Mobilità

Pedalate in Faccia | Salvini butta i ciclisti in mezzo alla strada

Pedalate in Faccia | Salvini butta i ciclisti in mezzo alla strada

È stato formalmente depositato il Disegno di Legge ‘Salvini’ di modifica del Codice della Strada, molto strombazzato sui giornali soprattutto con riferimento all’inasprimento delle sanzioni relative all’uso di alcool o stupefacenti da parte dei guidatori (peccato che i morti provocati dall’alcool siano il 5% del totale, mentre velocità e telefonini praticamente ne ammazzano il resto).

Il DL in realtà contiene una serie di altre modifiche che, oltre a sabotare la legge 120/2020 (quella per intenderci che ha introdotto le corsie e il doppio senso ciclabile) e ad ammazzare l’uso del monopattino (casco, targa e assicurazione obbligatori), vogliono evidentemente ammazzare anche i ciclisti.

Ci riferiamo in particolare alla stupefacente abrogazione della possibilità per i comuni di autorizzare i ciclisti a utilizzare le corsie preferenziali, costringendoli di conseguenza a viaggiare alla loro sinistra ed esponendoli così a rischi gravissimi.

Invito qui formalmente il nostro amato Ministro, che adora andare in bicicletta, a farsi un giro con me per Milano, io con le norme attuali e lui con le sue proposte.

Forse risolviamo il problema.

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Commenti

  1. Graziano Capanni ha detto:

    I monopattini sarebbero una Buona invenzione ma ormai e’stato appurato che vengono usati dai piu’ in maniera pericolosa e impropria era immaginabile che arrivassero provvedimenti penalizzanti che non meritano coloro che facevano uso corretto di questi mezzi.
    Sono un ciclista che di lavoro ho fatto per tanti anni Il tranviere a Firenze credetemi non e’ piacevole sulle corsie preferenziali trovarci I ciclisti intralciano anche pericolosamente I bus con maggiori rischi sia per autisti che ciclisti. Come politico non mi piace Salvini ma fa bene ad abrogare quel provvedimento e’ bene si vieti Il transito dei ciclisti sulle corsie per bus

  2. Diego ha detto:

    …politiche molto PSEUDO e poco verdi (a meno che per verdi non si intenda la camicia), poco chic e ancor meno radical, in quanto “greenwashing” operato da amministratori che hanno comunque come priorità sempre quella di non scontentare gli automobilisti. Gattopardescamente, cambiare qualcosa per non cambiare niente.

  3. Riccardo ha detto:

    purtroppo su questo sito si leggono spesso editoriali più politici che costruttivi in favore dei ciclisti. Allora politica x politica all’autore gli vanno meglio le piste ciclabili di certi amministratori costruite sui marciapiedi in uso promiscuo con i pedoni pur di intercettare i fondi UE? oppure preferisce la segnaletica della totalità delle città italiane dove i ciclisti sono del tutto ignorati, basta vedere gli incroci cittadini, e dove presente lacunosa e incomprensibile. vogliamo copiare l’ Olanda ma siamo peggio del peggior stato terrestre (non cito per non offendere) in fatto di mobilità ciclistica. Ci si dimentica spesso che la situazione di ora e figlia di anni di pseudo politiche verdi radical scic .. forse piace questo.

  4. Margherita ha detto:

    ha fatto bene si evitano molti ristringimenti di strade già poco transitabili

  5. Paolo ha detto:

    andate a vedere la spagna del sud …..
    che infrastutture ci sono……povera italia che fine..ingloriosa!!!

  6. Ernesto ha detto:

    venga signor ministro a farsi una pedalata in liguria …arrivano a sciami e pedalano anche a 4 a ventaglio e se suoni ,se ti va bene dito medio altrimenti calci all’auto.e nn parlo dei semafori rossi….tirano quasi tutti dritti senza fermarsi…Savona ventimiglia in auto 3 ore….ora nn ne basteranno 5…grazie..

  7. Enrico ha detto:

    ma chi ha scritto l’articolo è mai andato in bicicletta? o dietro tutto c’è solo “bassa politica” col tentativo di screditare un Ministro ?

  8. Valerio ha detto:

    penso che bisogna fare un distinguo tra ciclisti tesserati e gente comune che usa la bici per gite domenicali con famiglie o per andate a lavorare . Chi si allena per poi andare a gareggiare non puoi farlo allenare su una pista ciclabile è come mettere una F1 su una statale .Quindi penso che chi ha un tesserino UISP o altro ente deve obbligatoriamente allenarsi su strade ss sp ….

