Ergastolo della patente e multe in base al reddito: presto nel Codice della Strada?

14 Dicembre 2022

Il tema della sicurezza stradale e della revisione del Codice della Strada tiene banco al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: alle dichiarazioni di qualche giorno fa del ministro Matteo Salvini, a margine di un convegno sulla presentazione dei dati Dekra, si sono aggiunte quelle del viceministro Galeazzo Bignami, in particolare sull’ergastolo della patente e sulle multe in base al reddito. Un cambio di passo rispetto all’uscita – nella Giornata Nazionale in Ricordo delle Vittime della Strada – per scontare le multe agli automobilisti.

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Multe in base al reddito: proposta allo studio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Proposte che ha specificato meglio proprio questa mattina in un’intervista a Radio 24.

Multe in base al reddito

Il viceministro Bignami aveva già pubblicato anche su Twitter la sua proposta, anche per testare il termometro dell’opinione pubblica sul tema: un tweet che al momento in cui scriviamo ha ricevuto oltre 400 risposte.

“Nell’ambito della revisione del Codice della Strada, effettueremo un approfondimento sulla possibilità di realizzare una proporzionalità tra sanzioni e reddito”, ha spiegato il deputato di Fratelli d’Italia. In pratica chi ha una dichiarazione dei redditi più alta paga una multa maggiorata: un sistema di non facile attuazione – come avevamo già scritto su Bikeitalia diverso tempo fa – che però è già in vigore in paesi come la Svizzera e la Finlandia. E funziona.

E, per quanto riguarda il tema “evasione fiscale” che creerebbe un’ulteriore disparità a vantaggio di chi evade le tasse con un sistema di multe legate al reddito, si potrebbe copiare l’Austria che prevede anche la comparazione del valore della multa con il modello dell’auto guidata: così se lasci una fuoriserie o un’auto di grossa cilindrata in divieto di sosta e il tuo 730 non è congruo arriva in automatico anche una verifica fiscale approfondita.

Proposta allo studio del Ministero

“Vogliamo approfondire, proprio perché consapevoli dei mille problemi che ci sono. È chiaro che il valore dell’auto è un valore oggettivo, ed è anche evidente che quello è un indicatore. Non è che con questo si devono attaccare degli status symbol, però è un parametro che viene suggerito”, precisa Bignami a Radio 24. Aggiungendo: “Non è che parliamo di aumentarla per chi ha delle fasce di reddito intermedie o anche diciamo ragionevolmente superiore alla media, parliamo di chi guadagna, estremizzando per rendere l’idea, magari milioni di euro, per i quali pagare l’eccesso di velocità 300 € non è un problema. Mentre il valore afflittivo per un operaio che si vede magari decurtato del 10%/15% il proprio stipendio è alto, chi guadagna molto lo rifà tranquillamente”.

Ergastolo della patente

“Stiamo ragionando anche sulla sospensione della patente, anche per periodi più lunghi e addirittura, laddove ci siano condotte che portano a incidenti stradali con dei decessi imputabili alla condotta, anche il cosiddetto ergastolo della patente, spiega Bignami.

E aggiunge: “Il sequestro della patente finalizzato a impedire che una persona possa continuare a guidare. Un altro aspetto che esiste, così come giustamente rilevato dalla Polizia Stradale, è l’utilizzo del cellulare che è oggi una delle principali fonti di distrazione soprattutto tra i giovani che determina sinistri a volte anche mortali, è ovvio che una volta che si mette mano al codice della strada questi sono aspetti che andranno valutati e toccati”.

#Bastamortinstrada | #Bastamortinbici

Intanto proprio ieri davanti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si è tenuta la manifestazione per la sicurezza stradale #Bastamortinstrada #Bastamortinbici per chiedere misure urgenti per la sicurezza di chi pedala, oltreché il ripristino immediato del fondo per le ciclabili urbane azzerato dal governo.

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