La Stampa pubblica a metà ottobre di un professore che per andare a scuola lascia a casa la macchina, salta sulla sua bici e percorre 18 chilometri all’andata e 18 chilometri al ritorno, da Barge a Saluzzo. Tutti i giorni (o quasi).
Noi di Bikeitalia lo abbiamo preso subito in simpatia, perciò vogliamo presentarvelo in questo articolo in cui è presente anche il video della sua intervista a Bikeitalia Live.

Enrico Pegone, docente di lingua e letteratura italiana al Liceo Bodoni di Saluzzo, utilizza sin dal 2005 la bicicletta per coprire la tratta casa-lavoro. Questa abitudine gli consente di accumulare ogni anno circa 12.000 chilometri in bicicletta.
Per il professore la scelta di muoversi in bici non è un’impresa straordinaria, ma una modalità normale di pendolarismo. La sua prospettiva è stata influenzata positivamente durante un’esperienza Erasmus in Belgio, dove ha notato che l’uso della bicicletta era comune tra studenti e lavoratori.
Niente fanatismi, la bici è per tutti
Il Prof. Enrico non è un fanatico della bicicletta, non è un ciclista estremo, non è uno sportivo all’ennesima potenza. È una persona che ci tiene a sottolineare che chiunque, con un po’ di allenamento e pazienza, può adottare questa pratica. Soprattutto per il bike-to-work.
Il docente ammette che la bicicletta potrebbe non essere sempre la scelta ideale, specialmente durante l’inverno, con le temperature più basse e il buio, perciò non nasconde che con il tempo avverso a volte lascia la bici in favore dell’auto.
Non di soli spostamenti lavorativi è fatta l’esperienza del professore. Infatti anche durante le vacanze la bicicletta è diventata il mezzo di trasporto preferito, tanto che lo scorso anno ha compiuto il pellegrinaggio lungo il Cammino di Santiago proprio sulle due ruote.
Enrico Pegone non è l’unico ciclo-pendolare del liceo Bodoni, infatti anche la professoressa di scienze Elena Giuliana e suo marito Alberto Mazzucotelli, tecnico di laboratorio, hanno adottato la bicicletta come mezzo di trasporto per raggiungere l’istituto. Nonostante alcune sfide, come il traffico e le condizioni meteorologiche talvolta avverse, questo trio dimostra che la cultura delle due ruote sta gradualmente guadagnando terreno.
Rispondere alle critiche
Pegone affronta con calma le critiche che riceve per il tempo impiegato nei suoi spostamenti in bicicletta – un’ora contro i 25 minuti che impiegherebbe in auto. E si domanda su come sarebbe speso altrimenti il tempo: magari guardando lo schermo di uno smartphone? Allora meglio pedalare.
Questa visione bike friendly del bike to work sta ispirando i suoi studenti e i colleghi, contribuendo a promuovere uno stile di vita più sostenibile all’interno e al di fuori delle mura della scuola.




















lo faccio da 3 anni …….e di km ne faccio 20.000 e più
Buonasera. sono contento di sapere che c’è qualcuno che usa la bici per andare al lavoro.
Anche io due volte alla settimana faccio Rivoli -Torino percorrendo circa 30km andata e ritorno. Sono riuscito ad individuare un percorso sicuro tra piste ciclabili, parchi e vie di quartiere. Ma ho dovuto sperimentare e provare parecchie volte prima di trovare un percorso sicuro anche di sera.
Purtroppo il limite in Italia è proprio questo, l’assenza di percorsi sicuri e ben tracciati.
Buona bici a tutti.
E’ interessante che, anche su questo sito, pur con l’uso del virgolettato, si definisca un matto chi usa la bici per andare al lavoro conformandosi così all’opinione di molti che vedono i ciclisti come pazzi incoscienti o, in alternativa, degli eroi per il solo fatto di staccarsi dalle abitudini della massa.
Credo sia il riflesso di una società fortemente polarizzata tra chi è sedentario, la maggioranza, e chi pratica attività sportive abitualmente, oltre che da decenni di cultura dell’auto.
Vado da anni al lavoro in bici e, nonostante che la quota di pedalatori, anche fra i colleghi, sia aumentata sensibilmente nel tempo, percepisco sempre questo senso di stupore (ma come fai? e la pioggia e il freddo e il traffico e e..) manco fossi Shackleton che sfida i ghiacci! Ed effettivamente, in ambito urbano, ci va anche una certa dose di incoscienza a uscire in bici, ma la sicurezza e la comodità dell’auto sono spesso scuse illusorie per la propria pigrizia.
Per agevolare il professore, spero che presto vengano completati i lavori di prolungamento tra Barge e Saluzzo della bellissima “ciclabile della pietra”, che già esiste lungo il tracciato della ex ferrovia da Bricherasio e fiore all’occhiello del pinerolese. Buone pedalate a tutti
[Abbiamo utilizzato nel titolo l’espressione “Professore Matto” perché in Italia utilizzare la bici come mezzo di spostamento urbano quotidiano per recarsi sul luogo di lavoro viene visto come una stranezza e non come la normalità. Chiaramente, come si evince dal tono dell’articolo siamo super favorevoli alla modalità con cui il Prof. Pegone ha deciso di coprire il tragitto casa-scuola. Grazie per il commmento – Bikeitalia.it]