    Trovo alquanto inappropriato per noi ciclomobilisti leggere le righe di questo articolo soprattutto in alcune parti lì dove dice (riporto testuamente) “bolidi impazziti” o “dalla mala sorte di un pirata che semplicemente non guardava” sono termini che o spersonalizzano l’assassino (bolidi) o lo rendono quasi una persona mitizzabile (pirata vedi la serie di films pirati dei caraibi).

    Il problema è che questo a mio parere è un comunicato che parte dai corridori giustissimo ma pecca di presunzione di essere appunto un comunicato di una categoria di persone che solo solo sanno usare la bbici.Non tiene conto per esempio di chi la bici la usa per andarci al lavoro o a fare la spesa o per farci le vacanze.
    Dovremmo essere in grado di essere più uniti.

    Tutti coloro che usano la bici o includere anche le bici a pedalata assistita o i monopattini e anche perché no i piedi
    dovremmo essere in grado di fare più squadra.

    E voi corridori dovreste capirlo più di chiunque altro.

    Mi chiedo poi se al pirata Pantani piacerebbe usare un siffatto termine per definire chi avrebbe potuto ammazzarlo?

    1. Manuel Massimo ha detto:

      Su Bikeitalia abbiamo pubblicato integralmente l’appello che “Io Rispetto il Ciclista” e ACCPI hanno rivolto alle Istituzioni: le espressioni utilizzate nel testo individuano una delle cause del problema, appunto il lessico utilizzato nel descrivere e raccontare la strage sulle strade.

      Un tema che ci sta molto a cuore e di cui abbiamo parlato a più riprese: http://www.bikeitalia.it/tag/violenza-stradale

      Manuel Massimo – Direttore responsabile di Bikeitalia.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi articoli

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi il meglio della settimana via mail.

Iscriviti