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Black Friday: i colossi dell’ecommerce bici in crisi nera

Black Friday: i colossi dell’ecommerce bici in crisi nera

Il 2023 continua a rivelarsi un anno particolarmente difficile per il settore delle biciclette, con un mercato in recessione e notizie che contribuiscono a confermare questo stato di difficoltà. In questi giorni i colossi dell’ecommerce di bici, accessori e componentistica – in primis Wiggle / Chain Reaction Cycles – che fanno capo al marchio Signa Sports United (SSU) risultano insolventi per 150 milioni di euro.

Crisi del mercato bici

I colossi ecommerce bici in crisi nera

La notizia, circolata sui siti specializzati già la scorsa settimana, ha avuto un aggiornamento pochi giorni fa. In seguito al dichiarato stato di insolvenza della capogruppo con sede a Berlino, la SSU ha chiuso i suoi uffici a Park City (Stati Uniti) e tutte le attività che comprendevano le operazioni per i marchi di biciclette Vitus e Nukeproof, oltreché l’attività di distribuzione all’ingrosso di Hotlines.

E rimosso il titolo azionario dalla Borsa di New York in cui era quotato.

Wiggle Chain Reaction Cycles

Signa è proprietaria dei marchi Vitus e Nukeproof e dei siti di ecommerce per il ciclismo Chain Reaction Cycles / Wiggle, insieme a una serie di altri siti di ecommerce in altri settori sportivi e outdoor (tennis, campeggio, sport di squadra). La casa madre di Signa è controllata da René Benko, un miliardario austriaco molto attivo anche nel settore immobiliare. E già all’inizio di ottobre la società aveva comunicato ai suoi investitori un ridimensionamento nel portafoglio dei marchi posseduti o controllati.

Acquisti del Black Friday a rischio?

Nel frattempo, come scrivono Cycling Weekly e CyclingNews, il gigante della vendita al dettaglio di biciclette online Wiggle Chain Reaction Cycles ha detto ai fornitori che non pagherà le fatture e che sta annullando gli ordini di più scorte.

Una fonte ha detto a CyclingNews: “Abbiamo annullato gli ordini di acquisto aperti e durante una chiamata mi è stato detto che non pagheranno più le fatture dei fornitori e che non riceveranno più merce fino a nuovo avviso”.

Un’altra fonte ha detto a Cycling Weekly che l’azienda aveva detto che stava “premendo il pulsante di pausa” ed è per questo che non ci sarebbe stato il pagamento delle fatture. Al momento le vendite online sulle piattaforme di ecommerce insolventi non sono state bloccate, ma continuano.

Anzi: i saldi per il Black Friday con sconti fino al 60% sono già stati pubblicati, con due settimane di anticipo rispetto al 2022.

In caso meglio usare la carta di credito: ecco perché

Come giustamente sottolinea il sito britannico specializzato road.cc bisogna ponderare bene gli acquisti online. E, soprattutto, cautelarsi riguardo alla possibilità di non ricevere la merce, vista la situazione economico-finanziaria in cui versano le piattaforme Wiggle / Chain Reaction Cycles.

Il consiglio è quello di pagare eventuali ordini sulle piattaforme britanniche con carta di credito e non con carta di debito o altri mezzi di pagamento: “Ai sensi della sezione 75 del Consumer Credit Act, laddove un articolo che costa tra 100 e 30.000 sterline viene acquistato utilizzando una carta di credito in Inghilterra, Scozia e Galles, la società che ha emesso la carta ha la stessa responsabilità del venditore nel caso in cui la merce venga non consegnati, o risultino difettosi o non a norma”.

Certo è che, vista la situazione, molte persone intenzionate a “fare un affare” e comprare a prezzi scontatissimi biciclette, componentistica e accessori in vista del Black Friday dovranno ponderare molto bene le loro intenzioni di acquisto.

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Commenti

  1. Avatar DAVIDE BUONOCUNTO ha detto:

    Ma dove sono ste bici scontate?

  2. Avatar Remo di panfilo ha detto:

    vergognatevi state distruggendo l’economia del ciclismo,con queste bici di alta gamma con prezzi gonfiati😡meno male che esiste la grande Cina👏👏👏🇨🇳

  3. Avatar Remo ha detto:

    devono chiudere tutto ,così imparano a vendere bici con i prezzi da capogiro😡poi obbligando i clienti a comperare solo a disco, senza pensare che nel mondo ci sono svariati milioni di ciclisti con bici tradizionali,vergogna commercianti,😡meno male che esiste la grande Cina

  4. Avatar Fabio ha detto:

    Poi han perso marchi tipo Cube , e delle poche bici in vendita non avevano le misure .

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