La manifestazione “Emergenza Milano” per una Città 30, indetta da numerose associazioni cicloambientaliste, lunedì 17 aprile ha chiamato a raccolta diverse centinaia di persone in piazza della Scala, davanti a Palazzo Marino. Qui, sotto la sede del Comune di Milano, molti sono arrivati pedalando per chiedere aria pulita, sicurezza stradale e una città a misura di persona, con una velocità di 30 km/h. Bikeitalia c’era e abbiamo intercettato alcune voci tra i presenti (video e foto di Gabriele Mellera).
Per una Milano a misura di persone
Le circa 600 persone presenti in piazza della Scala hanno chiesto al sindaco Beppe Sala e alla sua giunta di impegnarsi per rendere Milano una città a misura di persone: per prima cosa riducendo il numero di auto in circolazione, in modo tale da favorire gli spostamenti a piedi e in bicicletta e migliorando anche la qualità dell’aria del capoluogo lombardo (significativo lo striscione presente in piazza “Ci avete rotto i polmoni”, ndr).





Città 30, ciclabili e aria pulita
Le parole d’ordine ascoltate in piazza sono le stesse di precedenti iniziative analoghe che si sono svolte negli ultimi mesi in varie zone di Milano, le richieste sono dirette e circostanziate: creare una rete di ciclabili di emergenza, subito, per diminuire il traffico delle auto e lo smog; istituire una “domenica a piedi” al mese e, soprattutto, fare in modo che Milano possa diventare una Città 30 km/h a partire dall’1 gennaio 2024, sulla scia di altre grandi città che hanno già imboccato questa strada (come Bologna, che lo diventerà a giugno di quest’anno, ndr). Richieste della piazza che sono sintetizzate nel discorso di Giovanni Mandelli del gruppo “Strada per Tutti“, cui seguono le risposte dei rappresentanti dell’amministrazione comunale:
Emergenza Milano: le risposte dell’amministrazione
In piazza era presente anche la consigliera comunale di Europa Verde Francesca Cucchiara che ha sottolineato la necessità di operare un cambio di passo su questi temi: “Città 30 non è uno slogan, ma è una misura concreta e importante per rendere la città più vivibile e più a misura delle persone: noi dobbiamo accogliere queste istanze e accelerare su questi temi perché siamo in una situazione decisamente emergenziale”.
Il consigliere comunale Marco Mazzei, anche lui in piazza della Scala, è sulla stessa lunghezza d’onda: “Dalla manifestazione di oggi, come compito a casa mi porto un grande senso di urgenza, perché al di là delle singole richieste delle associazioni e dei gruppi che hanno partecipato qui oggi è la grande richiesta di cambiare questa città meglio e, soprattutto, più velocemente. […] La città deve cambiare domani, dopodomani e non fra 10 o 15 anni“.


In conclusione l’assessora alla Mobilità Arianna Censi, al termine della manifestazione e del confronto con una delegazione ricevuta a Palazzo Marino, tira le somme: “Per me il confronto è andato bene, è sempre utile. Abbiamo discusso delle domande che ci hanno fatto e anche della metodologia con cui realizzare delle cose. Penso che in generale siamo assolutamente d’accordo sugli obiettivi: poi la declinazione della praticità di come farlo… secondo me è giusto che i cittadini e le cittadine spingano la pubblica amministrazione, che ha vincoli, complessità, farraginosità che spesso prescindono dalla nostra volontà. Però io trovo che questo modo di lavorare sia utile, per tutti“.

















La storia della burocrazia, della lentezza della PA, citata dalla Censi, non mi convince mai appieno. Cosa impedisce a un Comune di togliere una corsia a delle auto su una strada a 3 o 4 corsie, mettere dei new jersey di plastica colorata e dedicarne una alle biciclette?