  9. Nicola ha detto:

    Uso la bici anche io. ma non sono d’accordo sull uso delle corsie preferenziali da parte delle bici. Forse l autore di questo articolo non ha ben presente quali difficoltà abbiano i bus pubblici a trovarsi sulla corsia preferenziale uno o più ciclisti stante che le corsie preferenziali non sono larghissime e quindi pericolose per lo stesso ciclista quando un bus ti deve superare. Ben venga il divieto quindi a mio parere per la stessa sicurezza dei ciclisti. Le bici van bene sulle loro piste ciclabili riservate.

  10. Ugo ha detto:

    Non mi sembra che il ministro non ami le biciclette,tutti sbandieravano al vento che i ciclisti,parte debole devono essere tutelati ma è stato l’unico e far passare la legge del metro e cinquanta nel sorpassare un ciclista, anch’io pensavo che l’altra parte politica fosse quella più vicina a noi ma mi sono ricreduto, meglio guardare i fatti e non le chiacchiere…

  11. Pedote Chiara ha detto:

    le bici da corsa girano gia fuori dalle piste ciclabili..

  12. Gualtiero ha detto:

    è anche vero che la dove esistono piste ciclabili, al di fuori delle grandi città, molti cicloturisti non le utilizzano e occupano la sede stradale in coppia o in gruppi numerosi ; mettendo a rischio la loro incolumità e quella degli altri

  13. A***1965@***.com ha detto:

    [Questo commento conteneva insulti e non aggiungeva nulla di costruttivo al dibattito: quindi non è stato pubblicato – Bikeitalia.it]

  14. Marco ha detto:

    i ciclisti vogliono essere equiparati ad un auto/motoveicolo circolante dotato di ogni mezzo di sicurezza, che paga tasse automobilistiche,revisioni, gomme, casco, targa, etc.. senza però essere in regola con le normative attuali per equiparabili ai suddetti auto/motoveicoli, in più girano con cuffiette, in contromano, sui marciapiedi, fanno la “milano-sanremo” sulle strade urbane ed extraurbane e via dicendo, poi è sotto gli occhi di tutti, sinceramente se non si mettono delle regole definite e sanzionatorie anxhe per i ciclisti, ahimè i decessi aumenteranno, speriamo di no ovviamente

  15. Giuseppe ha detto:

    Il problema è che i ciclisti mancano molto di educazione stradale e di rispetto del codice della strada e che essendo calcolati veicoli come tali si devono comportare

  16. Emanuela Martini ha detto:

    .. Non possiamo solo copiare, dobbiamo adeguare al territorio la necessaria messa in sicurezza di tanti che ancora utilizzano la bici, per lavoro, necessità o tempo libero, prima che la paura ci faccia attaccare la bici in cantina. Occorre impegno, studio (umiltà) e lungimiranza, doti in via di estinzione.. 🙄Purtroppo

  17. Danilo ha detto:

    Avete tutti ragione ok. la proposta di Gianni sarebbe ottima se lo specchietto non fosse troppo esterno alle manopole della bici.Se è più stretto non vedi niente dietro di te, se è più largo scateni il putiferio di moto e auto perché rischia di essere toccato. Ho provato sulla bici da corsa delle propaggini da inserire alla parte bassa iniziale del manubrio ma per riuscire a vedere qualcosa devi impegnarti molto e rischi di sbandare. Speriamo che la tecnologia ci possa aiutare perché il ministro non capisce un tubolare di ciò che serve per la sicurezza del ciclista.

  18. Gianni ha detto:

    Purtroppo c’è tanta carenza di buon senso,sia dei politici,sia per gli addetti ai lavori.Le bici sono quasi come uno scooter e la mancanza di uno specchietto retrovisivo, aiuterebbe a evitare tanti incidenti e qualche morte in meno.Ma tanti ciclisti dicono che è antiestetico e allora il buon senso Non Prevale.😭

  19. Mauro ha detto:

    Purtroppo il livello attuale di questa classe politica, a tutti i livelli nel legiferare in vari settori (ma anche di tante precedenti), e’ quello che e’…cosiccome la non osservanza delle norme del Codice della strada da parte di tanti automobilisti, camionisti e ciclisti è all’ordine del giorno, purtroppo!

  20. Mario ha detto:

    Questi politici non hanno la minima idea di come legiferare regole giuste. Abbiano almeno l’umiltà di copiare dagli Stati del Nord Europa in fatto di piste ciclabili e regole

  21. Giulio Baldan ha detto:

    Purtroppo chi legifera e chi costruisce le piste ciclabili non va in bicicletta! Venite a vedere qui a Mogliano Veneto lo scempio fatto con le piste ciclabili. Chissa se faranno la pista ciclabile sul ponte di Messina !!??!!

