Mobilità

Brescia: flash mob degli studenti per proteggere la ciclabile dalla sosta selvaggia

Brescia: flash mob degli studenti per proteggere la ciclabile dalla sosta selvaggia

“Ogni mattina la ciclabile viene usata come un parcheggio selvaggio e non si riesce minimamente a passare. Il problema però riguarda tutta la viabilità, compromettendo anche il transito degli autobus e dei mezzi di soccorso”. È riassunta in questa frase la situazione che ogni mattina, gli studenti dei Licei Copernico e Leonardo di Brescia, sono costretti ad affrontare per recarsi a scuola con un mezzo diverso da quello dell’automobile dei genitori.

Le biciclette parcheggiate a difesa della corsia ciclabile (Photo credit: Giornale di Brescia)

Alle due scuole afferiscono circa 4.000 persone tra studenti e personale, il cui arrivo e partenza a fine giornata, sono responsabili di un caotico aumento del traffico che si ripercuote non solo sulle strade limitrofe, ma anche sul passaggio di autobus e autoambulanze che a sirene spiegate faticano ad accedere al pronto soccorso a fianco degli istituti. Istituti che si trovano tra l’altro a circa 800 metri di distanza da 2 fermate della metropolitana di Brescia e incrociano il passaggio di diverse linee degli autobus urbani ed extraurbani.

La via d’accesso delle ambulanze al Pronto Soccorso dell’Ospedale Poliambulanza a Brescia

Ed è a partire da questo noto problema che i rappresentanti delle due scuole hanno deciso di organizzare un flash mob per proteggere le corsie ciclabili che il Comune di Brescia ha tracciato e delineato un paio di anni fa. Coinvolgendo FIAB Brescia, Fridays for Future, Critical Mass e Legambiente Brescia, nonostante la giornata fredda e piovosa, una trentina di persone si sono schierate sabato 2 dicembre sulla linea della corsia ciclabile, sistemando le proprie biciclette ed impedendo ai soliti maleducati di parcheggiare impunemente la loro automobile.

L’obiettivo dell’azione era duplice: in primis attirare l’attenzione delle autorità locali sulla questione; situazione già nota ma sulla quale gli agenti di polizia locale tendono a non intervenire se non ripetutamente sollecitati. In secondo luogo promuovere un cambiamento tangibile, mostrando che esistono modi diversi dall’auto per spostarsi e che la strada e gli spazi sono di tutti.

Non sono mancati, purtroppo, momenti di tensione causati da qualche maleducato prepotente che, incurante di una qualunque minima regola di senso civico, pretendeva comunque di sostare con l’automobile sul marciapiede o sulla ciclabile, accusando i presenti di “essere dei provocatori”, dei “buoni a nulla” e di “non avere nulla di meglio da fare”.

Le auto incolonnate impediscono il passaggio dei mezzi di soccorso e degli autobus

Una soluzione immediata potrebbe essere quella proposta da uno dei Mobility Manager della scuola, ovvero proteggere la ciclabile con dei paletti metallici. Tale pratica se da una parte può evitare il parcheggio selvaggio, creerebbe una serie di problemi che vanno dalla difficoltà a tenere pulita la corsia per il transito delle biciclette da foglie e detriti, ad una percezione di segregazione dei flussi di traffico che si riflette in una mancata riduzione di velocità di transito delle auto.

Tipico esempio di ciclabile invasa dalle foglie non ripulita perché separata dalla carreggiata riservata alle automobili (Photo credit: La Gazzetta Torinese)

Volendo ragionare invece in modo ambizioso, da città nord europea, come piace dire alla politica locale, la via andrebbe totalmente chiusa al traffico veicolare privato, trasformandola magari in una strada scolastica reversibile, visto che non ci sono nemmeno abitazioni che vi si affacciano. In questo modo si garantirebbe il transito senza alcun problema delle autoambulanze e dei bus, che non subirebbero rallentamenti causati dai genitori in coda per consegnare e ritirare i figli.

Mirandola, strada scolastica reversibile

Sarebbe necessario anche uno sforzo da parte delle scuole nell’identificare le abitudini di spostamento degli studenti e dei dipendenti, per capirne modalità e provenienza; in questo modo si potrebbero ottimizzare i flussi, riuscendo a capire in quale direzione concentrarsi per migliorare la situazione. È meglio potenziare il trasporto pubblico? È bene istituire una linea specifica che magari colleghi la stazione ferroviaria a queste due scuole? Si possono migliorare le direttrici ciclabili che giungono da fuori e dentro la città?
Certamente non è solo con la repressione che si modificano le abitudini, ma con azioni educative organiche, pianificate e strutturate, evitando invece un approccio estemporaneo ed isolato.

Gli studenti hanno promesso di ripetere il flash mob se non saranno prese decisioni concrete ed immediate. Qui su Bikeitalia vi terremo aggiornati in caso di novità.

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Commenti

  1. Avatar Sandro ha detto:

    Lo trovo assurdo che si devono trovare soluzione alternative. Perché -semplicemente- non far rispettare il codice della strada e multare tutti ogni mattina?

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