Mobilità

Le nuove regole del Codice della Strada: ergastolo della patente e casco per i monopattini

Le nuove regole del Codice della Strada: ergastolo della patente e casco per i monopattini

Il governo italiano sta preparando sostanziali modifiche al Codice della Strada, introducendo una serie di nuove disposizioni che mirano a migliorare la sicurezza stradale nel paese. Il provvedimento dovrebbe vedere la luce entro la fine del 2023 e tra le principali novità annunciate spicca l’introduzione del cosiddetto “ergastolo della patente”, una misura severa per coloro che commettono gravi infrazioni al codice stradale.

Ergastolo della patente: come funziona

Secondo le prime informazioni emerse, il governo intende ritirare la patente a vita per coloro che causano incidenti mentre sono sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o in stato di ebbrezza. Questo provvedimento vuole rappresentare un deterrente per chiunque metta a repentaglio la sicurezza stradale a causa di comportamenti irresponsabili legati all’abuso di alcol o droghe. Ma va ricordato che, in ogni caso, la maggior parte delle collisioni stradali sulle nostre strade vede coinvolte persone negative ai test tossicologici. L’inasprimento delle sanzioni riguarda anche altri aspetti.

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Revisione della patente a punti

Ci saranno anche altre modifiche significative al sistema della patente a punti. Attualmente, la maggior parte dei guidatori italiani dispone di 20 punti sulla patente, ma il governo ha ritenuto necessario rendere il sistema più rigoroso per incentivare un comportamento responsabile alla guida. Pertanto, è prevista un’introduzione di maggiori sanzioni e restrizioni per coloro che commettono infrazioni al codice stradale, al fine di ridurre il numero di punti sulla patente e promuovere una maggiore attenzione durante la guida.

Corsi di sicurezza stradale per i giovani

Inoltre, il governo sta considerando l’introduzione di crediti formativi per gli studenti delle scuole superiori e del primo anno di università che partecipano a corsi di sicurezza stradale. Questa iniziativa ha lo scopo di promuovere una maggiore consapevolezza sulla sicurezza stradale fin dalle fasi iniziali dell’istruzione, incoraggiando comportamenti responsabili e buone pratiche alla guida, visto anche che la prima causa di morte nella fascia di età 15-24 anni è legata proprio all’incidentalità stradale (fonte ISTAT).

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Multe più salate per divieto di sosta

La riforma del Codice della Strada prevede anche misure volte a contrastare la sosta selvaggia, che include multe più salate per chi parcheggia in doppia fila, sui marciapiedi o nelle aree riservate ai disabili senza averne il diritto. Questa disposizione mira a migliorare la fluidità del traffico e a garantire un maggiore rispetto delle regole di parcheggio.

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Casco per i monopattini

Infine, una delle novità più discusse riguarda l’obbligo di indossare il casco per i conducenti di monopattini. Con l’aumento della presenza dei monopattini nelle città italiane, il governo ritiene necessario introdurre questa misura di sicurezza per proteggere i conducenti da eventuali incidenti. È prevista anche l’istituzione di un limite di velocità compreso tra i 20 e i 25 chilometri orari per regolamentare l’uso di questi veicoli.

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Commenti

  1. mauro ha detto:

    Come al solito si ribalta la verità, non è la mancanza di piste ciclabili il problema, ma la mancanza di educazione stradale da parte dei ciclisti. Si sceglie sempre la via piú facile…tassare invece che mettere in sicurezza le strade, non considerando che stiamo andando verso la mobilità sostenibile, che come al solito viene tarpata. È chiaro che preferisco mettere la bici in garage che pagare l’ennesima tassa. Per quanto riguarda l’inasprimento delle pene per chi guida in stato di ebbrezza mi vedo invece molto d’accordo. Se il dato delle morti in bici rispetto ai pedoni è reale, credo sarebbe opportuno un casco anche ai pedoni ed aggiungerei una tuta speciale antiurto, oppure optare per una cosa piú facile, ovvero piú strutture di sicurezza stradale come dossi, aree pedonali e blocchi alla circolazione stradale mirati nei centri urbani

  2. Bruno Valenti ha detto:

    quando tirate fuori numero e statistiche sugli incidenti vorrei che citaste anche le fonti. sono sicuro che non esistono. Detto questo si il monopattino non deve superare i 25 km e va bene anche il casco. Ma assicurazione e targa proprio no. Prima di obbligare il cittadino obbligate il comune a mettere in regola le carreggiate e mettete questi vigili a fare il loro lavoro per strada. Gli automobilisti sono patentati ma non per questo rispettano le regole, facciamo un po’ di controlli come si deve.

