Al via la terza edizione di MobilitARS, il simposio formativo dedicato all’arte della gestione della mobilità urbana: oggi, giovedì 4 maggio, a Bologna in Salaborsa tutta la mattinata è stata dedicata al tema della Città 30, affrontato nella prima sessione di lavori e nel successivo workshop a seguire.

Bologna Città 30
Prove tecniche di Città 30, con dati ed esempi pratici, a Bologna: città che da giugno di quest’anno introdurrà il limite di velocità di 30 km/h in ambito urbano. La scelta della location per il MobilitARS di quest’anno è stata particolarmente felice, come ha sottolineato Marco Scarponi, segretario generale della Fondazione Michele Scarponi, introducendo i lavori. L’assessora alla Nuova Mobilità di Bologna Valentina Orioli e la consigliera metropolitana con delega alla Mobilità Ciclistica Simona Larghetti sono orgogliose di ospitare un evento che fa cultura su un tema così importante e che guarda al futuro.



Quanto costa una Città 30?
Cleto Carlini – Capo Dipartimento Lavori Pubblici, Verde e Mobilità e Direttore Settore Mobilità Sostenibile e Infrastrutture del Comune di Bologna – ha spiegato l’evoluzione del tema “30 km/h” nella realtà bolognese, a partire dalle prime “Zone 30” negli Anni Ottanta. Oggi i tempi sono maturi per cambiare paradigma e non ragionare più solo in termini di moderazione della velocità in alcune aree ma di trasformazione della città a 30 km/h: cosa su cui Bologna sta già lavorando e processo che, in città, inizierà tra poche settimane, a giugno 2023.
L’intervento di Alfredo Drufuca, ingegnere di Polinomia Srl, ha illustrato nel dettaglio un’analisi costi-benefici della Città 30, tema su cui in Italia siamo in mostruoso ritardo rispetto a realtà avanzate come l’Olanda che sull’argomento hanno cominciato a ragionare 50 anni fa e oggi rappresentano un punto di riferimento. Dalla sua dettagliata relazione piena di dati, restano impressi due numeri: per ogni euro speso nella realizzazione della Città 30 se ne incassano 2 grazie agli effetti positivi (meno inquinamento, meno traffico, meno collisioni stradali); ma soprattutto che, con il limite generalizzato di 30 km/h in città, si “perdono” soltanto 12 secondi per ogni viaggio in auto.
Per un cambio di paradigma della mobilità
Alessandra Bonfanti, responsabile nazionale di Legambiente per la mobilità, ha sottolineato l’importanza dello sviluppo della cultura di una mobilità nuova grazie allo scambio tra esperti, amministratori e cittadinanza per arrivare all’ambizioso obiettivo “vision zero”, cioè 0 morti sulle strade.
Nella sua relazione “(ri)diamo strada alle persone” l’architetto Matteo Dondé è partito dai dati sull’incidentalità stradale, che per l’Italia non sono affatto confortanti: ogni anno è come se tutta la popolazione della città di Reggio Emilia venisse ferita; nel nostro Paese ci sono 28,9 morti per milioni di abitanti, 2 volte quelli della Germania, 3 volte quelli della Gran Bretagna. C’è poi una forte componente di genere: il 95% delle collisioni stradali avviene per errore umano e la stragrande maggioranza di queste è causata da uomini, la prepotenza maschile si riverbera nell’aggressività sulla strada. Tra gli esempi virtuosi citati da Dondé ci sono Bruxelles e Parigi, che hanno abbracciato la filosofia dei 30 km/h già da qualche anno e i risultati positivi sono sotto gli occhi di tutti. Avremmo bisogno anche da noi di un cambio di linguaggio e della riprogettazione dello spazio pubblico.
Le conclusioni dell’assessora alla Nuova Mobilità di Bologna, Valentina Orioli, si sono concentrate sui punti sollevati cercando di dare una visione d’insieme: tutte le città hanno una loro storia e a Bologna qualcosa finora è stato fatto: certo, avere un piano aiuta e quando l’amministrazione pubblica dialoga con l’attivismo le soluzioni si riescono a costruire. Infine una considerazione sui dati: è importante riuscire a comunicarli, vanno “tradotti” e resi più semplici e comprensibili dai cittadini.

Workshop sulla Città 30
Andrea Colombo, già assessore alla Mobilità del Comune di Bologna e oggi esperto della Fondazione Innovazione Urbana, ha tenuto un interessante workshop sulla Città 30 interagendo e dialogando con la platea. Partendo da una serie di domande provocatorie, che rappresentano le obiezioni che spesso vengono fatte alla “Città 30”. Una modalità che ha consentito di spiegare punto per punto il tema, facendo una sorta di “debunking” collettivo sui falsi miti che circolano intorno al limite di velocità di 30 km/h in città.




















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