  22. Pietro ha detto:

    giustissimo e non vedo la differenza di mettere segnali di limite di velocità a 15h x buche

  23. Francesco ha detto:

    per non parlare dei lavori svolti per mettere la fibra ,lavori eseguiti proprio sulla destra delle corsie con canali veri e propri che sono pericolose per la viabilità delle biciclette da corsa, grazie

  24. Franco ha detto:

    ma se esistono piste ciclabili enormi e vedi invece certi ciclisti che preferiscono farsi strisciare da auto e camion passando imperterriti sulla strada. Addirittura ne vedo tutti i giorni ignorare la pista della Statale che pur è lì a pochi centimetri per camminare sulla strada. e non parlo delle bici da corsa ma spesso di una flotta di ciclisti anziani stranieri e anche più giovani. Incoscienza e volontà suicidiarie.

  25. Rossana ha detto:

    ciclista urbana da sempre…solita buca/cratere sul margine destro e per non andare in mezzo alla strada per evitarla… trauma cranico e varie contusioni. Scelta inevitabile x non finire sotto le ruote della prima macchina. Forse salvini e i vari comuni vogliono effettuare una pulizia “etnica”

  26. Scott ha detto:

    Come rubare ancora soldi con multe, regole fantozziane ecc!!

    [Questo commento è stato moderato prima della pubblicazione – Bikeitalia.it]

  27. Pierluigi ha detto:

    Condivido in pieno il pensiero di Giuseppe. Faccio parte di una associazione ciclistica amatoriale e purtroppo negli anni è capitato diverse volte di incappare in incidenti più o meno gravi, causati proprio dalla strafottenza di alcuni automobilisti. Certo sarebbe utile avere sulla destra della carreggiata una striscia di asfalto percorribile in sicurezza. Purtroppo immaginare questo è solo utopia in Italia.

  28. Alex ha detto:

    Sono completamente d’accordo con Giuseppe, purtroppo le nostre strade sono diventate quasi impercorribili con la BDC a tal punto che preferisco fare strada con la MTB, l’unica riflessione che vi pongo è questa vale di più la vita di una persona o il costo dell’asfalto ? sono sicuro che la risposta l’avete già trovata.

  29. Walter ha detto:

    sono uno che va in macchina mediamente sono40000km l’anno ,pero anno fatto piste ciclabili bellissime i ciclisti non rispettono i pedoni ,per dividere la strada dalla pista ciclabile anno messo dei cordoli colore grigio di notte non si vedono pensate un po quando piove .queste piste sono state fatte che Salvini non cera queso vuol dire che non ce niente di buono ne destra ,ne a sinistra .

  30. Luciano ha detto:

    Se la legge sulla sicurezza stradale la fa Salvini uno che non ha mai fatto niente di buono si vede che siamo in Italia

    [Questo commento è stato moderato prima della pubblicazione – Bikeitalia.it]

  31. Roberto ha detto:

    Il problema è che il ciclista è convinto di poter fare ciò che vuole, gli ultimi incidenti capitati con gli autocarri non sono da imputare al camionista e fine della storia ma anche se non di più al fatto che in bicicletta non sono rispettate le regole che ci sono ma essendo chi pedala invisibile alle forze dell’ordine e agli altri non avendo una targa si permette di fare di tutto , stesso problema che abbiamo quotidianamente coi monopattini
    non parliamo dei pedalatori in branco che incontriamo la domenica, da soli starebbero attenti, ma più si è è più si è è più si dimostra la stupidità di molti

  32. Giuseppe ha detto:

    Ciao a tutti, sono un ciclo armatore, premetto una cosa, come ci sono gli automobilisti, (purtroppo) anche anche parecchi ciclisti che non rispettano le regole della strada. Volevo dire al ministro Salvini, che piuttosto di mettere regole restrittive per i ciclisti, sarebbe il caso di sistemare le strade, piene di buche e innumerevoli rattoppi,che obbligano i ciclisti a delle vere peripezie. Se sistemassero BENE il lato destro delle strade, i ciclisti se ne starebbero buoni a lato destra, parlo perché in prina persona quando esco con la mia BDC devo fare zig zag per evitare buche e tombini. Un appassionato di ciclismo.