  3. Simone ha detto:

    I monopattini non posso eseguire frenate d’emergenza? Ti ricordo che sono presenti i freni.

  4. alvise sebastiano da canal ha detto:

    Lei sarà certamente un fulgido quanto raro esempio di monopattinista rispettoso delle regole. Ma la parificazione delle regole tra bicicletta e monopattino, che lei auspica, è illogica e infondata. Primo, perché il coinvolgimento di monopattini in incidenti stradali, rispetto al parco circolante dei monopattini, è 17 volte superiore a quello delle biciclette, e in ballo non c’è soltanto la sicurezza dei monopattinisti, ma quella delle loro vittime: sono già alcune centinaia in Italia, e più di duemila in Francia, i casi di incidenti causati da conducenti di monopattini, con risarcimenti problematici per mancanza di assicurazione. Secondo, perché il monopattino è un mezzo strutturalmente più insicuro: è un veicolo che non può eseguire frenate d’emergenza. Non è che ogni mezzo motorizzato che possiamo inventare abbia, per il solo fatto di esistere, diritto di circolare sulla pubblica via. Quindi, casco, targa e assicurazione obbligatoria per i monopattini sono necessari quando il mezzo possa superare i 15-20 Kmh. Mentre per le e-bike a pedalata assistita, con assistenza motore fino a 25 Kmh, penso che queste complicazioni possano essere evitate. Ma oltre i 25, casco targa e assicurazione obbligatori anche per le e-bike. E guerra spietata, con sequestro dei mezzi e chiusura dei rivenditori, per i monopattini e le e-bike “truccati” o “sbloccati” che superano potenze e velocità consentite.

  5. Noe ha detto:

    Sui monopattini un accanimento discriminatorio (rispetto ad esempio alle biciclette) senza alcun senso. Si può capire casco, limiti ed eventualmete anche le frecce, ma le proposte ventilate di targhe e assicurazioni sono pura follia propagandistica per recuperare un po’ di consensi dai propri elettori tipo…

  6. Simone ha detto:

    Mentre il mondo va’ avanti, l’ Italia torna al Medioevo. Bene per ergastolo della patente. Non trovo il senso di aumentare il prezzo delle multe, visto che le multe non vengono mai fatte. Per lavoro giro a Torino tutto il giorno (corriere), vedo automobili parcheggiate male o in posti pericolosi a qualsiasi ora. Spesso le auto parcheggiate male bloccano i bus, ma di vigili negli ultimi 2 anni ne avrò visti forse 3. Bene per il corso di sicurezza stradale, se realizzato bene (sicuramente sarà un videocorso durante il quale i ragazzini guarderanno Tik-tok, quindi utilità zero). Per quanto riguarda il casco obbligatorio sul monopattino, siamo alla follia assoluta. Ok per la questione “sicurezza” (uso un monopattino quotidianamente per andare al lavoro, quindi so’ di cosa parlo), ma il paradosso è sempre lo stesso. Perchè viene preso di mira il monopattino, senza includere la bicicletta? I ragazzini forse non vanno in due sulla bicicletta? Perchè Il monopattino deve avere frecce, 86 tipi di freno e altre millemila limitazioni, quando un vecchietto con la sua bici mezza rotta può girare tranquillamente in mezzo alla strada senza violare (quasi) alcuna norma e senza essere multato?
    Da utilizzatore di monopattino, ho sempre rispettato il codice della strada, non ho mai avuto incidenti (basta tenere gli occhi aperti e dare la precedenza quando necessario). Se il governo continuerà con questa chiusura sui monopattini, sarò costretto a passare dal monopattino ad una bicicletta (grazie Salvini per portare questo paese al Medioevo, vergogna).

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