  33. Carlo ha detto:

    Perche’ i ciclisti possono non ossevare ed ignorate qualsiasi regola del codice restando impuniti?
    Pur capendo tutte le loro ragioni non mi sembra corretto criminalizzare le auto e le moto
    Magari se qualcuno vedesse le velocita’ delle bici che sono superiori al limite dei ciclomotori si renderebbe conto di come e’ la situazione e dell ‘odio che ne deriva

  34. Daniele ha detto:

    Ciao Ito, detesto salvini e la sua politica,ma sono profondamente d’accordo con te, renderla una battaglia personale in modalità “tifosi” non aiuta a trovare un punto di incontro per risolvere il problema

  35. Alexia ha detto:

    Non ho avuto modo di approfondire la normativa di cui ho conoscenza grazie a questa divulgazione. Indipendentemente dall’astio messo in discussione e che, francamente, è poca roba rispetto alla gravità dello stato delle cose, questo paese manca completamente di persone capaci, competenti, responsabili nella gestione della mobilità. Dare priorità all’auto obbligando la circolazione di un ciclista alla sinistra della strada di percorrenza può pensarla solo un’incapace e anche pesantemente incapace! Qui a Bologna i ciclisti sono malvisti dagli autisti dei tram quando percorrono le preferenziali e per farlo capire ai ciclisti ci si avventano sfiorandoli con il loro superautobus. Questi atteggiamenti sono incivili, una società dove ognuno pensa a se in modo così distruttivo che se metti sotto un ciclista perché sei al cellulare meriteresti la galera a vita. Ma di cosa parliamo, del ben pensare? Della bella morale? Chissene, sono una ciclista agonistica e appoggio l’astio di BikeItalia e disapprovo l’utente che a questo dedica più parole che ad altro! La pericolosità della norma è enorme !!! Grazie

  36. Oscar ha detto:

    Io metterei l’obbligo di targa e assicurazione anche per tutte le bici che circolono sulle strade e soprattutto una distanza minima di 5 metri uno dal altro per permettere a chi ha la possibilità di passarli in sicurezza per tutti, e vero che noi tutti utenti delle strada dobbiamo passarli a1, 5 metri ma dobbiamo avere anche lo spazio per rientrare,, e visto che i ciclisti ne fanno di tutti i colori dal sorpasso a destra, passano col semaforo rosso, viaggiano in gruppi, usano cellulare con cuffie, ecc. Ci vorrebbero molte più sanzioni anche per loro

  37. Alessandro ha detto:

    Cosa c’è da pretendere da uno che sta in parlamento grazie al voto di: evasori fiscali, delinquenti stradali, razzisti, estremisti cattolici, odiatori seriali, ecc. Pur di mantenere il posto da voce alla maggioranza incivile d’Italia. Ma le conseguenze di tale politica, che Dalvini non è il primo a mettere in atto, si vedono, eccome.

  38. ito ha detto:

    Che BikeItalia abbia il dente avvelenato con Salvini è cosa acclarata.
    Detto questo e fatta la tara all’obiettività della testata mi domando quale peccato mortale si compirebbe abbligando i conduttori di monopattino a casco, targa e assicurazione obbligatori?
    Io aggiungerei anche l’obbligo di luci ant. e post.
    Probabilmente qualcuno eccepirà che con questi obblighi si incentiva la dismissione di un mezzo ecologico? pratico e maneggievole che contribuisce a migliorare l’aria delle metropoli, vero, allora si possono usare anche e meglio le e-bike che, tra l’altro, sono più comode e sicure.
    Comunque ricordate che l’astio contro, a prescindere, è un’arma a doppio taglio.
    Ciao.

  39. Gianpaolo ha detto:

    Il codice della strada modificato, contiene molte norme vessatorie e persecutorie. Auspico, pertanto, che qualche associazione di consumatori si faccia promotrice di una raccolta firme al fine di produrre un referendum abrogativo di tale legge. Molto probabilmente andremo a votare tutti in massa.

  40. Edo ha detto:

    Salvini con questo decreto legge, fatto solo per far vedere che ha fatto qualcosa, ha superato ogni limite di stupidità.

    [Questo commento è stato moderato prima della pubblicazione – Bikeitalia.it]

  41. italo portesan ha detto:

    Il problema vero è che Salvini non sa cosa dice o fa ma segue solo l’onda emotiva del momento. Speriamo che in parlamento ci sia qualcuno con un po’ di cervello e faccia le modifiche necessarie.

    [Questo commento è stato moderato prima della pubblicazione – Bikeitalia.it]

  42. La triste mietitrice ha detto:

    MAGARI passasse a miglior… consiglio!!!

  43. mio ha detto:

    ha fatto bene!! ciclisti e monopattino elettrici sono dei mezzi usati senza criterii e nessuno li controlla e multa!!

  44. Sandro ha detto:

    E le città che l’hanno già ora devono ripensarla la mobilità e spendere soldi per adeguarsi? Tipo Bologna?

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